Vai al contenuto principale Vai alla ricerca

Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

20 agosto 2026

Discorso

Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport

20 agosto 2026

Saluto della Presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti in occasione degli Atelier scuola dell’obbligo Bellinzona, 20.08.2026


 Fa stato il discorso orale - 

 Gentili signore,
Gentili signori,

sono molto contenta di essere qui con voi in occasione di questa mattinata di studio.

Spero che abbiate passato una serena estate. So che siete già nel pieno dei lavori per l’anno scolastico che è alle porte. L’estate, per il Consiglio di Stato, e per il Cantone, dal punto di vista istituzionale, è stata particolarmente intensa. Come sapete il Consiglio di Stato ha rivisto delle responsabilità, compresa la Presidenza, arrivata a me prima del previsto. Ci tenevo tuttavia a dirvi che il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e la scuola nello specifico restano per me al centro dell’attenzione. Continuo e continuerò a impegnarmi per avanzare con i cantieri aperti, per rispondere alle contingenze, per rafforzarla ulteriormente, assieme a voi che siete al fronte.  

Veniamo allora ad oggi. Il programma di questa mattina ci consentirà di mettere a confronto due universi: la lettura, che richiede lentezza e concentrazione, e l’intelligenza artificiale, che viaggia invece a velocità indescrivibile. Cercare di mantenere il giusto equilibrio tra la profondità del pensiero e la velocità del digitale è probabilmente una delle sfide educative più importanti della scuola di oggi.

La fatica nella lettura e nella comprensione dei testi da parte delle allieve e degli allievi, sebbene il Ticino raggiunga risultati spesso migliori nel confronto intercantonale e internazionale, è confermata sia dai dati PISA sia dalle rilevazioni nazionali VECOF. I dati segnalano una difficoltà diffusa da parte di circa un quarto dei nostri giovani: una realtà che non possiamo sottovalutare. Chi fa fatica a decodificare e interpretare ciò che legge, rischia di non sviluppare gli strumenti adeguati per orientarsi nella complessità dell’oggi.

La lettura — e la comprensione dei testi — sono le pietre angolari della cittadinanza. In una società inondata di contenuti, immagini e testi generati in pochi secondi dagli algoritmi, saper leggere e capire consente di riconoscere le notizie false, distinguere i fatti dalle opinioni, difendersi, farsi valere, districarsi nella complessità. Una giovane o giovane che non comprende ciò che legge è una futura cittadina o futuro cittadino più influenzabile, meno libero e più escluso dalla vita democratica. Insegnare a leggere in profondità significa dare alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi gli occhiali per guardare il mondo in modo autonomo, senza farsi dire da altri cosa pensare. Oltre a questo, capire un testo complesso richiede tempo, pazienza ed empatia: ci costringe a metterci nei panni di qualcun altro e a sostenere un pensiero articolato, che non si riduce a uno slogan o a un post. Le cittadine e i cittadini di domani avranno bisogno di strumenti adeguati e solidi per affrontare questioni enormi — ambientali, sociali, tecnologiche — che non hanno risposte semplici. Se la scuola non garantisce a tutte e a tutti questa capacità di analisi, rischiamo di creare una frattura tra chi sa orientarsi e chi resta in balia dei venti o, peggio, ai margini.

Per questo, incentivare la lettura è una vera e propria scelta politica di uguaglianza e di emancipazione sociale. Si tratta di un dossier strategico per il DECS, su cui stiamo lavorando già da tempo. Ricordo che lo scorso anno abbiamo elaborato un documento e una piattaforma digitale all’interno dei quali sono raccolti esempi di attività didattiche e di buone pratiche sul tema della lettura. Sono stati elaborati dei video in collaborazione con RSI EDU. Ora, assieme al Dipartimento della sanità e della socialità, abbiamo esteso le riflessioni anche alla prima infanzia, consapevoli di come sia necessario intervenire precocemente, prima che le differenze si consolidino. Abituare le bambine e i bambini all’ascolto, alle storie e alle parole fin dai primi anni di vita significa gettare le basi per il loro successo scolastico e umano. È un investimento preventivo: prima accendiamo la curiosità per la lettura, più solide saranno le competenze di domani.

