08.07.2025
Acqua potabile 2024
L’acqua potabile può essere considerata la principale derrata alimentare in quanto, oltre al suo consumo diretto, viene impiegata in innumerevoli preparazioni alimentari. Da qui l’importanza di disporre di un'acqua potabile qualitativamente ineccepibile sotto tutti gli aspetti, microbiologici, chimici e fisici. Anche nel 2024 il Laboratorio cantonale ha eseguito numerose attività ispettive e analitiche volte a sorvegliare la qualità dell’acqua e l’implementazione del controllo autonomo da parte delle aziende d’acqua potabile del nostro Cantone.
Durante il 2024 si sono avuti 10 casi di non potabilità che hanno coinvolto 6 aziende e 10 comprensori. Il maggior numero di eventi, 3 aziende e 7 comprensori, sono scaturiti dalle alluvioni in Valle Maggia di fine luglio.
Nel corso del 2024 l’ispettorato acqua potabile ha effettuato un totale di 65 ispezioni di acquedotti comunali, di cui 50 ispezioni complete e 15 ispezioni parziali. In totale sono state emesse 21 notifiche di contestazione, di cui il 43% (9 casi) a seguito di interventi ispettivi e il 57% (12 casi) a seguito di analisi.
Come ogni anno, è stata monitorata la qualità microbiologica dell’acqua servita alle utenze. In totale, sono stati effettuati 788 campioni, di cui 21 (2.7%) risultati non conformi a causa del superamento del valore massimo di E. coli e/o Enterococchi. Nessun campione ha portato ad una dichiarazione di non potabilità.
Il tenore di arsenico è stato misurato nell’acqua in rete proveniente da 28 comprensori, dove vi è una presenza naturale di arsenico. I 56 campioni analizzati hanno mostrato un tenore di arsenico inferiore al valore massimo di 10 µg/L fissato dalla OPPD.
Come ogni anno è stato eseguito il monitoraggio dell’acqua di falda (non considerata acqua potabile) per identificare precocemente variazioni della qualità. Per questo sono stati prelevati in totale 67 campioni, corrispondenti a tutte le falde dalle quali si emunge acqua potabile e alle 5 captazioni a lago (Ceresio). Per quanto riguarda i parametri d’interesse generale, segnatamente la caratterizzazione della mineralizzazione dell’acqua, la qualità microbiologica e il contenuto di residui inorganici, le analisi non hanno evidenziato particolari problemi e i risultati sono in linea con gli scorsi anni. Fa eccezione un’ acqua greggia che alla captazione ha esibito tracce di ferro, superiore ai valori tipici. Nello stesso campione è stata rilevata una concentrazione di arsenico che si avvicina al valore di legge previsto per l’acqua in rete senza tuttavia superarlo. Metalli e metalloidi di particolare valenza tossicologica come arsenico, cadmio, mercurio, piombo e uranio sono risultati assenti o rilevabili a livello di sottofondo. Nelle principali falde ticinesi i composti organici volatili (COV) sono fortunatamente rilevabili solo a livello di tracce (salvo alcune eccezioni).
In totale 26 campioni su 67, pari al 39% delle captazioni d’acqua sotterranea investigate, hanno esibito tracce di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Con un’unica eccezione, i valori misurati (quasi sempre in tracce) sono risultati di molto inferiori agli attuali limiti di legge. Infatti nell’acqua greggia di un’unica falda sono stati misurati dei tenori di PFOS superiori a 300 ng/L. Si tratta di un caso già conosciuto, e grazie ad un impianto di trattamento a carboni attivi, l’acqua distribuita in rete soddisfa pienamente i requisiti di potabilità.
Anche nel 2024 i metaboliti R471811 e R417888 del clorotalonil si confermano tra le sostanze maggiormente presenti nell’acqua di falda (nel 54%, rispettivamente 9% dei casi). In 5 captazioni, il metabolita R471811 ha superato i 0.1 µg/L.
In seguito alla recente introduzione del valore massimo nell’OPPD, lo ione perclorato è stato monitorato capillarmente nelle acque sotterranee ticinesi, risultando praticamente assente o comunque sotto il limite di rilevabilità analitico.
Le microcistine, tossine prodotte da alcuni cianobatteri presenti nei laghi, sono state analizzate unicamente nell’acqua prelevata dalle captazioni a lago. Come gli anni precedenti, l’unica microcistina rilevata a livelli di tracce nell’acqua greggia di due captazioni delle quattro investigate è stata la microcistina [d-Asp3, (E)-Dhb7]-RR, prodotta dal cianobatterio Planktothrix rubescens. Questo cianobatterio in genere mostra un picco autunnale che talvolta può perdurare fino alla primavera. Le microcistine possono raggiungere le captazioni in profondità in particolare quando ha luogo la circolazione invernale del lago. La tossina non è stata rilevata nell’acqua potabile dopo i trattamenti. Il valore più elevato di microcistine è stato riscontrato in un campione di acqua greggia proveniente da una captazione del bacino sud prelevato nel mese di ottobre 2024 ([D-Asp3-MC-RR] = 0.14 µg/L, D-Asp3-E-Dhb7-MC-RR = 0.43 µg/L). I livelli osservati non sono considerati critici in quanto inferiori al valore guida di 1 µg/L dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilito per l’acqua potabile. Queste tossine sono inoltre risultate assenti o comunque a livello di tracce (<0.05 µg/L) nei campioni di acqua potabile dopo i trattamenti. Questi risultati indicano dunque che, allo stato attuale il rischio rappresentato dai cianobatteri per l’acqua potabile ottenuta dalle captazioni lago è da considerarsi basso.
Infine, quest’anno è stata verificata la qualità chimica e microbiologica in 26 campioni di acqua prelevati da sorgenti considerate a rischio di inquinamento antropico a causa ad esempio della loro prossimità a insediamenti urbani, strade, attività agricole, etc. Come per l’acqua di falda, anche in questo caso si tratta di acqua greggia che può ancora subire dei trattamenti ed essere miscelata prima della messa in rete. Le analisi hanno messo in luce una situazione positiva circa la qualità dell’acqua di queste sorgenti.
Grazie ad una continua evoluzione delle tecniche analitiche, le sostanze che possono essere ricercate nelle nostre acque sono in continuo aumento. Quest’aspetto, legato all’evoluzione delle conoscenze tossicologiche, rende i requisiti per l’acqua potabile sempre più alti. In questo modo, la qualità delle nostre acque è in continuo aumento, ma nel contempo questo aspetto rappresenta una grossa sfida per le aziende di approvvigionamento idrico che devono adattare i propri trattamenti di conseguenza.
Anche per il 2024 i risultati confermano l’ottima qualità dell’acqua potabile distribuita nel nostro Cantone. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un’intensa attività di controllo, unita all’impegno delle Aziende acque potabili e dei Comuni nell’implementazione del proprio controllo autonomo e nell’attuare le misure di miglioria. I risultati mostrano però anche la fragilità del nostro comparto idrico (in particolare nel sottosuolo) rispetto all’attività umana e confermano l’importanza di tutelare questo bene preziosissimo.




