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Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

17 marzo 2026

Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

17 marzo 2026

Discorso della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti in occasione della Conferenza Movetia 2026, Lugano, lunedì 16 marzo 2026


– Fa stato il discorso orale –

Gentili Signore e Signori,

Es ist mir eine große Freude, Sie im Tessin zur Movetia-Konferenz 2026 willkommen zu heißen. Diese Konferenz bietet eine wertvolle Gelegenheit zum Austausch und zur gemeinsamen Reflexion über die Mobilität sowie über den sprachlichen und kulturellen Austausch auf allen Ebenen. Sie ist ein wichtiger Moment für unseren Kanton, für unser ganzes Land und für die Beziehungen zu Europa.

Le canton du Tessin tient particulièrement au plurilinguisme. Pour nous, il ne représente pas seulement une nécessité, mais aussi une opportunité extraordinaire pour les relations au sein de la Confédération et au-delà des frontières helvétiques: afin de ne pas nous isoler, de rester une partie active d’un ensemble et d’avancer unis vers un avenir dont nous savons qu’il sera marqué par une grande complexité.

Per questo motivo abbiamo sviluppato, tra le altre cose, una strategia cantonale in materia di scambi e mobilità, in linea con l’indirizzo espresso dalla Confederazione, strategia che mira a rendere le esperienze linguistiche parte integrante dei percorsi formativi e professionali, nonché, più in generale, della vita delle cittadine e dei cittadini.

Accogliamo pertanto con grande gioia e onore l’opportunità di ospitare la conferenza Movetia 2026 nel nostro Cantone: un’occasione per riflettere sul lavoro svolto, mettere in luce l’attrattiva del Canton Ticino quale possibile destinazione per gli scambi linguistici (con l’auspicio che in futuro un numero sempre maggiore di giovani scelga di cogliere le opportunità offerte a sud delle Alpi), ma anche e soprattutto per creare nuove sinergie tra gli attori coinvolti e per contribuire a costruire le basi di questa preziosa opportunità che sarà Erasmus+.
È grazie anche alle lingue che possiamo capirci davvero, fino in fondo, perché creano spazio per il dialogo, la comprensione reciproca e lo scambio autentico di informazioni e opinioni. Attraverso la loro conoscenza si aprono porte preziose: quelle della cultura, dei modi di pensare e delle sensibilità che caratterizzano le diverse regioni del nostro Paese e, più in generale, dell’Europa. Ogni lingua è una prospettiva, un modo diverso di guardare il mondo, di interpretarlo e di raccontarlo.

La ricchezza linguistica rappresenta una delle grandi forze della Svizzera e del continente europeo: non è solo una caratteristica identitaria, ma un patrimonio vivo che favorisce l’incontro, alimenta il confronto e rafforza la comprensione reciproca e la coesione.

Punto di partenza: Strategia svizzera per gli scambi e la mobilità
Nel 2017, quasi un decennio fa, la Confederazione e i Cantoni hanno adottato la Strategia svizzera per gli scambi e la mobilità, facendo propria una visione ambiziosa: offrire a ogni giovane, almeno una volta nel percorso formativo o nella transizione verso il mondo del lavoro, un’esperienza di scambio o di mobilità di lunga durata.

L’obiettivo era ed è chiaro: assicurare l’accessibilità, accrescere la partecipazione, garantire la qualità. L’intento è che gli scambi e la mobilità diventino componenti strutturali dei percorsi formativi, del mondo del lavoro e, più in generale, della quotidianità del Paese. Per questo sono necessarie offerte mirate e partenariati solidi a livello cantonale, intercantonale e internazionale.

Chi lavora nelle scuole e nella formazione professionale lo conferma: anche uno scambio breve può avere un impatto duraturo, in particolare sull’autonomia, sulla resilienza di fronte al cambiamento e sulle competenze in una seconda lingua.

