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Unità interdipartimentale per l'integrazione

La Confederazione sostiene l’integrazione degli stranieri attraverso due programmi distinti: il Programma d’Integrazione Cantonale (PIC), destinato agli stranieri ai sensi della Legge federale sugli stranieri e Integrazione (LStrI), e l’Agenda Integrazione Svizzera (AIS), per le persone ammesse provvisoriamente e/o rifugiate ai sensi della Legge federale sull’asilo (LAsi).
L’Unità Interdipartimentale per l’integrazione (UII) coordina e monitora tutte le attività d’integrazione destinate agli stranieri oltre che finanziare progetti di integrazione attraverso il PIC e l’AIS. Al fine di includere l’ampio spettro di attività e le specificità legate all’integrazione - tra le quali vi sono la formazione di base e professionale, l’apprendimento della lingua, l’inserimento professionale - ne fanno parte anche collaboratori del Dipartimento dell’Educazione della Cultura e dello Sport (Divisione della Formazione Professionale) e del Dipartimento delle Istituzioni (Delegato per l’integrazione). Le attività svolte dall’UII prevedono una stretta collaborazione anche con il Dipartimento delle finanze e dell’economia, nonché con tutti gli attori della rete presenti sul territorio.
L’AIS prevede che tutte le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati attribuiti al Cantone seguano un percorso d’integrazione, secondo le loro possibilità e il loro potenziale. Dal 2019, questa attività in Ticino è integrata nella “Strategia di inserimento e integrazione della Sezione del sostegno sociale”.

L’Agenda Integrazione Svizzera: obiettivi

L’AIS impone ai Cantoni una gestione continuativa della persona, dal momento della sua attribuzione da parte della Confederazione al Cantone, fino al momento dell’acquisizione dell’autonomia socio/professionale.
Le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati sono accolti e informati in modo sistematico sul loro processo d’integrazione e sulle aspettative che il Paese d’accoglienza nutre nei loro confronti al fine di raggiungere sul medio e lungo termine, i seguenti obiettivi imposti dalla Confederazione ai Cantoni:
•    Dopo sette anni, metà dei rifugiati in età adulta è integrata nel mercato del lavoro.
•    Dopo tre anni tutti i rifugiati hanno acquisito conoscenze di base della lingua italiana.
•    Dopo cinque anni, due terzi dei rifugiati tra 16 e 25 anni frequentano una formazione professionale di base.
•    L’80% dei rifugiati giunti in Svizzera con un’età compresa tra 0 e 4 anni è in grado, all’inizio della scuola dell’obbligo,  di comunicare in italiano.
•    Dopo pochi anni, tutti i rifugiati si sono familiarizzati con lo stile di vita svizzero e hanno contatti con la popolazione.

Corsi di lingua italiana per stranieri (L2)

Il denominatore comune per l’autonomia sociale e professionale passa attraverso l’acquisizione della lingua italiana. I corsi, finanziati dal PIC e dall’AIS, sono aperti a tutti gli stranieri presenti sul territorio cantonale. Al fine di offrire corsi di lingua corrispondenti ai diversi livelli di conoscenza e fruibili su tutto il territorio ticinese, il Cantone collabora con 13 enti accreditati a seguito di un bando di concorso, presso i quali gli interessati possono richiedere le informazioni direttamente sui corsi.

Corsi di lingua L2