30.06.2026
Radionuclidi di origine artificiale (Cs-137) e naturale (K-40) nei funghi selvatici ticinesi
I funghi sono considerati utili bioindicatori della radioattività ambientale poiché sono in grado di assorbire e trattenere il cesio presente nel terreno. Anche quest’anno è stato eseguito un ampio monitoraggio sulla radioattività residua generata dall’incidente di Chernobyl del 1986 e ancora presente nei funghi selvatici commestibili nostrani.
Sono stati 50 i campioni di funghi selvatici appartenenti a 13 specie commestibili, raccolti sul territorio ticinese in collaborazione con l’Associazione svizzera dei controllori di funghi VAPKO e le società micologiche del Cantone. Il cesio-137 è stato quantificato nella maggior parte delle specie con alcune eccezioni. Le concentrazioni di cesio-137 mostrano una marcata variabilità tra specie e campioni, con valori generalmente bassi nella maggior parte dei casi. Un singolo campione di Cortinarius caperatus ha superato i 600 Bq/kg per il cesio-137, rappresentando il valore massimo osservato.
La contaminazione radioattiva nei funghi commestibili selvatici ticinesi è contenuta. Da un punto di vista radiologico, la presenza di Cs-137 si aggiunge a quella naturale di K-40. Entrambi i nuclidi contribuiscono all’esposizione annua alle radiazioni ionizzanti, ma la rilevanza dosimetrica della contaminazione dovuta al consumo di funghi è in ogni modo di scarsa importanza.




