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Cambiamento di paradigma

In questi ultimi anni è andato consolidandosi un mutamento radicale d'approccio d'intervento sui corsi d'acqua, nel senso che non è più prioritaria ed esclusiva la necessità di provvedere ad arginature in funzione della protezione, "ingabbiando" il corso d'acqua.

Il cambiamento di paradigma porta a considerare in maniera appropriata - valorizzando gli aspetti idraulici, naturalistici e paesaggistici del contesto in cui il corso d'acqua scorre - lo spazio vitale per il corso d'acqua stesso.

Un approccio più dinamico e positivo, attraverso misure attive sancite dall'ordinanza sulla sistemazione dei corsi d'acqua (OSCA) del 2 novembre 1994, in ossequio alla Legge federale del 21 giugno 1991 sulla sistemazione dei corsi d'acqua.

All'art. 6 si afferma testualmente che "sono prioritarie le misure per il ripristino della dinamica naturale e delle relazioni tra gli ambienti naturali, segnatamente il ripristino dello scorrimento a cielo aperto nonché la realizzazione in quantità sufficiente di zone cuscinetto e di spazi di transizione tra terra e acqua".

La stessa ordinanza, peraltro, stabilisce che i Cantoni "fissano lo spazio riservato alle acque in modo da garantire la protezione contro le piene e il mantenimento delle funzioni naturali delle acque".

Gli interventi devono essere il più possibile rispettosi della dinamica naturale del corso d'acqua, considerando le condizioni di regime, di trasporto solido, dei processi d'erosione e di deposito e della morfologia.

Il tutto con il preciso intento di garantire la sicurezza del deflusso ma anche di riqualificare l'ambiente fluviale.

L'ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha inoltre pubblicato una raccolta di schede sulla gestione integrata dei corsi d'acqua.