Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Comunicato stampa
Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
23 aprile 2026
Primo rapporto del Gruppo di lavoro “Migrazione e diversità”: piste per moltiplicare gli sforzi al fine di prevenire razzismo e discriminazioni nella formazione, nella cultura e nello sport
È stato presentato questa mattina a Palazzo delle Orsoline il primo rapporto del Gruppo di lavoro dipartimentale “Migrazione e diversità” del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). Il Gruppo, istituito nel 2024 dalla Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, ha il compito di affrontare in modo trasversale i temi della migrazione e della diversità negli ambiti di competenza del Dipartimento. Proposte modalità per rafforzare la prevenzione di razzismo e discriminazioni nella scuola, nella cultura e nello sport.
“La Svizzera e il Ticino sono realtà profondamente plurali, caratterizzate da una crescente eterogeneità linguistica e culturale”, ha evidenziato nel suo intervento introduttivo la Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti. “Questa pluralità rappresenta una ricchezza e una forza per la nostra società”, ha dichiarato, richiamando al contempo le sfide ancora aperte, in particolare in termini di equità nei percorsi formativi e di prevenzione delle discriminazioni.
A sostegno di questa riflessione, sono stati ricordati i dati presentati recentemente a livello nazionale dal Servizio per la lotta al razzismo della Confederazione: nel 2024, il 17% della popolazione residente – circa una persona su sei – ha dichiarato di essere stato vittima di discriminazione razziale negli ultimi cinque anni, ciò che equivale a circa 1,2 milioni di persone tra i 15 e gli 88 anni. Ulteriori rilevazioni evidenziano come, dopo il mondo del lavoro, i contesti in cui la discriminazione è più frequentemente segnalata siano lo spazio pubblico (30%) e la scuola (27%), seguiti dall’amministrazione pubblica (14%) e dalla polizia (9%). “È un dato che, come Dipartimento, non possiamo ignorare”, ha affermato la direttrice del DECS, sottolineando come queste evidenze abbiano contribuito alla decisione di istituire il Gruppo di lavoro.
Il rapporto reso pubblico oggi offre una prima analisi della situazione nel Cantone. Da un lato, mette in luce la presenza di numerose buone pratiche già presenti nei diversi settori; dall’altro, evidenzia la necessità di un approccio più sistematico, coordinato e trasversale. In particolare, emerge come le iniziative siano spesso puntuali, con livelli di consapevolezza eterogenei e non sempre supportati da strumenti condivisi.
La presidente del Gruppo di lavoro, Chiara Orelli Vassere, direttrice dell’Istituto della transizione e del sostegno del DECS, ha illustrato le principali risultanze del rapporto: “Questo primo lavoro ha permesso di costruire una base conoscitiva solida e di individuare alcune priorità di intervento”, ha spiegato, indicando come nei prossimi mesi si procederà con l’approfondimento delle piste identificate.
Alla conferenza stampa è intervenuta anche Nora Bardelli, antropologa e direttrice amministrativa del Polo di ricerca nazionale per gli studi sulla migrazione e la mobilità (nccr–on the move) basato all’Università di Neuchâtel, che ha offerto un inquadramento scientifico sul razzismo strutturale e sulla discriminazione verso le persone con retroterra migratorio in Svizzera. “Il razzismo in Svizzera è prima di tutto un fenomeno strutturale e istituzionale – non una questione di individui malintenzionati”, ha sottolineato. Bardelli ha inoltre messo in evidenza come “le persone non devono essere ‘razziste’ per produrre discriminazione: è sufficiente seguire determinate routine istituzionali esistenti, usare una serie di materiali disponibili, applicare certe regole così come sono e la discriminazione si riproduce”, ribadendo l’importanza di agire a tutti i livelli della società per contrastare efficacemente le disuguaglianze.
La Consigliera di Stato ha infine ribadito che il rapporto rappresenta “un punto di partenza per un lavoro strutturato volto a tradursi in misure concrete”. Tra le principali piste di intervento figurano il rafforzamento della formazione delle docenti e dei docenti sui temi della diversità e della prevenzione delle discriminazioni, lo sviluppo di linee guida condivise per la gestione di episodi di razzismo nelle scuole, il miglioramento del coordinamento tra scuola, cultura e sport e il sostegno a progetti strutturati. “Garantire pari dignità e pari opportunità è un compito permanente delle istituzioni”, ha concluso la direttrice del DECS, sottolineando come questo lavoro si inserisca in un contesto in cui già oggi esistono numerose sensibilità, competenze e buone pratiche diffuse sul territorio. Proprio da queste esperienze occorre partire per rafforzarle, metterle in rete e svilupparle ulteriormente, trasformando ciò che già funziona in una base solida per politiche ancora più efficaci. La valorizzazione della pluralità rappresenta infatti una leva fondamentale per costruire una società più equa, rispettosa e coesa, capace di affrontare le sfide future.
Appuntamento
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