Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Discorso
Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
19 settembre 2026
Saluto della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti 25esimo anniversario degli Archivi Donne Ticino, Massagno, 19.09.2026
- Fa stato il discorso orale -
Gentile Presidente,
care e cari rappresentanti dell’Associazione Archivi Donne Ticino,
gentili ospiti,
care e cari presenti,
è un grande piacere essere qui oggi per celebrare insieme un traguardo importante: il venticinquesimo anniversario di Archivi Donne Ticino. Un anniversario come questo invita a guardare al cammino percorso. Ma è anche un’occasione per fermarsi a riflettere su una domanda che riguarda tutte e tutti noi: chi entra nella memoria di una società e chi rischia invece di rimanerne fuori?
La storia che conosciamo è stata costruita nel tempo attraverso le testimonianze, i documenti e le prospettive che sono state considerate più importanti. È una storia che dobbiamo conoscere, ma che possiamo continuare a interrogare e ad arricchire, dando spazio anche a esperienze e a voci che, per ragioni storiche, sociali o culturali, sono rimaste ai margini.
Questo vale certamente per le donne, ma non soltanto per loro. Dare spazio a queste voci non significa sostituire una storia con un’altra, ma restituire alla nostra società un’immagine più completa e più complessa di sé stessa.
È proprio qui che il lavoro di Archivi Donne Ticino assume un valore particolare. In questi venticinque anni avete dato un nome, un volto e una collocazione a tante esperienze che rischiavano di disperdersi o di perdersi. Avete contribuito a mostrare che la vita quotidiana, il lavoro di cura, l’impegno associativo, professionale, politico e culturale delle donne fanno parte a tutti gli effetti della Storia del nostro Cantone.
È un tema al quale mi sento personalmente molto vicina. Il riconoscimento del ruolo delle donne nella nostra società ha sempre rappresentato per me una questione importante. E credo sia prezioso poter incontrare, attraverso il lavoro di Archivi Donne Ticino, le figure che hanno lasciato un segno pubblico e al tempo stesso le tante donne che hanno contribuito, spesso senza grande visibilità, a costruire la società nella quale viviamo.
In questi anni questo patrimonio è cresciuto attraverso iniziative quali Tracce di Donne, i Quaderni Archivi Donne Ticino, la biblioteca e le numerose attività rivolte alla ricerca e alla cittadinanza.
Ma c’è un altro aspetto che considero particolarmente importante: questo patrimonio non deve rimanere tra gli scaffali. Deve poter incontrare le persone.
Per questo è significativo il rapporto costruito con il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport – che ho l’onore di dirigere – e con le scuole, attraverso conferenze, visite, interventi e attività di mediazione culturale. Portare queste testimonianze nelle aule significa offrire alle ragazze e ai ragazzi la possibilità di confrontarsi direttamente con il passato, di porsi domande e di scoprire che la società nella quale viviamo è il risultato di tanti percorsi, anche di quelli che per molto tempo sono rimasti meno visibili.
È così che un archivio diventa uno spazio di cultura e di educazione: raccoglie, approfondisce, custodisce e al contempo mette in movimento, dà vita a ciò che conserva.
C’è un pensiero che trovo particolarmente significativo in occasione di questo anniversario: gli archivi del futuro – e il futuro stesso – si costruiscono nel presente. Ciò che oggi scegliamo di custodire e di rendere accessibile determinerà, domani, quali storie potranno essere raccontate e quali voci potranno essere ascoltate.
Desidero allora ringraziare chi ha fondato Archivi Donne Ticino, chi ne ha raccolto il testimone e tutte le persone che, in questi venticinque anni, hanno dedicato tempo, competenze e passione a questo progetto.
Grazie per aver dato valore a tante storie, tanti percorsi, tanti vissuti e per aver contribuito a farli entrare nel patrimonio condiviso del nostro Cantone.
L’augurio è che possiate continuare ancora a lungo questo lavoro, con la stessa attenzione, passione e cura, e con la capacità di trasformare i frutti delle vostre ricerche e del vostro impegno in qualcosa che parla alla comunità di oggi e a quelle che verranno.
Perché attraverso le storie delle donne conosciamo meglio le donne che ci hanno precedute. Ma scopriamo anche, un po’ meglio, noi stessi e noi stessi, la società in cui viviamo e quella a cui aneliamo – e per la quale vogliamo impegnarci – per il futuro.




