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Gottardo: un raddoppio intelligente!

19.05.2010


Il raddoppio della Galleria autostradale del San Gottardo sarà uno dei temi più sentiti e dibattuti dei prossimi anni. L'8 febbraio 2004 il popolo rifiutò il controprogetto all'Iniziativa Avanti, nel quale era prevista anche una modifica della Costituzione federale, in modo tale da ancorarvi l'obiettivo della soluzione dei problemi di capacità sugli assi stradali Ginevra-Losanna; Berna-Zurigo e Erstfeld-Airolo. Ciò per sopprimere il divieto sempre approvato dal Sovrano nel 1994 di aumentare la capacità delle strade di transito nella regione alpina.

Il risultato di sei anni orsono fu chiaro e anche il Ticino si allineò al resto del Paese con un sorprendente 44% di voti negativi. La volontà di migliorare la sicurezza all'interno della galleria, così come la necessità di scongiurare interruzioni dell'esercizio, tali da isolarci dal resto del Paese non ebbero successo. Sicuramente la volontà di risolvere i problemi viari a pochi metri dall'uscio di casa propria giocò un ruolo determinante nella formazione dell'opinione degli svizzeri. Occorre anche ammettere che le colonne quotidiane sulle strade di accesso ai grossi agglomerati urbani erano un tema prioritario che agli occhi della maggioranza della popolazione non poteva confrontarsi al raddoppio di una galleria autostradale, già oggetto di una clamorosa limitazione di sviluppo con la succitata votazione sull'Iniziativa delle Alpi. Non dobbiamo nemmeno dimenticare i toni arroganti di un paio di consiglieri nazionali che dal profilo mediatico non mancarono l'occasione di profilarsi con un comportamento che infastidì parecchi cittadini. Vi furono altre ragioni del voto negativo che non serve ricordare.

Un anno dopo, ben consapevole del risultato della votazione popolare, mi permisi di lanciare un'idea rispettosa della Costituzione, ma contemporaneamente adatta a risolvere i problemi di sicurezza e di temporanea interruzione dell'esercizio della galleria: ossia la creazione di un secondo tubo a corsia semplice, in modo tale da lasciar scorrere il traffico bidirezionale in tubi separati. Sollecitato con un'interpellanza il Consiglio federale ammise la costituzionalità dell'idea, avanzando comunque riserve per quanto riguarda i costi. Qualche anno dopo il consigliere federale Leuenberger ha ribadito la conformità di tale progetto alla stessa Costituzione. Poi, unitamente a Dick Marty, recentemente è stata depositata una mozione in entrambe le Camere, con l'obiettivo di insistere con il raddoppio a corsia semplice. Ora il Consiglio degli Stati, in cui si affrontano gli atti parlamentari in modo più celere, sta studiando la situazione alla luce della necessità di un intervento di risanamento generale della galleria previsto presumibilmente fra dieci anni. Infatti, ci si chiede se non sia opportuno e corretto approfittare dell'occasione per intervenire con la realizzazione del secondo tubo.

A tal proposito mi permetto di riproporre la mia opinione. Un raddoppio incondizionato, analogo a quello votato nel 2004 sarebbe un atto di forza con forti probabilità di sconfitta. Sono convinto che la maggioranza della popolazione lo interpreterebbe anche come una provocazione. E' un rischio che non possiamo permetterci di affrontare. Oltretutto alla luce delle risorse finanziarie sempre più esigue che vedono una concorrenza tra cantoni e regioni del Nostro Paese, tutti alla caccia di opere stradali e ferroviarie, le quali sarebbero sempre più importanti di quelle rivendicate dal vicino. Il Gottardo è un elemento centrale della Svizzera. Un punto di riferimento storico, geografico ed economico. Facile immaginare una contesa Gottardo contro il resto della Svizzera, dall'esito a mio avviso scontato. I contrari a questa idea hanno subito opposto resistenza, sottolineando comunque una lesione dell'articolo costituzionale, ritenendo acquisito un aumento di traffico. A mio avviso non sarebbe così, poiché ad entrambi i portali rimarrebbe immutato: due corsie che si restringono sino a diventare una sola, con la differenza sostanziale di imboccare un tubo diverso da quello da cui escono i veicoli che viaggiano in senso opposto. L'attesa dell'apertura del tunnel di base di AlpTransit è un'argomentazione che poggia sulla convinzione che l'unico pericolo in galleria sarebbe rappresentato dai veicoli pesanti, destinato dal 2017 a viaggiare sulla ferrovia. Sbagliato, poiché il numero enorme di veicoli che potenzialmente possono collidere frontalmente in galleria non è rappresentato solamente da camion. Senza dimenticare il traffico pesante locale. Totalmente ignorato dagli oppositori il problema rappresentato dalle interruzioni di esercizio.

Io credo vi sono prospettive interessanti per riproporre un tema in modo costruttivo e soprattutto distante da una pericolosa superficialità nell'affrontare la questione della portata della norma costituzionale. Questa volta non possiamo permetterci di sbagliare. (Opinione Liberale, 7 maggio 2010)

Autori

Fabio Abate