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La gestione dei reperti

Ogni reperto rinvenuto viene documentato, catalogato, conservato o restaurato e infine depositato per la maggior parte dei casi presso l’Ufficio dei beni culturali.

La collezione archeologica del Cantone Ticino conta ad oggi circa 25'000 reperti ripartiti sulle diverse epoche di appartenenza dalla Preistoria al Medioevo.

I ritrovamenti archeologici permettono di ricostruire il nostro passato, di conoscere l’evoluzione del popolamento umano sul nostro territorio e di individuare le varie popolazioni che si sono succedute nel corso del tempo; la gestione dei reperti è dunque uno dei compiti fondamentali del Servizio Archeologia.

La collaborazione con alcune sedi museali ticinesi ha permesso di esporre parte di questi importanti ritrovamenti: al Museo civico del Castello visconteo di Locarno è visibile l’importante collezione di vetri romani, al Museo di Valmaggia a Cevio sono esposti i ritrovamenti della necropoli di Moghegno, al Museo di Castelgrande a Bellinzona si trovano i reperti relativi alla storia dell'insediamento della collina, mentre al Museo del Castello di Montebello a Bellinzona trova spazio una selezione di oggetti suddivisi per epoca.

I numerosi e preziosi reperti rinvenuti nel XIX secolo e all’inizio del XX secolo, prima dell’entrata in vigore della Legge sulla conservazione dei monumenti storici e artistici (1909), sono stati invece in parte dispersi o in parte venduti  a vari musei svizzeri ed europei.