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Legna come combustibile

Il Cantone promuove attivamente la legna quale energia rinnovabile. Per maggiori informazioni vedi il sito tematico Energia legno della Sezione forestale.

Non tutti i materiali e non tutti i tipi di legna possono essere bruciati in ogni caldaia, stufa o impianto.

Bruciare la legna in modo non appropriato danneggia l'ambiente, sia per le sostanze nocive emesse coi fumi (assorbite dagli esseri viventi attraverso la respirazione), che per quelle contenute nelle ceneri, le quali vengono spesso erroneamente utilizzate come fertilizzanti contribuendo all'inquinamento del suolo e della falda.

L'uso di un combustibile non adeguato ha conseguenze anche sulla longevità dell'impianto. Tra le quali, la formazione di depositi di sostanze all'interno dell'impianto e della canna fumaria, e la produzione di gas aggressivi che contribuiscono alla corrosione dei singoli elementi dell'impianto (scambiatore di calore, canna fumaria). Ciò si ripercuote sui costi di manutenzione o addirittura di risanamento straordinario.

Sono considerati "legna allo stato naturale":

  • la legna in pezzi, compresa la corteccia, come ad esempio ceppi, ramaglia e pigne, nonché ritagli, segatura provenienti da segherie o bricchette senza leganti.

Impianti autorizzati:

  • tutti gli impianti a combustione a legna conformi allo stato della tecnica. In caso la legna fosse in trucioli e non in pezzi, è necessario un tipo di carica automatica.

Sono considerati "scarti di legno":

  • i resti di legno delle falegnamerie, carpenterie e fabbriche di mobili, come i ritagli di pannelli truciolari, trucioli e polvere di legno;
  • i resti di legno provenienti da cantieri, come tavole per casseforme, assi per impalcature, legno squadrato, puntelli e cunei di legno;
  • i resti di legno del tipo menzionato frammisto a legna allo stato naturale.

Impianti autorizzati:

  • gli scarti di legno possono essere bruciati in caldaie/impianti con potenza termica di almeno 40 kW;
  • per la combustione degli scarti di legna valgono dei limiti più severi per le emissioni e pertanto queste caldaie/impianti sottostanno a controlli periodici più frequenti e approfonditi.

Sono considerati "legno usato":

  • i pezzi di costruzioni in legno e materiali di legno derivanti dalla demolizione, ristrutturazione e ammodernamento di stabili, come travi, pavimenti, rivestimenti, soffitti, scale, finestre, porte, elementi interni;
  • imballaggi in legno, come casse e palette;
  • resti di legno del tipo menzionato frammisto a legna allo stato naturale o a scarti di legno.

Impianti autorizzati:

  • il legno usato può essere bruciato unicamente in impianti con potenza termica di almeno 350 kW, predisposti opportunamente e con regolare licenza edilizia.

È considerato "scarto di legno problematico":

  • scarto di legno trattato con sostanze protettive, come legno impregnato, legno trattato con pentaclorofenolo o con sostanze simili, traversine della ferrovia, pali del telefono, costruzioni in acqua, silos, pali di sostegno per gli alberi e la vigna, mobili da giardino, panche dei parchi, recinzioni, pareti foniche, palizzate, palancole, ponti di legno;
  • residui di legno laminato con composti organo-alogenati (es. stratificazione in PVC);
  • residui di legno problematico mescolato con altri tipologie di legno.

Impianti autorizzati:

  • i resti di legno problematico devono essere smaltiti unicamente in impianti appositi di incenerimento di rifiuti.

La cenere di legno naturale delle economie domestiche possono essere smaltiti assieme ai rifiuti solidi urbani.

I residui e le ceneri volanti di un impianto dotato di filtri, sono considerati rifiuti speciali, e come tali devono essere smaltiti adeguatamente.

Le ceneri provenienti da grossi impianti centralizzati, l'industria e l'artigianato devono essere smaltite nelle discariche di tipo D ed E.

Per maggiori informazioni vedi la documentazione approfondita dell'Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati.