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Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

04 febbraio 2026

Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

04 febbraio 2026

Saluto della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti in occasione del primo Simposio cantonale sullo sport - Giocare alla pari: etica, rispetto e uguaglianza nello sport


– Fa stato il discorso orale –

Gentile signora Felix, Direttrice dell’Ufficio federale dello sport,

Gentile signor Caprara, Direttore supplente dell’Ufficio federale dello sport e Direttore del Centro sportivo nazionale della gioventù Tenero CST,

Gentile signora Santoro, Delegata cantonale per le pari opportunità,

Gentile signor Lava, Capo dell’Ufficio dello sport del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport,

Gentili relatrici e relatori, gentili signore e gentili signori,

Sono lieta di portare il mio saluto in qualità di direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport in occasione del primo Simposio cantonale sullo sport. Si tratta di un evento importante, fortemente voluto dal Dipartimento, che si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dello sport nelle politiche pubbliche cantonali. Un incontro nato dall’esigenza di creare uno spazio di confronto su una realtà che non è solo di grande rilevanza nella vita quotidiana di molte e molti di noi, ma che ha anche un impatto significativo sul piano sociale, educativo e della salute.

Questo simposio vuole dunque essere un punto di partenza. Nasce con l’intento di avviare un dialogo strutturato tra istituzioni, mondo sportivo e società civile, nella consapevolezza che guardare avanti, nello sport come in altri settori centrali per la nostra società, implica ascolto, scambio, coordinamento e continuità nel tempo.

Lo sport è un linguaggio universale. Attraversa generazioni, contesti sociali e culture, ed è capace di creare legami anche tra persone molto diverse tra loro. Favorisce il dialogo, lo spirito di squadra e la collaborazione. Ci mette di fronte a noi stessi e agli altri, insegnandoci a riconoscere il valore dell’impegno, del rispetto reciproco e della responsabilità condivisa. Contribuisce così allo sviluppo di competenze e atteggiamenti che accompagnano le persone anche al di fuori del contesto sportivo, nella scuola, nel lavoro e nella vita quotidiana.

È proprio alla luce di questa rilevanza che il Cantone sta lavorando, con un ampio coinvolgimento, all’elaborazione di un concetto cantonale dello sport, con l’obiettivo di definire orientamenti e priorità per il futuro. In questo percorso, un ruolo importante sarà svolto da un sondaggio che verrà a breve lanciato e che sarà indirizzato all’intera popolazione residente in Ticino. Il sondaggio permetterà di raccogliere percezioni, punti di vista ed aspettative rispetto allo sport e all’attività fisica, fornendo una base solida per orientare gli obiettivi della strategia cantonale. L’intento è di giungere a un documento condiviso entro l’estate di quest’anno.

Parallelamente, stiamo ultimando una mappatura delle infrastrutture sportive presenti sul territorio, conformemente all’obiettivo 24 del Programma di legislatura. Questo lavoro consentirà di disporre di elementi oggettivi per pianificare interventi futuri in modo mirato ed equilibrato, monitorando lo stato delle strutture e individuando eventuali margini di miglioramento.

Va detto che lo sport non è “solo sport”. Può svolgere un ruolo cruciale nella diffusione di buone pratiche e nella promozione di valori quali il rispetto, il fair play, l’inclusione e la coesione sociale. In questo senso, rappresenta uno spazio privilegiato di socializzazione, in cui si apprendono regole, responsabilità e convivenza, e in cui si riflettono dinamiche presenti nella società nel suo insieme.

Questa prima edizione del Simposio cantonale sullo sport pone un’attenzione particolare al tema della parità di genere. È noto come, ancora oggi, non vi sia una piena ed equa partecipazione alle attività sportive. Le barriere sono molteplici: culturali, sociali ed economiche. Esse si manifestano nell’accesso alle discipline, nelle opportunità di carriera, nella visibilità e nel riconoscimento delle atlete rispetto agli atleti, così come nella presenza femminile nei ruoli decisionali e dirigenziali dello sport.

Accanto a queste disuguaglianze strutturali, è quindi fondamentale interrogarsi anche sugli stereotipi che continuano a influenzare la scelta dello sport da praticare, e che possono riguardare sia le ragazze sia i ragazzi. Alcune discipline sono ancora percepite come “adatte” a un genere piuttosto che a un altro, limitando la libertà di scelta e orientando i percorsi sportivi fin dall’infanzia, con effetti che possono protrarsi nel tempo.

In questo contesto, eventi di rilievo come il Campionato europeo femminile di calcio tenutosi lo scorso anno in Svizzera mostrano come tali rappresentazioni possano essere messe in discussione. Lo sport femminile è in grado di suscitare interesse e partecipazione, e queste esperienze contribuiscono a rendere più visibili i percorsi sportivi femminili, a rafforzare modelli di riferimento e a promuovere una rappresentazione più equilibrata e diversificata dello sport.

Promuovere la parità di genere nello sport non è dunque una questione settoriale, né un tema che riguarda esclusivamente le donne. È una responsabilità collettiva, che implica garantire pari opportunità, rivedere pratiche consolidate e interrogarsi sulle condizioni che favoriscono o ostacolano una partecipazione equa, tenendo conto delle diverse esperienze, aspettative e pressioni sociali che possono incidere sui percorsi sportivi di tutte e tutti.

Come Cantone siamo consapevoli di questa responsabilità e, in un’ottica di tutela dell’integrità e della dignità della persona, nel Piano d’azione cantonale per le pari opportunità 2024–2027 sono state incluse, per la prima volta, misure dedicate alla promozione della parità di genere e alla prevenzione delle violazioni dell’integrità personale nell’ambito sportivo.

L’incontro odierno vuole rappresentare un ulteriore passo in questa direzione: un’occasione per raccogliere contributi e punti di vista diversi, utili a orientare il lavoro futuro. L’auspicio è che da questo confronto possano nascere riflessioni e collaborazioni capaci di tradursi in azioni concrete, affinché lo sport sia sempre più un ambito accessibile, rispettoso delle persone e coerente con i valori che intendiamo promuovere come comunità.

Desidero ringraziare il Servizio per le pari opportunità della Cancelleria dello Stato, il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati del DSS e, non da ultimo, l’Ufficio dello sport del DECS per il lavoro svolto nell’organizzazione di questo simposio. Ringrazio le relatrici e i relatori per la disponibilità a condividere competenze ed esperienze. Ringrazio infine tutte e tutti voi per la partecipazione e per il contributo che ognuno porta e porterà verso uno sport e una società giusti e fondati sulle pari opportunità.

Vi auguro una giornata di lavoro proficua, all’insegna dello sport, del rispetto e dell’equità.