Vai al contenuto principale Vai alla ricerca

ANTEPRIMA

Discorso

Dipartimento delle istituzioni

28 febbraio 2025

Intervento del Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della presentazione di “Re:Spiri. Cartografia della diversità religiosa e sprituale del Canton Ticino”

Discorso


- Fa stato il discorso orale -  

Signora Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato, direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport
Signora Daria Lepori, seconda vice-presidente del Gran Consiglio
Signor René Roux, Rettore della Facoltà di teologia di Lugano
Mons. vescovo Alain de Raemy, Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano Rappresentanti delle comunità religiose del Ticino
Signor Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento delle istituzioni
Signora Michela Trisconi, delegata cantonale all’integrazione degli stranieri
Signora Tatiana Roveri, coautrice del progetto RE:SPIRI
Signore e signori relatrici e relatori
Gentili signore e signori,

è un piacere porgervi il mio saluto in occasione di questa conferenza, dedicata alla presentazione della prima mappatura dei luoghi di culto del Cantone Ticino.

Un progetto ambizioso, promosso dal Dipartimento delle istituzioni e avviato nell'aprile 2022 su impulso del Servizio per l'integrazione degli stranieri (SIS). Un lavoro reso possibile grazie all'impegno della signora Tatiana Roveri, attualmente collaboratrice scientifica del SIS, coadiuvata dall’équipe del Centro intercantonale d’informazione sulle credenze di Ginevra.  

Un progetto di valore storico e sociale
I risultati che vi saranno illustrati oggi sono di grande rilevanza sotto molteplici aspetti. Innanzitutto, questa mappatura si inserisce nella tradizione svizzera della cartografia, risalente alla storica Carta Dufour (1845-1865), la prima rappresentazione accurata del territorio nazionale. Proprio come allora, l'obiettivo era quello di offrire la prima carta geomorfologica e topografica della Confederazione, che sapesse dare un’immagine di unità del giovane Stato federale accennando appena ai confini cantonali. Oggi, con la cartografia della diversità religiosa RE:SPIRI, il Ticino si unisce ad altri quattro cantoni (Lucerna, Ginevra, Vaud e Berna) nel documentare e valorizzare la presenza delle comunità religiose al loro interno.  

RE:SPIRI ci consegna una fotografia della diversità religiosa cantonale. Integra le più recenti riflessioni in sociologia delle religioni e ha da oggi una dimensione interattiva, che faciliterà l’aggiornamento costante delle informazioni, rilevando i mutamenti nel paesaggio religioso e spirituale ticinese.   Cartografare non è soltanto un esercizio tecnico, ma un'opportunità per approfondire la conoscenza e la comprensione della diversità religiosa nel nostro Cantone. Non si tratta solo di identificare i luoghi di culto, ma anche di esplorarne la storia, la distribuzione geografica e le caratteristiche architettoniche. L’analisi di questa presenza, confluita in un numero speciale dell’Annuario di Storia religiosa della Svizzera italiana, realizzato con il sostegno della Facoltà di Teologia di Lugano, che ne è l’editore, è una preziosa fonte di informazioni sulla realtà religiosa e spirituale ticinese e sulla sua composizione plurale. Si tratta di una documentazione estremamente rilevante per la popolazione e per le istituzioni, che hanno il compito di sviluppare delle politiche di gestione della diversità religiosa.

Perché la religione interroga le istituzioni?
Il tema della religione solleva questioni fondamentali per le autorità politiche, poiché si intreccia con diversi ambiti della vita sociale, culturale e giuridica. La laicità dello Stato, la libertà religiosa e la coesione sociale sono principi che necessitano di un equilibrio attento.   Il diritto alla libertà religiosa è ancorato all’interno della Costituzione federale (art. 15) e ripreso nella Costituzione cantonale. La gestione specifica delle relazioni tra Stato e comunità religiose è di competenza dei singoli Cantoni, che adottano autonomamente politiche pubbliche relative a questo tipo di diversità. La diversità religiosa, infatti, pone interrogativi sulla sua gestione su più livelli, specialmente nei periodi di crisi. Lo abbiamo visto chiaramente durante la pandemia di COVID-19, quando le misure di distanziamento hanno richiesto alle comunità religiose strategie di adattamento. In Ticino, questo è stato possibile anche grazie alla rete di contatti sviluppata con il primo Repertorio delle Religioni del 2007, curato da Michela Trisconi, che ha permesso di gestire le misure sanitarie legate alle celebrazioni e ai funerali. Questo difficile periodo ci ha anche resi ancora più consapevoli dell'importanza di mantenere un dialogo aperto e costruttivo con le comunità religiose presenti sul nostro territorio.  

Il valore della mappatura per la coesione sociale
In tal senso la mappatura dei luoghi di culto è un vero e proprio strumento di politica pubblica. Permette infatti di:

  • Dare visibilità alla pluralità religiosa, evitando che alcune comunità rimangano invisibili o marginalizzate.
  • Favorire il dialogo interculturale e interreligioso, riducendo le tensioni e promuovendo il rispetto reciproco.
  • Identificare eventuali situazioni di conflitto o discriminazione, consentendo alle autorità di intervenire con politiche adeguate.
  • Rendere consapevoli gli enti pubblici su questioni di società come ad esempio l'assistenza spirituale nelle carceri e in altre istituzioni come gli ospedali, e l’esercito svizzero, o sulla regolamentazione dei luoghi di culto e di sepoltura.
  • Riconoscere il contributo delle comunità religiose e spirituale alla società tutta, penso ad esempio alle numerose attività socio-culturali proposte dalle comunità.
  • Rafforzare la fiducia nelle istituzioni, dimostrando attenzione all'inclusione e alla diversità.

Le istituzioni, conoscendo la distribuzione e i bisogni specifici delle comunità religiose, possono dialogare meglio con loro, favorendo la partecipazione attiva alla vita pubblica e rafforzando il senso di appartenenza alla società. Inoltre, una mappatura aggiornata e accessibile consente di monitorare l'evoluzione della diversità religiosa.  

Conclusioni
Se dal punto di vista del Dipartimento delle istituzioni, le comunità religiose sono attori importanti della coesione sociale, il mio auspicio è che le competenze acquisite con la ricerca RESPIRI, siano valorizzate anche dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, tema che verrà approfondito dalla mia collega Marina Carobbio.  

Per questi motivi, a nome del Consiglio di Stato e del Dipartimento delle istituzioni, desidero ringraziare tutte e tutti coloro che hanno contribuito a questo importante lavoro: le ricercatrici e i ricercatori, e tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questa mappatura. Il vostro impegno è un contributo prezioso per la costruzione di una società più consapevole, inclusiva e coesa.  

Grazie per la vostra attenzione.