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Alcuni pregiudizi comuni

I preguidizi più comuni sull'omosessualità:

Gli psicologi, gli psichiatri, i ricercatori scientifici sono d'accordo nell'attestare che l'omosessualità non è una malattia, un disordine mentale o uno scompenso emozionale. Questo emerge da studi svolti negli ultimi vent'anni i quali dimostrano che l'orientamento omosessuale non è associato a problemi emotivi o sociali.

L'eterosessualità è data per scontata. L'omosessualità no. Dichiarare la propria omosessualità è il percorso definito coming out: una persona descrive il suo vissuto dall'inizio del suo desiderio omoerotico fino alla dichiarazione della sua identità omosessuale. Alcuni si sforzano in ogni modo di cambiare il proprio orientamento sessuale da omo a etero, ma senza successo. Per tale motivo, gli psicologi non considerano l'orientamento sessuale una scelta consapevole, quindi non può essere volutamente cambiato.

Alcuni eterosessuali pensano che i gay possano trasmettere ad altri la loro omosessualità.
Considerando che l'omosessualità non è una malattia, non c'è alcuna possibilità di "contagio"! L'omosessualità riguarda circa il 4.5% della popolazione in tutti i paesi del mondo. Sappiamo che parlare di omosessualità non aumenta il numero di persone omosessuali.

Ci sono omosessuali che sono promiscui (avere contatti sessuali con più di un partner durante un periodo di tempo definito), anche gli eterosessuali possono esserlo.
La promiscuità non dipende dall'orientamento sessuale.

Esistono omosessuali effeminati, omosessuali virili, ... Non si può etichettare una persona solo in base al suo aspetto esteriore e al suo atteggiamento.

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