7 aprile 2014

 

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Laboratorio cantonale

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 News 

01.

Riso rosso fermentato

 

La commercializzazione di preparati a base di Monascus purpureus (riso rosso fermentato, lievito di riso rosso) non è autorizzata in Svizzera.

A seguito delle numerose richieste di precisazione da parte soprattutto di farmacie ticinesi il Laboratorio cantonale comunica che Swissmedic e lʼUSAV (Ufficio per la sicurezza delle derrate alimentari e veterinaria) hanno valutato i preparati a base di riso rosso fermentato (Monascus purpureus), concludendo che il riso rosso fermentato non è autorizzato in Svizzera né come medicinale né come alimento. I prodotti non sono dunque commercializzabili.

I preparati a base di riso rosso fermentato (riso che è stato fermentato dal fungo Monascus purpureus) si trovano sul mercato svizzero e danno adito a discussioni dato che per poterli valutare non si sa con precisione quale legislazione applicare. Non essendo autorizzati come medicamenti, vengono spesso offerti in diversi dosaggi come integratori alimentari, talvolta con e talvolta senza menzione di proprietà terapeutiche.

In una recente pubblicazione di Swissmedic e USAV (purtroppo disponibile solo in francese) si spiega perché i preparati a base di lievito rosso fermentato non sono commerciabili né come medicamenti né come alimenti e per questo motivo non possono essere venduti.

02.

Health Claims

Le indicazioni nutrizionali e sulla salute (Health Claims), quali «A basso contenuto di grassi», «Senza zuccheri» e «Il calcio è necessario per il mantenimento di ossa normali», compaiono sempre più spesso sulle etichette delle derrate alimentari e nella pubblicità. Queste indicazioni, secondo cui le derrate alimentari agiscono positivamente sulla salute o possiedono proprietà nutrizionali benefiche, sono consentite a condizione che la loro efficacia possa essere scientificamente provata.

Sono innumerevoli le richieste -indirizzate al Laboratorio cantonale- di informazione riguardante l'importazione in Svizzera di derrate alimentari, in particolare integratori alimentari, con indicazioni nutrizionali o sulla salute. Il numero di richieste è tanto grande quanto la non conoscenza del diritto in merito.

Dettagliate informazioni in merito sono disponibili al sito dell'USAV.

03.

Etichetta alimentare: Comprendere la caratterizzazione delle derrate alimentari con un click

Nel 2003 l'OMS ha dichiarato che la caratterizzazione del valore nutrizionale è un mezzo importante per semplificare la scelta di alimenti sani e per garantirne l'accessibilità.
In Svizzera, gli alimenti devono essere caratterizzati conformemente alle disposizioni dell'ordinanza del DFI sulla caratterizzazione e la pubblicità delle derrate alimentari (OCDerr). I fabbricanti sono liberi di fornire informazioni supplementari oltre alle indicazioni prescritte per legge. Tali indicazioni non devono trarre in inganno.

Alla pagina dell'USAV dedicata alla etichetta alimentare è presentata una versione interattiva della stessa. È possibile facendo clic sui simboli e le scritte dell'etichetta, visualizzare una finestra pop-up che ne spiega il significato e illustra le informazioni da apporvi a titolo obbligatorio o facoltativo.

 

04.

Raccomandazioni di igiene

Nella manipolazione di derrate alimentari l'igiene riveste un'importanza centrale. Perciò l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria formula semplici regole di igiene in diverse istruzioni e altre pubblicazioni. Attenendosi a queste regole può essere incrementata la sicurezza alimentare nell'economia domestica e contrastato il fenomeno del deperimento alimentare.

05.

Microplastiche

Come presentato anche in recenti trasmissioni televisive, nelle derrate alimentari, ad es. nel miele, possono celarsi minuscoli residui di plastica, andati dispersi nell'ambiente. Le particelle di plastica finora riscontrate nei cibi sono in quantità talmente esigua da non rappresentare un pericolo per la salute dei consumatori, poiché vengono eliminate rapidamente e non rimangono nell'organismo. L'USAV tiene comunque sotto controllo l'evoluzione del fenomeno.

Con il termine "microplastiche" ci si riferisce a particelle di materie plastiche di dimensioni minuscole, dell'ordine dei micrometri. Sotto forma di pellet, le microplastiche vengono utilizzate come materiale di base per la produzione di oggetti in plastica. Anche nei cosmetici come peeling, paste dentifricie e detersivi per il lavaggio a mano sono contenute microperle di materiale plastico. Inoltre, le microplastiche possono essere il prodotto della degradazione fisica, chimica e biologica di pezzi di plastica di dimensioni più consistenti. Attraverso le acque reflue, tali sostanze giungono nell'ambiente acquatico e una quantità esigua di residui può anche penetrare nella catena alimentare. Lo ha dimostrato recentemente uno studio condotto in Germania, nell'ambito del quale sono state individuate microplastiche nel miele e nell'acqua potabile. Tuttavia, non è stato possibile stabilire l'origine di tali particelle.

Il rischio per la salute rappresentato dalla presenza di microplastiche negli alimenti e nei cosmetici viene classificato come lieve, in virtù del fatto che le ridotte quantità di microplastiche ingerite non vengono trattenute dall'organismo, bensì eliminate dall'azione dell'apparato gastrointestinale. Il materiale plastico utilizzato nei cosmetici, prevalentemente polietilene, è inerte e non tossico. Se la pelle non è lesa, le microperle presenti nei cosmetici non sono in grado di penetrare nell'organismo.

In ogni caso, l'USAV continuerà a tenere sotto controllo la situazione per quanto concerne la presenza di microplastiche nelle derrate alimentari e nei cosmetici.

 

 

 

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