Gli scambi e la mobilità hanno effetti diretti sulle nostre giovani e sui nostri giovani: rafforzano il plurilinguismo e le competenze personali e interculturali, oggi imprescindibili anche per l’entrata nel mondo del lavoro e per uno sviluppo professionale duraturo.

Ogni esperienza di scambio forma cittadine e cittadini più consapevoli, curiosi e pronti a confrontarsi con la complessità del mondo. Capaci di spirito critico, capaci di comprensione, capaci di esprimere il proprio pensiero. E di farlo in più idiomi.

Gli scambi e la mobilità acquisiscono tra l’altro un valore ancora maggiore di fronte alle sfide cui è confrontato da tempo l’insegnamento delle lingue nazionali nel nostro Paese. Penso agli sforzi in atto – anche da parte della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) – per promuovere il plurilinguismo in Svizzera, pure attraverso un rilancio proprio dell’insegnamento delle lingue nazionali a scuola e una riflessione su come attuare questo insegnamento di fronte a classi sempre più eterogenee.

Valore aggiunto del Servizio mobilità e scambi
Per il Ticino – cantone italofono, realtà minoritaria integrata in una nazione plurilingue – favorire l’apprendimento delle lingue nazionali, oltre all’inglese, aiuta le giovani e ai giovani a muoversi con sicurezza tra le diverse regioni della Svizzera, a inserirsi nel mercato del lavoro, ad accedere agli studi terziari Oltralpe, se lo desiderano, e ad aprirsi a esperienze internazionali.

Per adempire a questa missione il Canton Ticino ha definito due assi prioritari.

Il primo asse è quello dell’insegnamento delle lingue, che prende avvio già nella scuola elementare con il francese e prosegue lungo tutta la scuola dell’obbligo con il tedesco e l’inglese. Tre lingue, oltre all’italiano dunque, per tutte e tutti, nel corso del percorso scolastico obbligatorio. Ed insegnamento delle lingue pure nel post-obbligo.

Il secondo asse è quello della mobilità, per consolidare le competenze linguistiche grazie alla pratica in situazioni reali in altri contesti culturali. Fu creato a questo fine, a dire il vero già nel 1998, l’allora Servizio cantonale Lingue e stage all’estero. Nell’ottica di rafforzare ulteriormente l’acquisizione di competenze linguistiche, in linea con la strategia nazionale, nel 2021 il Parlamento ticinese ha approvato un pacchetto di norme inerenti agli scambi linguistici e al plurilinguismo. Sono così state poste basi legali e strategiche per rafforzare in modo deciso gli scambi linguistici e la mobilità formativa nel Cantone. Non si tratta di un semplice adeguamento amministrativo, ma di una scelta politica: investire nel plurilinguismo, nella mobilità e nelle competenze delle nuove generazioni come leva fondamentale per il rafforzamento delle giovani e dei giovani, in favore della qualità della formazione, per la coesione nazionale, per la competitività dei singoli e del territorio.

Nello specifico, le nuove basi legali consentono di offrire un sostegno finanziario individuale alle allieve e agli allievi che partecipano a uno scambio intercantonale per l’apprendimento del tedesco o del francese, misura volta a rendere tali opportunità più accessibili. È inoltre stata prevista la gratuità della scolarità per le allieve e gli allievi provenienti da altri Cantoni, secondo il principio di reciprocità.

Resa pure possibile l’introduzione nelle scuole del post-obbligo di programmi di istituto incentrati sul plurilinguismo.

Nell’ambito della strategia si è voluto rafforzare l’allora Servizio cantonale Lingue e stage all’estero stesso, con la creazione di un unico centro di competenza cantonale, il Servizio mobilità e scambi. Oggi questo servizio accompagna le scuole del secondario I e II nella progettazione e nella realizzazione di attività di mobilità scolastica e professionale, in Svizzera e all’estero; gestisce in modo centralizzato i finanziamenti dei progetti; sostiene le scuole negli aspetti amministrativi e finanziari; sviluppa accordi intercantonali e con la rete dei partner; promuove gli scambi linguistici e stage professionali durante e dopo la formazione; informa e orienta la popolazione rispetto alle opportunità offerte da Movetia, in qualità di interlocutore unico dell’agenzia nazionale, e da altri enti.

