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La nuova pianificazione sanitaria

Conformemente a quanto previsto dalla Legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) il Consiglio di Stato elabora la pianificazione in collaborazione con la Commissione della pianificazione sanitaria e consultando le Conferenze regionali della sanità, nelle quali sono rappresentati tutti gli ambienti interessati di ogni regione. Il Consiglio di Stato trasmette con un messaggio la pianificazione al Gran Consiglio, il quale sulla base di un rapporto commissionale la approva o la respinge o la modifica sentito il parere scritto del Consiglio di Stato e della Commissione della gestione e delle finanze.

Il complesso lavoro di allestimento del nuovo quadro normativo è durato cinque anni, dal 13 luglio 2010 con la nomina della Commissione di pianificazione sanitaria al 15 dicembre 2015 con l’approvazione della progetto di pianificazione dal Gran Consiglio. In seguito vengono brevemente descritte le principali tappe di elaborazione della pianificazione ospedaliera 2015 – 2020.

Lo studio sul fabbisogno (novembre 2012)

Conformemente a quanto prescritto dall’art. 58b cpv. 1 dell’Ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMAl) si è proceduto alla determinazione del fabbisogno di cure ospedaliere della popolazione residente nel cantone, con orizzonte temporale 2020. Lo studio è stato effettuato dalla Gesundheitsdirektion del Cantone Zurigo (GD-ZH) che ha sviluppato un modello al riguardo, adottato nella maggior parte degli altri cantoni, che prevede in particolare:

  • il raggruppamento delle patologie in 125 gruppi di prestazioni;
  • l’analisi dell’impatto di diversi fattori d’influenza: demografici, epidemiologici, tecnico-medici ed economici;
  • l’introduzione delle diverse strutture tariffali a seconda del settore (SwissDRG, ST-Reha, TARPSY, ...).

I gruppi di prestazione sono periodicamente aggiornati.



L'attribuzione dei mandati

Il Dipartimento della sanità e della socialità e la Commissione consultiva della pianificazione sanitaria del Consiglio di Stato hanno deciso di utilizzare la metodologia elaborata dalla GD-ZH anche per la determinazione dei criteri di qualità e di assegnazione dei mandati. Gli istituti interessati sono stati invitati a ritornare il modulo d’offerta entro la fine di maggio 2013. Nell’attribuzione dei mandati, oltre ai criteri definiti nell’OAMal e al rispetto dello studio sul fabbisogno, sono stati tenuti in considerazione i volumi storici di attività per ogni singola prestazione, la concentrazione di talune attività, l’interazione pubblico/privato e la diffusione delle cure di prossimità.

Uno degli aspetti innovativi dell’attribuzione dei mandati era rappresentato dai due progetti di collaborazione tra settore pubblico (EOC, sedi Ospedale regionale di Lugano e Ospedale La Carità di Locarno) e settore privato (Clinica S. Anna e Clinica Santa Chiara) con l’idea a medio-lungo termine di rispettivamente disporre di un centro donna, madre, bambino unico nella regione del Luganese e di un ospedale unico nel Locarnese. Le collaborazioni sarebbero state possibili solo con una modifica della Legge sull’EOC (Ente ospedaliero cantonale).

Tenuto conto delle risultanze dello studio sul fabbisogno (un tasso di ospedalizzazione nel nostro Cantone superiore al resto della Svizzera e un esubero di letti nel settore somatico-acuto in prospettiva 2020) si decideva anche di raggruppare sotto la denominazione “Istituti di cura” i letti di cure acute e transitorie esistenti e previsti (ad Arzo, Castelrotto, Cevio, Sementina e Sonvico), una parte dei letti dei reparti ospedalieri con il solo mandato di medicina di base (ad Acquarossa, Castelrotto, Lugano e Orselina) e ulteriori letti da ricavare presso gli ospedali acuti di Locarno e Mendrisio destinati a pazienti bisognosi di cure a bassa intensità medica, diagnostica e terapeutica, provenienti da un soggiorno ospedaliero acuto o direttamente dal domicilio, finanziati da assicuratori, Cantone, Comuni e pazienti.

Inoltre, l’Ospedale Leventinese di Faido doveva diventare una clinica di riabilitazione, riorientando i propri letti di medicina di base.

Il rapporto finale della Commissione è stato poi sottoposto alle Conferenze regionali e trasmesso al Gran Consiglio con il messaggio governativo 6945 del 26 maggio 2014. Unitamente ai decreti legislativi con i nuovi elenchi degli istituti autorizzati ad esercitare a carico della LAMal, il messaggio conteneva la proposta di modifica della LEOC e il nuovo progetto di legge sugli istituti di cura.

I lavori del Gran Consiglio

La Commissione della pianificazione ospedaliera del Gran Consiglio ha proceduto all’esame delle proposte governative da giugno 2014 a novembre 2015, con numerose audizioni. Parecchie le proposte di modifica  contenute nel rapporto di maggioranza  approvato dal Parlamento il 15 dicembre 2015, alcune suggerite dallo stesso Consiglio di Stato al fine di trovare delle soluzioni condivise, in particolare:

  •  l’introduzione del concetto di letti acuti di minore intensità per i reparti con il solo mandato di medicina di base finanziati da assicuratori, Cantone e pazienti (di conseguenza il progetto di legge sugli Istituti di cura è stato sostituito da una modifica della LCAMal);
  • l’esercizio di una decina di letti somatico-acuti negli ospedali Leventinese di Faido e Bleniese di Acquarossa;
  • il mantenimento dello statuto di letti di cure a cute e transitorie gestiti dalle Case per anziani e finanziati da assicuratori, Cantone, Comuni e pazienti.

La proposta di modifica della LEOC (oggetto di referendum) è stata bocciata il 5 giugno 2016 in votazione popolare (vedi risultati votazione).

Contro i decreti legislativi del 15 dicembre 2015 e del 22 marzo 2016, sono stati interposti dei ricorsi dalle cliniche private Luganese Moncucco SA e Clinica Santa Chiara e dal Ricovero Malcantonese, per i quali è stato concesso l’effetto sospensivo e che sono tuttora all’esame del Tribunale amministrativo federale.

Per tutti gli altri istituti che non hanno ricorso, la nuova pianificazione è entrata in vigore il 15 marzo 2016.