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Siamo disposti a moderarci?

15.11.2016

In: Confronti, novembre 2016

1.  Quali misure concrete propone per ridurre l’incidenza dei premi di cassa malati sulle economie domestiche?

I premi aumentano a causa dei costi della salute, cioè dei costi per le prestazioni mediche. Ogni 100 franchi di premi pagati, 95 coprono i costi medici, mentre 5 quelli del funzionamento delle assicurazioni malattia. Come rallentare quindi l’aumento dei costi medici? La popolazione invecchia, i bisogni aumentano e la tecnologia medica promette sempre di più. Siamo disposti a dar prova di moderazione? Difficile, perché la malattia spaventa. Inoltre, il fatto che non paghiamo direttamente la fattura, non c’induce alla prudenza.
Malgrado questo difficile contesto di partenza è possibile fare qualcosa, per esempio eliminando gli incentivi negativi legati al finanziamento del sistema. Tanti problemi medici possono oggi essere trattati ambulatorialmente, senza ospedale, risparmiando molti soldi.
Se le prestazioni mediche fossero finanziate in modo uniforme con premi e imposte (ad esempio con una chiave di ripartizione 75%-25% che non modifica l’attuale ripartizione dei costi), la parte fiscale (che aumenta in base al reddito) seguirebbe proporzionalmente l’aumento generale dei costi dell’assicurazione di base. Questa riforma è quindi importante anche da un punto di vista di politica sociale.
 
2. Non pensa che le regole di mercato non siano applicabili alla sanità, anzi che la concorrenza faccia aumentare i costi senza incidere sulla qualità?

Il sistema sanitario è un cosiddetto “mercato regolato”, che consente poca concorrenza a causa delle molte regole. Penso al contrario che la scarsa concorrenza sia una delle maggiori cause dell’aumento dei costi. Faccio un esempio: se in paese c’è un medico o ce ne sono dieci, il prezzo delle prestazioni non cambia, perché fissato da tariffe. Se nello stesso paese al posto di un negozio alimentari ne aprono dieci, i prezzi calano per effetto delle concorrenza.
Inoltre il tipo di domanda non è la stessa. Anche con dieci medici, il numero di pazienti per medico non diminuirà quasi, perché la maggior offerta di prestazioni c’invoglia a farne uso, anche per problemini che fino a ieri avremmo ignorato. “Tanto paga la cassa malati!”. Beneficiare di poche o di tante prestazioni non cambia a breve termine la mia spesa. Diversa la situazione per i negozi: non riempiremmo all’infinito le case con scorte alimentari, anche perché ne pagheremmo direttamente la fattura. Favorire la propria salute è un istinto umano, legato al desiderio di vivere bene e il più a lungo possibile. E la medicina ci sembra essere la miglior risposta. Ma senza una maggior responsabilità personale, il finanziamento sociale rischia di deragliare.

3. Come valuta l’incidenza delle lobby? In particolare, non vede un’incompatibilità fra i ruoli di parlamentare e di rappresentante delle assicurazioni, visto che esse svolgono, per l’assicurazione di base, un compito pubblico?

Le lobby sono gruppi d’interessi che cercano d’influenzare la politica e la società per plasmare il futuro secondo le loro visioni. Non c’è settore della società senza lobby. In Svizzera c’è la democrazia diretta: l’ultima parola spetta sempre al popolo. Quando facciamo una legge vogliamo capire quali sono i bisogni della Svizzera, e le lobby ci aiutano in questo intento. La lobby dei contadini ci spiega i propri bisogni, la lobby degli inquilini sostiene gli interessi di quest’ultimi, la lobby degli ambientalisti si batte per la natura e quella dei medici per la loro libertà e i loro redditi. Secondo una recente indagine (Basler Zeitung 15.8.2015), la lobby dei fornitori di prestazioni (ospedali, medici, personale sanitario) è la più rappresentata al Consiglio nazionale (43 mandati), seguita dall’industria farmaceutica (22), dalle organizzazioni dei pazienti (21) e dagli assicuratori malattia (15). Tutti gli attori sanitari hanno quindi legami con il Parlamento: ciò impedisce che i parlamentari siano una casta che vive sulle nuvole! Chi punta il dito sull’incompatibilità fra il ruolo di parlamentare e l’attività lavorativa presso gli assicuratori malattia, lo fa per distogliere l’attenzione dalle proprie relazioni d’interesse. Gli assicuratori-malattia lottano per limitare i premi e per correggere le pecche del sistema: è un obiettivo che condivido e per il quale m’impegno. Se i premi crescono meno siamo tutti più contenti. Diversi assicuratori malattia fanno un gran lavoro a vantaggio di tutta la popolazione.

Intervista di Ignazio Cassis a cura di Marina Carobbio, 15.11.2016






Autori

Ignazio Cassis

Marina Carobbio Guscetti