Da inizio attività, 7’200 partecipanti residenti in Ticino, provenienti da altre regioni svizzere o dall’estero, hanno potuto vivere un’esperienza di mobilità.

Nello stesso Servizio sono riunite competenze diverse, ciò che ha reso possibile mettere in rete le risorse e accrescere la qualità dell’accompagnamento offerto a giovani, aziende e famiglie, comprese quelle ospitanti.

Il rafforzamento delle sinergie ha permesso di realizzare diversi progetti innovativi, anche in collaborazione con le scuole, e di ampliare le reti di partenariato a livello cantonale e internazionale. Il lavoro svolto con le scuole del Canton Ticino ha portato a un aumento degli scambi organizzati direttamente dagli istituti scolastici, che registrano oggi 350 partecipanti per anno scolastico (anno 2024/2025).

Scambi nella formazione professionale
L’apprendimento delle lingue – ci tengo a evidenziarlo – rappresenta un enorme valore aggiunto anche nella formazione professionale.

Nello specifico degli scambi linguistici, avere la possibilità di confrontarsi con altri contesti, strumenti di lavoro, standard qualitativi e modelli organizzativi significa crescere ancora di più come professioniste e professionisti. Significa diventare cittadine e cittadini maggiormente consapevoli, capaci di autonomia e responsabilità.

Gli scambi durante l’apprendistato – sappiamo – non sono sempre facili, per motivi legati, ad esempio, all’organizzazione del calendario scuola-lavoro. Necessarie allora formule innovative. Una scuola professionale di Locarno ha introdotto uno scambio di una settimana con Paesi dell’Unione europea e lavoro in gruppi misti. Questa modalità, come pure scambi di apprendisti in tandem, mettono l’accento sulla pratica professionale, sull’acquisizione del lessico tecnico essenziale, ma anche sulla scoperta di nuove culture, e – ne siamo convinti – vanno favoriti.

Gli scambi dopo l’apprendistato risultano generalmente di più facile attuazione. Il progetto intercantonale Swiss Mobility, ci tengo a citarlo, avviato nel 2015 dal Ticino e da Lucerna e ora aperto a tutti i cantoni, rappresenta un modello di perfezionamento linguistico che combina corsi di lingua con la pratica professionale in un’altra regione linguistica. E che sembra dare i suoi frutti.

Le testimonianze raccolte da apprendiste e apprendisti che hanno effettuato esperienze di scambio in Svizzera e all’estero parlano chiaro. L’aspetto che emerge con maggiore forza è la crescita personale. Nonostante alcune difficoltà iniziali, tutti concordano nel ritenere queste esperienze un’opportunità preziosa.

Valore aggiunto degli scambi per i giovani e il Ticino
L’italiano è parte integrante dell’identità svizzera. In quanto lingua nazionale e ufficiale della Confederazione, lingua ufficiale del Canton Ticino e del Canton Grigioni, è parlata da quasi 700’000 persone in tutto il Paese. Ma non è unicamente una questione di italiano. Il nostro Paese, la coesione nazionale – come dicevo in precedenza – si fondano anche sulla comprensione linguistica tra le diverse culture.

Gli scambi con il Ticino – tornando al tema odierno –, nonostante ad esempio una presenza al Sud delle Alpi costante negli anni di allieve e allievi per la maturità bilingue, restano tuttavia ancora sottorappresentati; la lingua italiana non è la scelta primaria per gli scambi individuali. Per quanto concerne gli scambi di classe, essi sono realizzabili quando c’è una conoscenza scolastica di una seconda lingua nazionale o di una lingua comune. Purtroppo, l’italiano non sempre è offerto a livello di scuola dell’obbligo e scuola professionale e solo in pochi casi nelle sedi liceali.

