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Salute e lavoro - Studio 2007

Effetti della disoccupazione sullo stato di salute

Descrizione
L'esclusione dal lavoro tende oggi ad assumere profondi connotati esistenziali, oltre che materiali, che possono anche portare alla perdita dell'identità e del ruolo sociale. "L'ampliamento degli spazi di mediazione fra capitale e lavoro e lo sviluppo di sistemi di Welfare, la qualificazione delle attività produttive e delle professioni, l'aumento dei livelli di reddito e d'istruzione e le modifiche degli stili di vita che si sono realizzati negli ultimi decenni hanno probabilmente stemperato la drammaticità della condizione materiale" [1], convertendo progressivamente gli esiti sulla salute dalle patologie fisiche a quelle psichiche e sociali. La perdita o l'assenza del lavoro è quindi un determinante economico e sociale che definisce aspetti dello status e dell'identità personale con un impatto diretto sull'individuo, la famiglia e l'ambiente sociale e, in particolare, sul benessere sanitario.
Molte ricerche confermano il riscontro di un'alta prevalenza di morbidità psico-fisica e di aumentata mortalità fra la popolazione disoccupata nel confronto con quella occupata. Questi risultati sembrano essere indipendenti dallo stato di salute precedente e diventano in parte reversibili con il reinserimento nel mondo del lavoro.

Obiettivi
Lo studio che analizza l'influenza dello stato di "disoccupato" su alcuni indicatori socio-sanitari, completa i risultati di un'indagine precedente che ha esaminato, per i soli lavoratori dipendenti attivi nei vari settori economici del Cantone Ticino, il rapporto tra le condizioni lavorative e l'incertezza quanto al mantenimento dell'attività attualmente svolta, sullo stato di salute.
Di conseguenza questa ricerca analizza la prevalenza dei medesimi indicatori di salute in 3 campioni di popolazione: i lavoratori dipendenti che non hanno paura di perdere il posto di lavoro (gruppo 1), quelli che manifestano un grado di paura elevato di perdere il lavoro attualmente esercitato (gruppo 2) e la popolazione disoccupata (gruppo 3).

Campione indagato
Durante il mese di settembre 2004 sono stati distribuiti 7'445 questionari anonimi alle persone che si sono recate ai cinque uffici di collocamento regionali. Alla fine del mese di novembre, termine ultimo stabilito, erano pervenuti 2837 di cui 2734 sono stati considerati validi (tasso di risposte valide del 37%).

Temi trattati

  • grado di insicurezza percepito verso l'attività lavorativa
  • lo stato di salute: stato di salute soggettivo, sintomi fisici e psicologici percepiti
  • consumo di medicamenti, alcol e tabacco
  • percezione del contesto sociale

Principali risultati
Tutti gli indicatori di salute e di consumo di medicamenti mostrano dei valori peggiori e più elevati nel gruppo dei disoccupati. Nel confronto tra i gruppi (lavoratori dipendenti ticinesi [N=611], lavoratori dipendenti con paura di perdere il lavoro [N=217] e disoccupati ticinesi [N=2423]) la prevalenza dei valori aumenta sistematicamente in relazione alla crescita dell'insicurezza percepita e reale dei gruppi.
Globalmente l'analisi ha mostrato che in generale non esiste una significativa correlazione tra la durata della disoccupazione e un corrispondente peggioramento degli indicatori utilizzati.
Prevale quindi l'ipotesi che sia lo "stato di disoccupazione in sé" che ha un influenza significativa maggiore (rispetto alla durata) sul degrado degli indicatori di salute.

Responsabili dello studio
Gianfranco Domenighetti, Università di Lugano
Annamaria Fahrländer, Sezione sanitaria
Luca Clivio, Istituto Mario Negri, Milano (collaborazione statistica)

Contatti
Annamaria Fahrländer, SPVS


Pubblicazioni