Mettere al centro la lettura — a partire da pratiche efficaci come la lettura ad alta voce, di cui ci parleranno tra poco i primi relatori — significa quindi creare il terreno su cui si innesta ogni successivo processo di apprendimento. Ciò si collega al secondo tema della mattinata che mi sta altrettanto a cuore: l’impatto dell’intelligenza artificiale. Anche qui, la posizione del Dipartimento è chiara: la tecnologia deve servire a potenziare la riflessione, mai a sostituire il discernimento e il giudizio autonomo delle allieve e degli allievi. Come sapete, il DECS ha istituito un gruppo di lavoro cantonale, coordinato dal CERDD che coinvolge la Divisione della scuola, la Divisione della formazione professionale, la SUPSI (DFA/ASP), la SUFFP, l’USI e l'Istituto Dalle Molle (IDSIA). L’obiettivo condiviso — in sintonia con le linee guida della Conferenza intercantonale dell'istruzione pubblica (CIIP) — è elaborare una Strategia cantonale per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella formazione e nell’educazione, articolata per tutti gli ordini scolastici. Questa strategia si fonda su tre pilastri operativi che guidano il lavoro: la formazione continua e le competenze dei docenti e dei quadri scolastici; la definizione di regole d’uso, raccomandazioni etiche e tutela dei dati; la promozione dello spirito critico e dell’etica negli allievi. La Strategia sarà pronta tra non molto e verrà messa in consultazione. Quindi diffusa a tutto il mondo della scuola.

Continuare a investire sulla lettura ed educare, guidare all’uso del digitale rispondono alla stessa esigenza di fondo: garantire che la scuola mantenga al centro la capacità delle ragazze e dei ragazzi di pensare con la propria testa. È una sfida grande, ma è anche il senso più profondo del nostro e soprattutto del vostro lavoro, ed è per questo che vi ringrazio per la vostra dedizione e il vostro entusiasmo quotidiano.

Ma c’è dell’altro, permettetemi. Vorrei condividere con voi un pensiero che mi accompagna da tempo e fare un appello È importante leggere e capire, dicevamo. È importante saper gestire l’IA, così da non essere travolti da essa. Pure il modo in cui ogni individuo, la società, la scuola, i media, le istituzioni si esprimono ha tuttavia un enorme valore. Le parole contano. Le parole, si sa, possono costruire, rincuorare, ma anche ferire, distruggere. Constato da tempo che parole cariche di rabbia, di aggressività, di odio si moltiplicano. Dilagano nel mondo virtuale, lo sappiamo, e in quello reale. Generano altra rabbia, frustrazioni, in un pericoloso circolo vizioso che ci allontana dal vivere pacifico, che oscura la quotidianità, che crea disagio, che fa ammalare. Il rispetto, che da anni viene promosso con grande impegno nelle scuole, a tutti i livelli, deve in primis passare dalle parole. Rispetto nei confronti degli altri, della comunità in cui viviamo, della società tutta. Il mio vuole essere un plaidoyer per parole costruttive, gentili, critiche magari anche, ma non distruttive dell’altro, della persona. La scuola ha uno spazio di manovra per invitare a parlare “bene”, per tematizzare la questione, per allenare allieve e allievi a toni civili, a toni rispettosi. Mi impegno, nel mio lavoro giornaliero, anche ora nel mio ruolo di Presidente del Consiglio di Stato, a promuovere un linguaggio e toni improntati al rispetto. Vi sono davvero grata se potete fare altrettanto. Favorendo la cura delle parole, che vuol dire cura dell’altro e di sé stessi e del vivere civile.

Ne approfitto per ringraziarvi per il prezioso lavoro che fate ogni giorno nelle nostre scuole. Vi prego di estendere questi ringraziamenti a tutto il personale scolastico delle vostre sedi. Con i miei auguri di un nuovo anno scolastico gratificante e arricchente.

Ringrazio naturalmente le colleghe e i colleghi della Divisione della scuola per l’organizzazione di questo momento, nonché le signore Sara Giulivi, Antonella Astolfi, Susanna Sancassani e il signor Daniele Dell’Agnola, che interverranno più avanti e che porteranno sicuramente dei contributi molto interessanti per alimentare le nostre riflessioni.

Vi auguro un ottimo proseguimento dei lavori.