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Ebola

In vari Paesi dell’Africa occidentale si è diffusa un’epidemia di Ebola, a essere colpiti sono: la Guinea, dove si è verificato il primo focolaio, la Liberia e la Sierra Leone.
In base alle valutazioni attuali (ottobre2014) la probabilità di un caso di Ebola in Svizzera è molto bassa, per cui al momento non occorrono misure supplementari e non sono previste limitazioni al traffico di viaggiatori e al commercio internazionali.

L'Ufficio federale di salute pubblica (UFSP) ha attivato una infoline per rispondere alle domande della popolazione relative all'Ebola al numero telefonico +41 (0)58 463 00 00 tutti i giorni dalle 8 alle 18 (comunicazione del 29 ottobre 2014).

Malattia

La febbre di Ebola è una malattia provocata dall’omonimo virus, imparentato con quello di Marburgo e appartenente alla medesima famiglia dei Filoviridae. All'inizio la malattia presenta spesso sintomi non specifici, simili a quelli influenzali, ma in seguito può evolvere con un decorso grave che, in determinati casi, è accompagnato da sanguinamenti (da qui il vecchio nome di febbre emorragica).
La malattia si manifesta da 2 a 21 giorni dopo il contagio con sintomi simili a quelli influenzali: febbre improvvisa, malessere, spossatezza pronunciata, mal di testa, dolori articolari e alle membra e laringite. Seguono attacchi di vomito, diarrea e dolori addominali.
Se nel corso della malattia insorgono gravi problemi di coagulazione, il paziente inizia a sanguinare dalle gengive, nel tratto gastroenterico, dagli eventuali fori d'iniezione o sotto la pelle. Dal 5° al 7° giorno di malattia compare una caratteristica eruzione cutanea con macchie e piccole bolle. In seguito possono anche subentrare insufficienze epatiche o renali. Da 7 a 16 giorni dopo il manifestarsi della malattia, emorragie gravi e collasso cardiaco possono condurre al decesso. La mortalità varia dal 25 al 90 per cento a dipendenza del tipo di virus Ebola.

Trattamento

Attualmente non vi è alcun trattamento specifico contro il virus Ebola; possono essere curati solo i sintomi della malattia. Prima si adottano provvedimenti medici e maggiore è la probabilità di sopravvivenza.
Nuovi metodi di cura sono in fase di sperimentazione o di valutazione, ma fintanto che manca l’omologazione non sono disponibili per la popolazione.

Il 27 ottobre 2014 Swissmedic ha approvato la domanda di uno studio con un vaccino sperimentale anti-Ebola presso il Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (CHUV). Lo studio sarà condotto con 120 partecipanti volontari. È fortemente sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e prosegue la serie di studi clinici iniziati iniziati negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Mali.

Trasmissione

Il virus è trasmesso da animale a uomo oppure, una volta infiltratosi nella società umana, anche da uomo a uomo. Nel primo caso il contagio avviene tramite il contatto con pipistrelli, scimmie, antilopi vivi o morti o con i loro escreti corporei. Si ammalano anche gli animali stessi (ad eccezione dei pipistrelli, sospettati di essere la sorgente del virus).
La trasmissione da uomo a uomo avviene mediante il contatto diretto con il sangue, le feci, il vomito ed altri liquidi biologici di una persona malata. Una persona infetta rimane contagiosa anche dopo il decesso. Lo stesso vale per le persone che hanno superato la malattia e hanno contatti sessuali nelle 7 settimane successive alla guarigione. Il virus non è trasmissibile nel periodo che precede la comparsa dei sintomi.
I gruppi a rischio comprendono in particolare il personale di cura e i parenti che si occupano dei malati di Ebola. Per le persone che non hanno alcun contatto con persone infette non vi è praticamente alcun rischio di contagio.

Raccomandazioni per i medici

Se una persona si annuncia presso uno studio medico con il dubbio d’essersi infettata con il virus Ebola, si raccomanda la seguente procedura:

  • domandare alla persona se ha soggiornato nelle zone a rischio dell’Africa occidentale negli ultimi 21 giorni (Guinea, Liberia e Sierra Leone)
  • se la risposta è NO: una malattia da virus Ebola può essere esclusa
  • se la risposta è SI: il medico deve rivolgersi al MEDICO CANTONALE il quale  valuterà la situazione e determininerà le tappe successive.

Recapito dell'Ufficio del medico cantonale:

  • Orari d'ufficio: 091 814 40 02
  • Altri orari:  tramite la Polizia cantonale (117)

Rischio di infezione in Svizzera

In base alle valutazioni attuali dell'UFSP, il rischio di casi di Ebola in Svizzera è molto basso poiché i paesi colpiti attualmente (agosto 2014) dal focolaio non sono destinazioni turistiche, gli animali che possono trasmettere il virus non sono presenti nel nostro paese, e per ora non sono stati segnalati casi al di fuori dell’Africa.
È però ipotizzabile che un collaboratore di un’organizzazione umanitaria contagiato dal virus venga rimpatriato in Svizzera per essere curato. In tal caso, la persona colpita verrebbe ricoverata all’ospedale universitario di Ginevra.

Rischio di infezione per i viaggiatori

Poiché la trasmissione richiede un contatto diretto con un malato o un animale infetto, rispettando alcune regole di comportamento il rischio di contagio è minimo anche per i viaggiatori. Nelle regioni africane interessate dall’epidemia si raccomanda di tenersi a distanza da persone malate o morte a causa del virus, ed evitare contatti con i pipistrelli, le scimmie e le antilopi nonché con i loro escreti corporei.
Le persone che sono state recentemente nelle aree colpite dall’epidemia difficilmente saranno state esposte al virus dell’ebola. Tuttavia se nei giorni o settimane successive al ritorno dal viaggio sviluppassero febbre, spossatezza pronunciata, diarrea o altri gravi sintomi si consiglia di contattare telefonicamente una struttura medica comunicando il paese che si è visitato ed il tempo trascorso dal viaggio.