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Commissione dei film per giovani

Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) si avvale della consulenza di una commissione, denominata Commissione film per giovani, per valutare e determinare quali proiezioni cinematografiche devono sostare ad un limite di età per un pubblico di minori e quale sia l'entità di tale limite che può variare a seconda del contenuto del film giudicato. La Commissione può inoltre proporre soluzioni variabili di limitazione d'età a seconda se i minori sono accompagnati o meno da un adulto durante la proiezione. Le decisioni dipartimentali valgono per tutte le imprese di proiezioni di film del Cantone Ticino.

Composizione e membri

La Commissione dei film per giovani è nominata dal Consiglio di Stato ed è composta da quattro membri.

NominativoDomicilioInizio mandatoScadenza
Presidente
Battiston Maurizio
Vernate01.01.201231.12.2019
Membro
Sartori Beatrix
Gordola24.10.201831.12.2019
Membro
Giacomini Maria Grazia
Stabio01.01.201231.12.2019
Membro
Cecchini Federica
Gordola01.01.201231.12.2019

Modalità di lavoro

La Commissione vede e valuta tutti i film che vengono presentati nelle sale ticinesi. Li esamina di norma prima della visione pubblica, durante: le proiezioni stampa e per i distributori, i Festival del cinema (Locarno e Bellinzona) o nelle sale cinematografiche della vicina penisola. Quando ciò non è possibile vengono giudicati alla prima visione serale (ore 18.30 o 20.30) il primo giorno d'uscita. Il film viene sempre visto dall'inizio alla fine, nessun giudizio viene formulato in base a spezzoni di film o ai trailer.

Criteri

I criteri sono quelli contenuti nella Legge sul cinema che sancisce all'art. 5 cpv 1: "Ai minori di sedici anni compiuti è vietato assistere alla proiezione di film con un contenuto tale da poter esercitare un'influenza traumatizzante o pericolosa sulla loro educazione: in particolare sono ritenuti tali i film che esaltano la violenza, offendono la dignità umana, invogliano a compiere reati, e dove hanno una parte rilevante la pornografia, il razzismo, la giustificazione delle droghe". E al cpv. 2: "L'Autorità competente stabilisce quali sono i film compresi dal divieto di cui al capoverso precedente, con possibilità di fissare un'età minima inferiore per assistere alla proiezione pubblica o di elevarla a diciotto anni compiuti quando il pericolo di un'influenza negativa è particolarmente grave". La legge contiene tre essenziali concetti: la tutela della salute psico-fisica del minore e dell'educazione dello stesso; che non si tratta di censurare un film o un passaggio dello stesso bensì di limitare la visione di una proiezione ad un pubblico di minori che potrebbe restare traumatizzato dalla visione di certe immagini o che possano indurre ad assumere atteggiamenti dannosi per sé o per gli altri; infine, che si può elevare l'età minima per vedere un film in una sala cinematografica ai minori di diciotto anni solo eccezionalmente, per motivi gravi. Qualora le valutazioni della Commissione film giovani, ratificate dall'autorità cantonale competente, fossero diverse dalle valutazioni di altre realtà cantonali o internazionali, restano in ogni caso vincolanti nel Canton Ticino.

Parametri

La Commissione utilizza i criteri imposti dalla legge e interviene, modulando il limite di età a seconda dei contenuti della proiezione. Nel giudizio complessivo bisogna tener conto dell'impatto visivo, sonoro ed emotivo che alcune scene possono avere su un minore in una sala cinematografica, ossia fuori dal rassicurante ambiente domestico-famigliare. Si tratta per la Commissione di limitare la visione di un film a un pubblico di minori che potrebbe subire violenza psicologica, essere turbato, impressionato, o mal educato dalla visione di una proiezione non adatta alla sua età. La difficoltà sta nel trovare la giusta corrispondenza tra l'impatto di un film o di alcune scene "forti" e la maturità, l'età, che deve avere un suo possibile spettatore. Le decisioni che prendono i membri della Commissione non sono altro che l'espressione di alcuni parametri che caratterizzano il loro operato.

Riguardo alla violenza (visiva, verbale o psicologica che sia) contenuta in molti film, occorre fare dei distinguo, essa acquisisce una valenza assai diversa a secondo del contesto in cui si inserisce. Esiste una violenza "fantastica" situata ai confini del reale, che può diventare paradossale e che pur connotandosi talvolta come truce (come in "Alien" o in "Terminator"), resta staccata dalla realtà. Una seconda può essere la violenza di denuncia dove le scene crude e cruenti non sono mai fini a sé stesse, gratuite o compiacenti, ma inducono lo spettatore a una riflessione ("Salvate il soldato Ryan" per esempio), a capire l'atrocità di una guerra o di un evento criminoso. Poi c'è la violenza splatter dove gli omicidi e le scene raccapriccianti si moltiplicano fino al punto di creare un effetto grottesco, irreale ("Kill Bill" per citarne uno). Infine c'è quella quotidiana "normalizzatrice" dove la violenza, pur non avendo giustificazione, viene enfatizzata e finisce per acquisire una valenza positiva, addirittura rassicurante. È il caso per esempio del film "Hannibal" che porta lo spettatore a convivere positivamente con l'atteggiamento disumano che esprime il suo protagonista. Ed è questa la violenza più diseducativa, fuorviante.

La società e la morale cambiano, le sensibilità sono diverse, ma l'attenzione e la preoccupazione dei membri della Commissione nel tutelare lo spettatore con meno risorse di comprensione e di difesa, non devono mai mancare. I film vietati ai minori di diciotto anni, oltre a contenere una violenza "normalizzatrice" contengono scene di disprezzo verso componenti della società o dove, alla pornografia delle scene, si mescola violenza e compiacimento per l'atto subito o fatto (vedi per esempio "Ma mère" o "Irréversible").

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