Il Servio Mobilità e scambi si è attivato per ovviare a ciò avviando cooperazioni con alcuni cantoni – come quella siglata il 25 novembre scorso a Losanna con il Canton Vaud per il progetto “dodicesimo anno linguistico” – e con istituti scolastici di altre regioni nei quali si insegna l’italiano. La nostra intenzione è quella di estendere queste collaborazioni anche ad altri cantoni. Così come intendiamo riflettere con essi, con voi, su scambi linguistici per il tramite dello sport. Già oggi il Canton Ticino – attraverso il progetto “Italiando”, giunto proprio nel 2026 al suo decimo anno – offre corsi di italiano, completati da attività sportive e visite al territorio, a ragazze e ragazzi di altre regioni linguistiche, tra i 13 e i 20 anni, durante le vacanze estive e autunnali.

Le storie di studentesse e studenti e apprendiste e apprendisti che hanno partecipato a programmi di mobilità in Ticino lo dimostrano: confrontarsi con nuovi ambienti di studio e di lavoro amplia gli orizzonti, consente di sviluppare competenze sociali e permette di creare legami duraturi.

Il Ticino – è davvero un piacere poterlo ribadire oggi qui con voi – è pronto ad accogliere giovani provenienti dai vostri Cantoni e dall’estero e a costruire insieme esperienze di scambio di qualità.

Vantaggi della collaborazione con Erasmus+
Vorrei, non da ultimo, arrivare al tema stesso della conferenza di Movetia 2026, ovvero la partecipazione della Svizzera al programma Erasmus+.

In qualità di direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport accolgo con grande favore la decisione del Consiglio federale, una decisione che va nella direzione da tempo auspicata: rafforzare gli scambi, sia a livello nazionale che internazionale, riconoscendoli come esperienze di apprendimento e di vita fondamentali per la formazione delle nuove generazioni. Guardando al futuro, il ritorno della Svizzera, e quindi del Ticino, a una partecipazione piena a Erasmus+ rappresenterebbe un enorme valore aggiunto. Lo dico in quanto cittadina, in quanto politica, in quanto responsabile del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (con il cappello di tutte e tre queste sue componenti).

Per il Ticino, come per l’intera Svizzera, significherebbe ampliare le collaborazioni a tutti i livelli, rafforzare l’internazionalizzazione della formazione e offrire nuove opportunità a studentesse e studenti, apprendiste e apprendisti e, non dimentichiamo, docenti e atenei.

Erasmus+ è una rete di istituzioni che credono negli scambi, che lavorano insieme, innovano i sistemi formativi, fanno crescere giovani pronti ad affrontare il futuro e il mondo. Oggi – in un mondo che vive purtroppo gravi divisioni, tensioni e conflitti – gli incontri, gli scambi, il programma Erasmus+ contribuiscono a creare ponti e a dare speranza per un futuro migliore.

Ich möchte hier meinen Dank aussprechen an alle Kräfte, die hinter den Austausch- und Mobilitätsangeboten stehen, sowie an Erasmus+. Mein Dank gilt dem Staatssekretariat für Bildung, Forschung und Innovation. Natürlich auch Movetia, nicht zuletzt für die beträchtlichen Anstrengungen bei der Organisation der Konferenz 2026. Ein herzlicher Dank – erlauben Sie mir – geht zudem an die Mitarbeitenden unseres Dienstes für Mobilität und Austausch sowie an die beteiligten Vertreterinnen und Vertreter von verschiedenen Schulstufen.

Enfin, permettez-moi d’adresser un remerciement sincère à vous toutes et à vous tous. Erasmus+ représente une remarquable opportunité, mais aussi un engagement important. Je suis convaincue qu’en unissant nos forces et en avançant ensemble, nous pourrons en retirer des bénéfices considérables, sur de nombreux plans – nous le savons –, et en premier lieu sur le plan humain. Je suis heureuse et reconnaissante de pouvoir avancer à vos côtés.