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Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

06 maggio 2026

Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

06 maggio 2026

Saluto della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti Primo Convegno sulle pari opportunità nel settore artistico e culturale


Lugano, 5 maggio 2026 

Fa stato il discorso orale -    

Gentile signor Ghisletta, Municipale della Città di Lugano,
gentili relatrici e relatori: signora Brancato, signora Rhyner, signora Vernier, signora Diserens, signora Grütter, signora Joye, signora Santoro e signor Hochstrasser,
gentili artiste e artisti, operatrici e operatori culturali, signore e signori,  

è con grande piacere che vi do il benvenuto al convegno “Che genere di cultura?”, primo appuntamento cantonale con l’intento esplicito di affrontare il tema delle pari opportunità nel settore artistico e culturale.

Che genere di cultura? È una domanda che risuona con forza e che chiama tutte e tutti noi a fermarci, a osservare: il passato che ci ha portati fin qui, il presente che abitiamo, e il futuro che scegliamo di costruire. È quello che intendiamo iniziare a fare oggi, partendo da dati statistici, focalizzando l’attenzione su realtà svizzere e locali, scoprendo azioni e progetti sul tema e facendoci ispirare dalla performance artistica che chiuderà la giornata.

Ma non solo. Questo spazio vuole essere anche un luogo di incontro e di ascolto: attraverso il dialogo tra le persone presenti, raccogliendo esperienze, intrecciando punti di vista, costruendo relazioni. Perché è nel confronto, nella condivisione e nella creazione di rete che possiamo davvero esplorare questa domanda in modo più aperto, più inclusivo, più vivo.

Ed è proprio con l’ascolto e il confronto che abbiamo costruito la prima strategia cantonale sulla cultura, presentata a inizio 2024 con le Linee programmatiche cantonali di politica culturale 2024-2027, la cui adozione ha visto coinvolte 300 persone che operano nel settore culturale ticinese in un processo partecipativo. Linee che a loro volta hanno poi reso necessaria la modifica della Legge cantonale sul sostegno alla cultura proposta da DECS e Governo e approvata dal Gran Consiglio nell’autunno del 2025. Strategia e legge ci permetteranno di rafforzare il settore culturale, da quello più istituzionale alla cultura indipendente, che – ricordo – vede operare, non senza difficoltà, molte persone, tra cui numerose donne.

Ci tengo a riportare in questa sede la definizione di cultura dell’UNESCO, nota, ne sono certa, a molte e molti di voi.

“La cultura in senso lato può essere considerata come l’insieme degli aspetti spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali unici nel loro genere che contraddistinguono una società o un gruppo sociale. Essa non comprende solo l’arte e la letteratura, ma anche i modi di vita, i diritti fondamentali degli esseri umani, i sistemi di valori, le tradizioni e le credenze”.
Queste parole non sono semplicemente una definizione: ci ricordano quanto la cultura sia ampia, vitale, intrecciata alla nostra quotidianità e al nostro modo di stare insieme.

Proprio per questo, accanto alla sua dimensione espressiva, creativa e simbolica, la cultura porta con sé anche una responsabilità: quella di riflettere su chi siamo e di interrogarsi su chi resta fuori dallo sguardo. È una responsabilità che riguarda anche le scelte che orientano il sostegno pubblico alla cultura, perché decidere cosa sostenere, e in che modo, significa contribuire a definire quali voci trovano spazio.

Trascurare questo aspetto si rischia di rendere invisibili dinamiche di esclusione che, nel tempo, si consolidano.

Questi concetti sono centrali non solo per l’operato cantonale di sostegno alla cultura, ma sono anche la bussola di questo convegno. Se guardiamo con onestà alla storia, dobbiamo riconoscere che questo insieme così ricco e complesso è stato costruito lasciando ai margini troppe persone: le donne, innanzitutto, ma anche molte altre soggettività, punti di vista ed esperienze. La produzione artistica e culturale nel suo insieme non ha dunque mai rispecchiato pienamente la nostra società.

Di più, queste parole ci ricordano un passato e un presente di esclusione o minor visibilità sociale delle donne e delle minoranze. Una condizione che pesa ancor di più nel settore artistico, generalmente già più precario e fragile rispetto ad altri ambiti lavorativi.

Che ci sia molto da fare, lo dimostrano gli ostacoli che numerose artiste trovano ancora sul loro cammino, nella loro quotidianità. Fondamentale allora unirsi per migliorare il sistema.

