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Tenuta di animali da reddito

Si tratta delle specie animali detenute in campo zootecnico per la produzione di derrate alimentari: bovini, suini, ovini, caprini, pollame, conigli, eccetera.

Gli equini, un tempo detenuti a scopo agricolo, rivestono oggi il ruolo di animali per il tempo libero, d'affezione, da compagnia, per gli sport equestri, quindi non sono più annoverati soltanto tra gli animali da reddito. Questo fatto si ripercuote nella notifica degli equini nella Banca dati sul traffico degli animali (BDTA), dove bisogna decidere a priori se si tratta di animali da reddito o da compagnia.

L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) offre sul suo sito una panoramica approfondita e corredata di documenti illustrati concernenti le buone regole di tenuta degli animali delle varie specie.

Ovicaprini incustoditi

Il fenomeno degli ovicaprini rinselvatichiti (pecore e capre domestiche lasciate incustodite o abbandonate sul territorio) oltre ad essere in contrasto con il benessere animale può rappresentare un rischio sanitario, aumentando la possibilità di trasmissione di malattie e il passaggio di parassiti tra animali domestici e selvatici.

L’incrocio tra individui domestici e popolazioni selvatiche può portare inoltre all’impoverimento genetico di queste ultime riducendo la loro capacità di adattamento all’ambiente e di resistenza alle malattie.

Per questi motivi è necessario un monitoraggio sistematico e una gestione che preveda il recupero o la rimozione controllata degli animali rinselvatichiti così da preservare le popolazioni selvatiche. Ai Comuni è pertanto chiesto di segnalare all'Ufficio del veterinario cantonale la presenza sul loro territorio di animali (pecore e capre) inselvatichiti oppure senza la necessaria custodia da parte del loro proprietario. Prima di procedere alla segnalazione, nel caso in cui non fosse conosciuto il detentore degli animali, è necessario effettuare una pubblicazione attraverso l'albo comunale.

Animali e inverno

Con il sopraggiungere della stagione fredda si ripropone puntualmente la domanda sul benessere degli animali domestici che si trovano all'aperto. Non sono pochi i cittadini che si rivolgono all'Ufficio del veterinario cantonale per chiedere informazioni o segnalare dei casi.

Gli animali hanno per loro natura una buona capacità di adattamento a situazioni climatiche poco favorevoli, ma ci sono dei limiti che ogni detentore deve rispettare offrendo il necessario ricovero.

"Il clima variabile incide sul benessere degli animali..."
Le variazioni climatiche dettate dalle stagioni e dalle condizioni meteorologiche possono incidere sul benessere degli animali. Temperatura, precipitazioni e vento sono i tre fattori determinanti per la valutazione delle condizioni climatiche. Particolarmente insidiosa è la combinazione di freddo, vento e precipitazioni: una situazione che può facilmente presentarsi nel periodo invernale.

"Entro certi limiti gli animali si adattano al clima..."
I nostri animali domestici hanno la capacità di adattarsi - entro certi limiti - a condizioni ambientali sfavorevoli. L'adattamento avviene attraverso l'infoltimento del pelame, una maggiore assunzione di foraggio, un metabolismo più intenso e un cambiamento del comportamento sociale (formazione di mandrie unite). La capacità di adattamento dipende notevolmente dalla specie, dall'età degli animali e dalle loro condizioni fisiche.

Ovini
Uno spessore di lana di alcuni centimetri protegge molto bene gli ovini dal freddo e dalle precipitazioni. La tosatura degli ovini va quindi praticata con sufficiente anticipo rispetto alla stagione fredda. Animali appena tosati devono poter accedere ad un riparo dove trovano sufficiente protezione dalle precipitazioni.

Asini
L'asino è una specie particolarmente sensibile alle precipitazioni vista la sua origine nordafricana. Per questo motivo, nel periodo invernale caratterizzato da umidità del terreno e di precipitazioni va garantita la presenza di un riparo, al quale gli animali devono poter liberamente accedere.

Animali giovani, magri, malati
Gli animali giovani, quelli magri o in precarie condizioni di salute, hanno una capacità di adattamento ad un clima avverso molto più limitata. Essi necessitano quindi di maggiore attenzione e protezione.

Freddo secco
Di regola, la presenza di una mandria di bovini adulti all'aperto quando fa molto freddo non deve destare preoccupazione. Infatti questi animali, se si trovano in buone condizioni e hanno a disposizione del foraggio in abbondanza, in assenza di precipitazioni possono resistere a temperature molto rigide.

Quali compiti spettano ai proprietari degli animali?

"L'Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn) è chiara al riguardo..:"
L'articolo 6 dell'Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn) sancisce che "Il detentore di animali deve provvedere a fornire la necessaria protezione agli animali che non possono adattarsi alle condizioni meteorologiche." Anche per gli animali tenuti in forma estensiva la stessa ordinanza sancisce che "Gli animali domestici non possono essere esposti a lungo e senza protezione a condizioni meteorologiche estreme. Se in tali condizioni non vengono messi in stalla, gli animali devono disporre di una protezione adeguata, naturale o artificiale, che offra un riparo a tutti gli animali nello stesso tempo e li protegga dall'umidità, dal vento o da una forte insolazione. Deve inoltre essere disponibile un settore di riposo sufficientemente asciutto."

Razze robuste
Anche le cosiddette razze robuste non possono restare all'aperto durante l'intero periodo invernale senza alcuna protezione. Ad esempio le bovine della razza Highland, appartenenti a questa categoria, provengono dalla Scozia dove le condizioni climatiche (scarse precipitazioni nevose, temperature più miti) e di detenzione (pascolazione invernale su ampie superifici) sono in generale più favorevoli a quelle del nostro cantone. Questo principio è pure stato confermato in occasione di alcune decisioni del Consiglio di Stato.

"Gli animali devono poter uscire e disporre di ripari..."
Quando il clima è inclemente gli animali devono tuttavia avere la possibilità di accedere ad un riparo, naturale o artificiale. Un riparo naturale può difficilmente rappresentare una soluzione, visto che i nostri boschi a basse quote sono costituiti da piante a foglia caduca che non offrono suffiente riparo. Inoltre la pascolazione nei boschi durante il periodo invernale è vietata in base alla legislazione forestale. I ripari artificiali sono costituiti da stalle oppure da semplici ripari, chiusi su tre lati, con pavimento asciutto e provvisto di lettiera. I ripari devono essere sufficientemente ampi per accogliere tutti gli animali della mandria. Le misure minime riguardanti lo spazio sono definite nell'Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn).