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La ricerca scientifica

Nel passato le ricerche svolte dal settore Botanica si concentravano soprattutto su aspetti floristici. A questo proposito va ricordato l'impegno profuso da Alfred Becherer (attivo come curatore dal 1961 al 1977) nella raccolta e nella redazione dei Fortschritte in der Systematik und Floristik der Schweizer Flora, la prestigiosa serie della Società botanica svizzera che riunisce le recensioni di tutti i ritrovamenti di specie appartenenti alla flora svizzera.

Negli anni Novanta il campo di attività si amplia e il settore si ritrova impegnato con l'Università di Berna in uno studio multidisciplinare volto a ottenere una migliore conoscenza delle superfici prative magre e secche del Sud delle Alpi. Diversi studi vengono realizzati, spaziando dalla floristica alla fitosociologia, dalla dinamica della vegetazione all'ecologia. L'insieme dei risultati confluisce nella sintesi Prati magri ticinesi tra passato e futuro, che fornirà poi, la base per ulteriori investigazioni e, soprattutto, per l'elaborazione di specifici piani di gestione. Ne sono due esempi gli studi intrapresi sul Monte San Giorgio e sul Monte di Caslano, che includono il monitoraggio della vegetazione prativa in alcune superfici permanenti.

Tali lavori sono anche all'origine dell'istituzione, avvenuta nel 1996, di un Segretariato permanente, coordinato dal Museo cantonale di storia naturale e dal Parco del Monte Barro, mirato all'organizzazione di seminari periodici e alla pubblicazione degli atti Gestione delle praterie e dei prati di interesse naturalistico.

Attualmente il settore Botanica concentra la sua attività di ricerca sui seguenti temi prioritari:

  • biodiversità vegetale a livello regionale;
  • diffusione ed ecologia delle specie neofite e loro impatto sulla vegetazione autoctona;
  • conservazione di specie vegetali a forte rischio di estinzione.

L’attività legata alla ricerca scientifica è svolta attraverso il conferimento di mandati esterni o con la collaborazione di altri enti e/o istituti universitari.


Indagini recenti promosse e/o svolte nel periodo 1996-2002

  • Studio sulla diffusione delle specie maggiormente minacciate di estinzione secondo le indicazioni della Commissione svizzera per la conservazione delle piante selvatiche (1996-2002). Coltivazione ex-situ di specie minacciate di estinzione e loro rintroduzione in natura (1996-2002). In questi anni i progetti hanno trattato le seguenti specie: Littorella uniflora, Asplenium billotii, A.foreziense, Carpesium cernuum, Cardamine matthioli, Inula spiraeifolia, Gladiolum imbricatus, Gladiolum italicus.
  • Biologia, ecologia e distribuzione di Reynoutra japonica, R.sachalinensis, R.x bohemica e Polygonum polystachyum e proposte di lotta (1999)
  • Distribuzione delle macrofite sommerse del Ceresio (2001)
  • Ricerca sull'ecologia di Ailanthus glandulosus nel Sopraceneri (2001), in collaborazione con la Sottostazione Sud delle Alpi del WSL
  • Studio della flora avventizia della rete ferroviaria (2002)
  • Elaborazione della Lista nera e Lista grigia delle neofite più invasive e studio della loro diffusione; tra queste Ambrosia artemiisifolia grave allergene per l’uomo (2001-2002)


Inventari, banche dati e liste rosse allestiti con la collaborazione del Museo