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Adesione alla vaccinazione degli operatori sanitari

Solo l’insieme delle misure, ormai ben note a tutti, permette di contenere la diffusione della pandemia. Il tasso di adesione alla vaccinazione (del personale ma anche degli ospiti) è uno tra i diversi elementi che permette di contenere i rischi all’interno delle strutture sanitarie.

Su questa pagina è possibile conoscere il tasso di vaccinazione degli operatori sanitari delle strutture e dei servizi sanitari e sociosanitari (ospedali, cliniche, case per anziani e servizi di cura e assistenza a domicilio) attivi in Ticino, il quale sarà aggiornato settimanalmente. Con la pubblicazione di questo dato si vuole offrire un’informazione trasparente sul grado di adesione alla campagna vaccinale del personale curante. La comunicazione dello stato vaccinale da parte dei collaboratori al proprio datore di lavoro non è di per sé obbligatoria e la trasmissione del dato all’Ufficio del medico cantonale da parte delle strutture sanitarie avviene in forma aggregata e anonimizzata nel rispetto della Legge sulla protezione dei dati personali.

Il vaccino contro il coronavirus, disponibile in Svizzera, offre una ottima copertura contro i decorsi severi, malgrado l'apparizione di nuove e più contagiose varianti di coronavirus, ed è oramai assodato che riduca almeno in parte il rischio di ammalarsi e quindi anche di trasmettere il virus. Resta prioritario che le persone più vulnerabili si vaccinino per evitare il rischio di decorsi gravi. È tuttavia altrettanto importante che i professionisti della salute - che lavorano a stretto contatto con le persone più vulnerabili - siano anch’essi vaccinati, a protezione della propria salute e di quella delle persone di cui si occupano. Le persone particolarmente vulnerabili che entrano in contatto con persone non vaccinate hanno un considerevole rischio di contrarre l'infezione, soprattutto se si tratta di persone vulnerabili e anziane e magari immunosoppresse o che non hanno potuto essere vaccinate per svariati motivi. Per questa tipologia di pazienti un'infezione da coronavirus significa quasi certamente un decorso severo, potenzialmente mortale.

Le direzioni sanitarie e amministrative delle strutture e dei servizi sanitari e sociosanitari hanno anche il compito di mettere a disposizione dei propri collaboratori le informazioni scientifiche, riconosciute e provenienti da fonti autorevoli in merito all'efficacia e alla sicurezza dei vaccini, e di offrire – se necessario - una consulenza personalizzata al personale timoroso o scettico nei confronti del vaccino.

Tasso di vaccinazione degli operatori sanitari

In apertura sono doverose alcune premesse metodologiche. È importante infatti sottolineare come il dato venga fornito con l’accordo volontario delle persone vaccinate e si basa quindi su un dato auto dichiarato. Il dato viene poi raccolto dalla struttura che lo trasmette volontariamente all’Ufficio del medico cantonale per pubblicazione.
Questa procedura nasconde tuttavia almeno tre insidie che impongono una ponderazione attenta dei dati che non possono essere semplicemente confrontati come dati certificati e verificati:

  1. Non tutte le strutture hanno fornito il dato.
  2. I dati forniti dalle strutture e pubblicati si basano sulla fiducia. Sia di quanto dichiarato dall’operatore, sia da quanto riportato dalla struttura. Sono comunque previste verifiche puntuali, ma non si può garantire sempre l’esattezza di un dato.
  3. I dati si limitano all’adesione degli operatori sanitari e non riflettono il 100% delle persone che possono entrare in contatto con un ospite (visitatori, ospiti e altro personale).

Detto questo, un dato del 100% di adesione non è una garanzia assoluta che un residente non possa comunque entrare in contatto con il virus SARS-CoV-2, cosi come una struttura con un tasso di vaccinazione più basso non rappresenta per forza a priori un problema di sicurezza.