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Proiezioni vietate ai minori

Come da norme legali vigenti, "ai minori è vietato assistere alla proiezione di un film con un contenuto tale da poter esercitare un'influenza traumatizzante o pericolosa sulla loro educazione; in particolare sono ritenuti tali i film che esaltano la violenza, offendono la dignità umana, invogliano a compiere reati, e dove hanno una parte rilevante la pornografia, il razzismo, la giustificazione delle droghe" (art. 5 cpv. 1 LC 9.11.2005).
Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), a cui spetta la responsabilità dell'ammissibilità dei minori di 18 anni alle singole proiezioni stabilendo di volta in volta il limite d'età adatto, opera in collaborazione con una speciale commissione composta da uno psicologo, da un operatore sociale e da un genitore.
Questa speciale commissione si esprime dopo aver visionato nella sua interezza ogni pellicola in programmazione. L'obiettivo di questa procedura è la tutela del minore che potrebbe essere seriamente turbato, subire forme di violenza psicologica o assimilare atteggiamenti diseducativi dalla visione di un film non adatto alla sua età, tenuto anche conto dell'impossibilità di esprimere un consapevole giudizio basandosi sui soli lanci pubblicitari, recensioni cinematografiche o trailer.
Il gerente della sala è responsabile della verifica dell'esistenza dei requisiti d'età previsti dalla legge per i giovani spettatori e le giovani spettatrici.

L'età d'ammissione alla visione delle singole pellicole è segnalata alla cassa dei cinematografi ed è integrata nelle informazioni date dai giornali nelle rubriche riguardanti le programmazioni cinematografiche.

 

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