Ne sono esempio, tra le altre, SWAN Association, Helvetiarockt, la SOCIETÀ SVIZZERA delle ARTISTE delle ARTI visive attraverso il loro operato; così come progetti quali “le Carnet rose” e quanto sta mettendo in campo Pro Helvetia. Lo dimostrano spettacoli come “È già la fine del mondo, Yamanba” che portano il discorso delle pari opportunità dal piano politico a quello artistico. A questi si aggiungono gli sforzi di tante e tanti altri. Da qui vogliamo a nostra volta partire, con voi tutte e tutti e con coloro che vorranno avanzare assieme.

Il convegno odierno è frutto della volontà del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e del Servizio per le pari opportunità della Cancelleria dello Stato di puntare i riflettori su questo tema di fondamentale importanza e di sensibilizzare sulla necessità di costruire un settore culturale equo.

Gli sforzi a favore delle pari opportunità devono naturalmente aver luogo a 360 gradi, in numerosi ambiti dell’attività dello Stato e della società. In febbraio, sempre con il Servizio per le pari opportunità, abbiamo organizzato un convegno analogo in ambito sportivo.

La promozione delle pari opportunità – desidero evidenziarlo – è promozione del rispetto, di relazioni costruttive tra esseri umani. È prevenzione di violenza e prevaricazione. Sono temi che portiamo anche nelle scuole, per coinvolgere sin da subito le giovani generazioni.

L’organizzazione del convegno odierno rientra dunque in un quadro di più ampio respiro, delineato dal piano d’azione cantonale per le pari opportunità 2024-2027.

Ricordo inoltre che le Linee programmatiche cantonali di politica culturale 2024-2027 – che, come ricordato poc’anzi, ho fortemente voluto al mio arrivo alla testa del DECS e che sono state introdotte nel febbraio del 2024 dopo un’ampia consultazione, un processo – lasciatemelo dire – per me estremamente arricchente – presentano tra i loro obiettivi per il quadriennio anche quello di “Garantire pari opportunità e un’equa presenza di genere nei vari settori culturali e a tutti i livelli”.

Negli accordi di collaborazione nel settore culturale cerchiamo di rendere attente istituzioni e organizzazioni alla necessità di dare maggiore spazio e visibilità anche alle opere di donne e di rafforzare la presenza delle donne. Sempre di più i bandi dovranno tenerne conto.

Già oggi possiamo citare con orgoglio il Bando di partecipazione culturale promosso congiuntamente dall’Ufficio del sostegno alla cultura, dall’Ufficio fondi Swisslos, entrambi facenti capo al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni. Dal titolo Cultura forte. Progetti da voci diverse, la prima edizione 2025-2026 del bando ha voluto evidenziare come una cultura forte sia caratterizzata dalla diversità e dalla partecipazione di una molteplicità di persone, che arricchiscono il dibattito sociale con le proprie esperienze e prospettive. Per il 2027-2028 è prevista una seconda edizione del bando.

Auspico dunque che l’evento di oggi possa rappresentare un ulteriore passo, da sommarsi agli sforzi che tante persone già stanno compiendo.

Desidero ringraziare il Servizio per le pari opportunità della Cancelleria dello Stato, signora Santoro e signora Greco, e l’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale del DECS, signor Hochstrasser e signor Robbiani, per l’organizzazione di questo evento.

Ringrazio la Città di Lugano per aver gentilmente concesso l’utilizzo dell’Asilo Ciani. Pro Helvetia per il sostegno ricevuto. Le rappresentanti di SWAN Association, Helvetiarockt, della SOCIETÀ SVIZZERA delle ARTISTE delle ARTI visive, del progetto “le Carnet rose” e di Pro Helvetia che sono qui oggi a presentare il loro lavoro.

Ringrazio di cuore Didí Garbaccio Bogin, Cecilia Francesca Croce ed Elisabeth Sassi per aver messo a disposizione il loro lavoro di artiste.

Ringrazio le operatrici e gli operatori che hanno contribuito allo spazio fieristico, che invito a visitare. Ringrazio infine tutte e tutti voi per la partecipazione odierna e per il contributo che ognuno porta e porterà a favore di un settore artistico e culturale fondato sulle pari opportunità, moltiplicatore di inclusione e promotore di rispetto.

Vi auguro un pomeriggio di lavoro proficuo e stimolante. Sarà un piacere avanzare insieme, oggi e in ogni futura occasione.