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256 DESPEGnå DESPIASS DESPEGnå (de } pe ñ á) v. Sbrogliare. V a r.: despegná (Cimadera), despigná (Bidogno). L’è burlò dénte in d’un bosciorè, i r’a despignò , è caduto in uno spineto, lo hanno liberato dall’in - trico (Bidogno); riferito alla cura dei terreni: de- spigná re sèlve e i brugh , ripulire i boschi e le chi- ne erbose (Bidogno [1]); – fig., despegná n imbrói , liberarsi da un intralcio (Cimadera). – A Bido- gno, ra mama la r despigna , la mamma lo petti- na [2]. Sarà da avvicinare al doc. valmagg. « dispigniare » ‘sbloccare e liberare’ («se uno legno se impignasse alora a se ne possa tagliare per dispigniare detti le- gni senza pena alcuna», Broglio 1620 [3]), che rap- presenta il contrario di impigná ‘impigliare, inca- strare’ (Mesolc.), impigná dént ‘impigliare’ (Medeglia), impignass ‘rimanere bloccato su una cengia’ (Roba- sacco), var. di ≠ impegná . quanto all’etimo, la pro- posta di vedervi l’unione del pref. des- e dell’esito del lat. * PILI º RE ‘prendere’ si scontra con l’ostacolo fon. po- sto dalla nasale palatale [4]; tanto la forma positiva quanto il suo contrario possono invece ricondursi alla famiglia del lat. P È GnuS ‘pegno, caparra’, come l’it. ot- tocentesco spegnare ‘rimuovere, disincagliare ciò che si è incastrato o infisso’ [5]: cfr. il parallelo semantico offerto dal fr. dégager ‘débarasser (un lieu qui était ob- struit)’ < franc. * wADDI ‘pegno’ [6]. B i b l .: [1] C AnOnICA , Ligolèghi 46. [2] k ELLER , BLug. 164. [3] Patti e Ord.Broglio 64. [4] k ELLER , BLug. 293. [5] B AttAGLIA 19.796. [6] FEw 17.443- 444. Petrini despegná ≠ pégn despegò ≠ despegaa DESPEtItå (de } petitá) v. 1. togliere l’appe- tito. – 2. Scoraggiare. V a r.: despetitá (Medeglia, Isone), despititaa (Lu- mino), dispetitaa (Camorino, Biasca), dispititaa (Lu- mino); – dispetití (Mesocco). 1. Solo come verbo pronominale: a ma sum dispetitò , ho mangiato in abbondanza, mi sono sa- ziato (Camorino); despititass , soddisfarsi, appa- garsi (Lumino [1]). – El m’a dispetitò , mi ha di- sgustato (Camorino). 2. A Medeglia, despetitá , scoraggiare, demora- lizzare; – come verbo pronominale: despetitass , scoraggiarsi in un lavoro, nell’assistenza a qual- cuno, non far più volentieri una cosa (Isone), el s’a dispetitú da tegní bés’c perchè el gh’a piú nissún aiutt , ha perso la voglia di allevare be- stiame, perché non ha più nessun aiuto (Mesoc- co [2]). Deriv. parasintetico di petitt ‘appetito’ (≠ apetitt ): cfr. il poles. despitetarse ‘sfamarsi’ da pitìto ‘appeti- to’, col quale le forme della SvIt. condividono il pref. privativo des- , nonché il calabr. spitittari ‘mangiuc- chiare’ e, per i significati, il sic. spitittari ‘avere di- sappetenza; svogliarsi, disamorarsi; annoiarsi, stu- farsi’, entrambi da pitittu ‘appetito’ [3]. B i b l .: [1] P ROnzInI 46. [2] L AMPIEttI B ARELLA 90. [3] LEI 3.257.29,262.45, B EGGIO 359,370, R OhLFS , nDiz.Cal. 533, Vocab.sic. 5.220. Petrini DESPIASS (de } piás) v. 1. Crescere, svilup- parsi, maturare (Verz.). – 2. Arrangiarsi, cavar- sela (Lavertezzo, Gerra Verz.). I s’ó bè despiaa , si svilupperanno sicuramen- te: di caprette (Sonogno), o s despía pòch, sto tós , si sviluppa poco, questo bambino (Sonogno) [1]. – Sbrogliarsi, tirarsi fuori dai guai (Lavertezzo [2]), arrangiarsi (Gerra Verz.). Ritorna nell’alta Italia soprattutto con il significato di ‘pettinare (i capelli ingarbugliati)’, affiorante nel- l’area fra Com., Berg., Bresc. e Valtell. da un lato, nel Friuli dall’altro [3], talvolta riferito allo scioglimento di altri intrichi, come nei lecch. despià ‘sciogliere i grumi della lana’ (Premana [4]), berg. despiá fò ön áscia ‘sbrogliare una matassa’ (Gromo [5]), lecch. de- spiá l sciargnuu ‘pettinare il fieno di bosco col ra- strello, o scioglierlo colle mani prima di darlo alle be- stie’ (Pagnona, Mat. VSI). Con significati più vicini ai dati tic., lo si ritrova nei lecch. despiàs ‘svegliarsi, muoversi; riprendersi da un malanno fisico’ (Prema- na [6]), chiavenn. despiass f∑ ‘uscire da una situazione difficile’ (Samòlaco [7]). – Il verbo è formato dal pref. negativo des- e da ≠ piá < lat. * PILI º RE ‘pigliare’ [8]. L’accezione antica di ‘rapprendersi insieme, aggrovi- gliarsi’ riconosciuta a piá [9] consente di collocare il primo significato del verz. despiass in un quadro evo- lutivo nel quale il senso di ‘crescere, svilupparsi, ma- turare’ esprime il superamento di una situazione ostacolante (cfr. il friul. dispeâ ‘sciogliere [i buoi] dal giogo o dal capestro’ [10]), analogamente a quanto è successo nella storia dell’it. sviluppare , che in origine valeva ‘sciogliere un viluppo’ [11]. Per il secondo signi- ficato, cfr. anche gli it. spigliare ‘rendere più disin- volto e sicuro di sé; togliere, cavare d’impaccio’, spi- gliarsi ‘acquisire maggiore sicurezza e disinvoltura’,

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