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Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

01 agosto 2026

Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

01 agosto 2026

BeSTiale26 – Campo Cantonale di Scoutismo Ticino 1. Agosto 2026


Saluto della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, Presidente del Consiglio di Stato e Direttrice del DECS  

- Fa stato il testo parlato -

Gentile Consigliere federale, signor Pfister,
Gentile Sindaca del Comune di Blenio,
signora Boschetti Straub,
Gentili autorità cantonali, comunali e della Valle di Blenio,
Gentili e stimati rappresentanti del Movimento Scout Svizzero e di Scoutismo Ticino,
care collaboratrici e cari collaboratori del campo,
care pioniere e cari pionieri,
care e cari scout,
gentili ospiti,  

È un piacere essere qui oggi, a Campo Blenio, in occasione di BeSTiale26, e portarvi il mio saluto personale e quello del Consiglio di Stato, in qualità di sua Presidente.

Sehr geehrter Herr Bundesrat Pfister, herzlich willkommen im Tessin. Es ist uns eine grosse Freude und Ehre, dass Sie den Nationalfeiertag gemeinsam mit uns hier in der Valle di Blenio feiern. Ich weiss, dass auch Sie als Pfadfinder begonnen haben. Vielleicht ist das kein Zufall. Wer früh lernt, Verantwortung zu übernehmen, im Team zu handeln und auch in anspruchsvollen Situationen Orientierung zu geben, bringt gute Voraussetzungen für viele Aufgaben im Leben mit, ganz besonders für die Arbeit als Bunderat und Chef eines Eidgenössischen Departements. Ich danke Ihnen herzlich, dass Sie heute bei uns sind, und wünsche Ihnen einen schönen Aufenthalt im Tessin.  

Care e cari scout,

grazie per avermi invitata oggi a celebrare insieme a voi il 1° agosto.

Una giornata che ci ricorda il gesto fondativo del nostro Paese, la Svizzera: quello di comunità diverse che, oltre sette secoli fa, hanno scelto di darsi reciproco sostegno. È la stessa scelta che la Svizzera rinnova ancora oggi, in una società fatta di persone con storie, origini, tradizioni, lingue e culture sempre più diverse, capaci di vivere insieme e di sentirsi, ciascuna e ciascuno, parte dello stesso Paese. È una scelta che si rinnova ogni giorno anche qui, in questo campo.

Essere qui, a BeSTiale26, è un’occasione speciale perché questo campo mostra qualcosa di importante: una comunità non nasce semplicemente perché tante persone si trovano nello stesso luogo. Nasce quando scelgono di condividere un percorso e di prendersi cura di ciò che stanno realizzando insieme. E in questi giorni voi lo state facendo.

State condividendo tempo, spazi e responsabilità. State imparando a organizzarvi, ad aiutarvi e a trovare soluzioni quando qualcosa non va come previsto. State scoprendo che a fare la differenza non è soltanto ciò che ciascuno sa fare, ma la capacità di mettere le proprie competenze a disposizione degli altri.

È forse questo, per me, uno degli insegnamenti più preziosi dello scoutismo: ciascuno porta qualcosa di sé, ma è attraverso la collaborazione con gli altri che quel contributo può diventare più grande.

E questo vale qui, in un campo scout, così come nella società. Una realtà cresce quando persone diverse imparano a collaborare e a riconoscere nelle differenze una ricchezza.

Il 1° agosto ci ricorda che la Svizzera non è soltanto un’eredità che abbiamo ricevuto, un territorio che abitiamo o delle istituzioni che ci rappresentano.

La Svizzera è anche il modo in cui scegliamo di stare insieme. È fatta dai grandi momenti della storia, ma anche da migliaia di piccoli, grandi gesti quotidiani: da chi si impegna in un’associazione, da chi dedica tempo agli altri, da chi decide di mettersi a disposizione della propria comunità.

Ed è proprio questo che vedo anche qui a BeSTiale26. Un campo come questo è possibile grazie a tante persone che scelgono di dedicare tempo, energie e passione agli altri, mettendo a disposizione le proprie competenze e il proprio impegno.  

