Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Comunicato stampa
Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
27 febbraio 2026
Spazi per la produzione e l’espressione culturale indipendente: pubblicati i risultati dell’indagine
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), per il tramite dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale, annuncia la pubblicazione dei risultati dell’indagine conoscitiva dedicata agli spazi per la produzione e l’espressione culturale indipendente sul territorio cantonale. Il lavoro corrisponde a una delle trenta misure annunciate nelle Linee programmatiche cantonali di politica culturale 2024–2027.
Il 27 febbraio 2024 il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), per iniziativa della sua direttrice Marina Carobbio Guscetti, presentava le prime Linee programmatiche cantonali di politica culturale. A due anni di distanza, il DECS rende oggi pubblici i risultati dell’indagine conoscitiva dedicata agli spazi per la produzione e l’espressione culturale indipendente sul territorio cantonale.
La disponibilità di luoghi adeguati per la creazione, la sperimentazione e la relazione con il pubblico è stata più volte segnalata come esigenza concreta da parte di numerose realtà attive sul territorio ed è un tema presente in diversi tavoli di lavoro, inclusa la Conferenza cantonale della cultura (CCCult). Il DECS, consapevole dell’importanza del tema – in particolare per la cultura indipendente – già nel 2024 aveva inserito il tema del coordinamento della messa a disposizione di spazi con le Città e i Comuni tra i dieci obiettivi delle Linee programmatiche cantonali di politica culturale per il quadriennio 2024-2027. La mappatura e il coordinamento della situazione sul territorio insieme ai Comuni e altri enti sono una prima misura concreta prevista in questa direzione. Un’ulteriore misura, inclusa anche nel Programma di legislatura 2023-2027 del Consiglio di Stato, è la messa disposizione, in collaborazione con i Comuni, di spazi condivisi per le attività degli operatori culturali (creazione, prove, spettacoli), che seguirà entro fine legislatura.
L’indagine appena pubblicata, curata dall’Osservatorio culturale dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale del DECS, si articola in cinque parti. La prima è un’analisi documentale sulle pratiche legislative e di sostegno agli spazi culturali indipendenti nei Cantoni e nelle Città svizzere, con un focus specifico sul concetto di utilizzo temporaneo degli immobili. La seconda include due sondaggi rivolti ai portatori d’interesse attivi nella produzione e nella diffusione culturale, elaborati in collaborazione con l’Associazione Idra e destinati a fornire una lettura trasversale aggiornata dei bisogni del settore. La terza riguarda la mappatura degli spazi inutilizzati di proprietà pubblica o parapubblica, avviata tramite una consultazione di servizi cantonali e comunali, estesa successivamente anche ad attori federali e a immobili privati segnalati dai Comuni. La quarta comprende un approfondimento sugli edifici industriali dismessi attraverso l’analisi di studi esistenti. Infine, la quinta parte comprende un’esplorazione di ipotesi progettuali legate a spazi temporanei destinati alla cultura indipendente, sviluppata tramite una collaborazione formativa con l’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana (USI).
L'analisi comparativa mostra che la maggioranza dei Cantoni non contempla nei propri apparati legislativi indicazioni specifiche sulla gestione degli spazi per la cultura indipendente, mentre alcune città svizzere si sono dotate di strumenti più sviluppati, tra cui la messa a disposizione di locali a prezzi agevolati e la promozione dell'utilizzo transitorio.
Sul fronte dei bisogni, i sondaggi sottoposti agli operatori della cultura indipendente ticinese - 53 rispondenti nell'ambito della produzione e 26 in quello della diffusione - evidenziano che la maggioranza degli interpellati è alla ricerca di uno spazio, con una concentrazione della domanda nel distretto di Lugano. Gli aspetti ritenuti prioritari nella scelta di uno spazio sono, in entrambe le categorie, i costi contenuti, la presenza di servizi di base e la buona accessibilità.
La mappatura degli spazi inutilizzati di proprietà pubblica, parapubblica e privata ha censito, grazie alla collaborazione di Cantone, Comuni, Confederazione ed enti parapubblici, un ventaglio di edifici distribuiti sull'intero territorio cantonale, con particolare attenzione agli ex istituti scolastici e alle ex case comunali, che per le loro caratteristiche presentano un significativo potenziale di riconversione.
L'analisi degli edifici dismessi nelle zone lavorative e miste - basata sullo studio del 2017 dell'Osservatorio dello sviluppo territoriale dell'USI - completa il quadro delle possibilità disponibili.
Infine, la collaborazione con l’Accademia di architettura dell’USI ha introdotto la prospettiva degli spazi effimeri, intesi come costruzioni temporanee destinate ad attività culturali, quale possibile risposta alla carenza di luoghi stabili.
Il rapporto si conclude con alcune proposte per una possibile evoluzione della politica pubblica in materia di spazi per la cultura indipendente. Le prime azioni concrete, attualmente in fase di approfondimento e che necessitano in parte anche della collaborazione attiva di alcuni enti locali, verranno presentate pubblicamente dal DECS nei prossimi mesi, appena consolidate.
La Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, direttrice del DECS, coglie l’occasione della pubblicazione del rapporto per ringraziare sentitamente l’Associazione Idra, l’Accademia di architettura dell’USI, tutte le persone, le operatrici e gli operatori culturali, i Comuni e gli altri enti coinvolti nell’ambito di questo importante lavoro di mappatura, una prima a livello cantonale, per la loro partecipazione e per la disponibilità dimostrata. “Grazie alla loro collaborazione il Cantone può continuare a mettere in rete le diverse informazioni raccolte, offrendo una visione d’insieme chiara sulle esigenze e le possibili strade da approfondire per giungere a concretizzare l’offerta di spazi per la cultura indipendente in Ticino, che necessita anche l’imprescindibile partecipazione di Città, Comuni e altri enti. Informazioni che dovranno permettere di mettere in atto ulteriori misure concrete – oltre a quelle già in corso a seguito delle Linee programmatiche cantonali di politica culturale, ora possibili grazie anche alla recente revisione della Legge sul sostegno alla cultura”.
La pubblicazione è liberamente accessibile sulla pagina www4.ti.ch/decs/dcsu/uapcd/pubblicazioni/spazi-per-la-cultura-indipendente-nel-cantone-ticino-una-mappatura-dei-bisogni-e-delle-possibilita




