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Comunicato stampa

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

12 gennaio 2026

Comunicato stampa

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

12 gennaio 2026

Laboratori e fabbriche ticinesi di accessori di moda: uno sguardo dall’interno

Dal 9 gennaio al 22 febbraio 2026 gli spazi di Palazzo Franscini a Bellinzona ospitano l’esposizione “Il dettaglio che fa la differenza. Uno sguardo su laboratori e fabbriche ticinesi di accessori di moda”, curata dal Centro di dialettologia e di etnografia. Lo comunica il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport attraverso la Divisione della cultura e degli studi universitari.


La mostra offre un percorso immersivo dedicato alla produzione di accessori di moda in Ticino, svelando le realtà artigiane e industriali che, tra Ottocento e Novecento, hanno contribuito allo sviluppo di un importante comparto manifatturiero locale. La narrazione espositiva accompagna le visitatrici e i visitatori dentro e fuori dagli atelier, restituendo voce e forma ai luoghi in cui generazioni di abili artigiane e artigiani hanno modellato materiali, sperimentato tecniche e costruito oggetti destinati a completare, trasformare e raccontare l’abito. I cappellifici, i laboratori di guantaio e le modisterie, insieme ad aziende specializzate nella produzione di minuterie per borse e cinture, si presentano attraverso i loro attrezzi, i macchinari, i campionari e i materiali semilavorati: testimonianze tangibili di un mondo operoso, fatto di gesti precisi, ingegno e tradizione.

Accanto alle testimonianze materiali e ai documenti che si riferiscono ai contesti produttivi, trovano spazio gli accessori conservati nella Collezione etnografica dello Stato, una selezione di manufatti che hanno attraversato epoche, mode e occasioni d’uso. Cappelli eleganti, guanti da giorno e da cerimonia, borse, fibbie e ornamenti rivelano il valore culturale degli elementi che accompagnano l’abito, amplificandone il significato e contribuendo a definire identità individuale e collettiva. Dall’accostamento di questi accessori con gli strumenti e i materiali scaturisce una visione articolata del loro ciclo vitale: dalla creazione all’utilizzo, dalla tecnica alla simbologia.

L’esposizione dialoga idealmente con la mostra “Accessori di classe. Complementi di moda tra uso quotidiano e identità sociale 1830-1930”, in corso alla Pinacoteca Züst di Rancate fino al 22 febbraio 2026, della quale si configura come complemento e naturale estensione. Se a Rancate ci si può confrontare con l’oggetto finito e con il suo linguaggio estetico, a Palazzo Franscini si getta uno sguardo dietro le quinte, rivelando i motori, le mani e le competenze che diedero forma a quel patrimonio materiale che oggi consideriamo parte della storia della moda.

In margine all’esposizione, il 31 gennaio 2026 avrà luogo un Caffè narrativo dedicato al tema degli accessori, organizzato in collaborazione con la Biblioteca cantonale di Bellinzona, nell’ambito dell’iniziativa Finestre culturali “La Casa dei libri, una Piazza per tutti”. In quell’occasione, che si aprirà con una visita guidata alla mostra, ogni partecipante potrà portare un oggetto personale, che fungerà da punto di partenza per condividere storie e ricordi. Per i dettagli e per l’iscrizione all’evento si invita a consultare il sito web della Biblioteca cantonale di Bellinzona (https://www.sbt.ti.ch/bcb).

 

Scheda dell’esposizione:

Il dettaglio che fa la differenza. Uno sguardo su laboratori e fabbriche ticinesi di accessori di moda

Date: 9 gennaio – 22 febbraio 2026
Luogo: Palazzo Franscini, Bellinzona
Orari di apertura: lunedì-venerdì: 08:00-19:00, sabato: 09:00-13:00

Organizzazione: Centro di dialettologia e di etnografia
Ideazione e curatela: Alessandra Ferrini
Allestimento: Alessandra Ferrini e Corrado Melchioretto
Video: Aline D’Auria
Fotografie: Gabriella Meyer

 

Allegati:

  1. Borsetta da sera dei primi decenni del Novecento, appartenuta a una famiglia di Lugano (Collezione etnografica dello Stato; foto Aline d’Auria © CDE)
  2. Ferro da stiro per guanti del laboratorio Buselli di Pregassona (Collezione etnografica dello Stato; foto Gabriella Meyer © CDE)