Desidero quindi ringraziare l’Associazione Scoutismo Ticino, il comitato organizzativo di BeSTiale26, le monitrici e i monitori, le famiglie, le autorità e tutte le volontarie e i volontari che hanno reso possibile questa esperienza. E naturalmente grazie anche a voi, care e cari scout, che con la vostra partecipazione siete il cuore di questo campo.

Esperienze come questa ci insegnano che il modo in cui stiamo insieme agli altri non è mai scontato. Ed è una sfida che riguarda tutta la nostra società.

Oggi abbiamo più possibilità che mai di comunicare. Possiamo esprimere opinioni, confrontarci e raggiungere molte persone in pochi istanti. Ma questa libertà porta con sé una responsabilità: ricordarci che le parole hanno un peso e che il modo in cui scegliamo di rivolgerci agli altri contribuisce a determinare il clima della nostra società.

La democrazia ha bisogno di opinioni diverse. Ha bisogno anche di discussioni profonde e difficili. Non dobbiamo avere paura delle differenze. Ma una cosa non deve mai venire meno: il rispetto della persona che abbiamo davanti.

Perché dove manca il rispetto trova spazio la violenza. E la violenza non ha mai una giustificazione: né quando colpisce il corpo, né quando ferisce la mente, né quando umilia attraverso le parole o i comportamenti.

Il rispetto della dignità delle persone è il fondamento della nostra convivenza.

La gentilezza non è una debolezza. È una scelta di responsabilità.

Questo vale nelle amicizie, nella scuola, nelle associazioni, nello sport e nella società. Ed è una responsabilità che riguarda tutte e tutti noi, anche chi ricopre ruoli pubblici.

Chi assume responsabilità pubbliche ha un dovere particolare: essere consapevole che le proprie parole e i propri comportamenti contribuiscono a creare l’ambiente nel quale viviamo.

Per questo dobbiamo chiederci quale società vogliamo: una società in cui ogni differenza diventa uno scontro e in cui la rabbia prende il posto del dialogo, oppure una società in cui possiamo difendere con convinzione ciò in cui crediamo e, allo stesso tempo, riconoscere la dignità degli altri?

È una delle grandi sfide del nostro tempo. E le istituzioni, per prime, sono chiamate a dare il proprio contributo.

Anche le istituzioni, come le persone, attraversano momenti difficili. E proprio in quei momenti la fiducia diventa più preziosa e più fragile allo stesso tempo. Per voi, che siete cresciuti osservando il modo in cui gli adulti affrontano le difficoltà, questo è un insegnamento importante: la fiducia non si dà per scontata, si costruisce e si rinnova ogni giorno, con serietà, con trasparenza e con il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.

Le istituzioni non sono soltanto luoghi in cui si prendono decisioni: hanno il compito di creare le condizioni perché le persone possano crescere, imparare e partecipare alla vita della società.

E in questi luoghi, in Governo, in parlamento, ma anche nelle associazioni, come il movimento Scout, la credibilità si costruisce con la coerenza, con l’impegno quotidiano e con la serietà con cui si affrontano le proprie responsabilità.

Anche per il ruolo che ricopro alla guida del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, credo sia importante ricordare che si cresce in molti luoghi.

Si cresce a scuola, ma anche attraverso lo sport, la cultura, le associazioni e tutte quelle esperienze, come lo scoutismo, che insegnano a stare con gli altri, ad assumersi responsabilità e a prendersi cura degli altri.

Vorrei concludere richiamando il motto scelto per questo campo: “Sém. Ném. Fém.”

Sém. Siamo parte di una storia e di un Paese che non è qualcosa di concluso, ma qualcosa che continuiamo a costruire.

Ném. Perché il futuro non arriva semplicemente: lo costruiamo con le scelte che facciamo ogni giorno.

Fém. Perché i valori diventano reali soltanto quando diventano gesti.

Essere. Andare. Fare.

Non è soltanto un motto per un campo scout. È in fondo, anche il senso più semplice del 1° agosto: un invito per tutte e tutti noi ad essere presenti, andare incontro agli altri, fare la propria parte.

Perché il Paese che abitiamo oggi e che lasceremo alle nuove generazioni non sarà definito soltanto dalle decisioni che prenderemo, ma anche dal modo in cui sceglieremo di parlarci e di trattarci.

Grazie di cuore. Buon proseguimento di BeSTiale26 a tutte e a tutti.

E buon 1° agosto.