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Campagne
09.03.2026

Cadmio, nichel e altri metalli pesanti nella cioccolata

I metalli pesanti, in particolare il cadmio, sono uno dei pericoli più rilevanti per il cioccolato. Il cadmio, un metallo altamente tossico che può causare principalmente danni ai reni, può essere presente nei suoli per cause naturali (erosione delle rocce, eruzioni vulcaniche, incendi boschivi) o di attività umane (uso di fertilizzanti fosfatici, emissioni industriali, smaltimento rifiuti, etc.). Il cadmio può essere assorbito dalle piante di cacao, accumulandosi nelle fave. Limitare i livelli di cadmio nel cioccolato può garantire che l'esposizione a questo elemento tossico non sia troppo alta. Oltre al cadmio, l’Ordinanza sui contaminanti (OCont) prevede l’entrata in vigore, a partire dal 30 giugno 2026, di un tenore massimo anche per il nichel. Anche questo metallo è conosciuto per essere potenzialmente presente in quantità rilevanti nel cacao e può avere diversi effetti negativi sulla salute, sia acuti che cronici, in particolare manifestazioni allergiche.

Con questa campagna condotta nel 2025 si è voluto verificare il contenuto di cadmio, nichel e altri metalli pesanti in prodotti a base di cioccolato reperibili in commercio.

Tutti i 36 campioni di cioccolata prelevati dal mercato sono risultati conformi. Per quanto riguarda il cadmio, questo è stato rilevato in 35 campioni a quantità inferiori rispetto ai tenori massimi stabiliti dall'OCont. In tutti i campioni è stata inoltre rilevata una presenza misurabile di nichel, inferiore al tenore massimo che entrerà in vigore il 30 giugno 2026. Da notare che il campione con concentrazione di nichel più elevata (6.5 mg/kg) era pari al 93% del tenore massimo consentito di 7 mg/kg. Il mercurio non è stato rilevato in nessuno dei campioni analizzati, mentre il contenuto di rame è risultato inferiore, considerando il fattore di processo più restrittivo, al livello massimo dall’Ordinanza del DFI concernente i livelli massimi per i residui di antiparassitari nei o sui prodotti di origine vegetale e animale (OAOVA) per i semi di cacao.  Per quanto riguarda il piombo, per il quale non sono attualmente definiti limiti normativi nel cioccolato, 12 campioni hanno mostrato una concentrazione misurabile ma contenuta.

 La presenza misurabile e diffusa di cadmio e nichel nella grande maggioranza dei campioni analizzati non sorprende ed è in accordo con i valori riportati in letteratura. Sebbene tutti i campioni siano risultati conformi, questi risultati indicano la necessità di mantenere un controllo costante su questi prodotti, sia da parte delle aziende nell’ambito del proprio controllo autonomo, sia da parte delle autorità di esecuzione.

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