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Attualità

- Prima di partire informa della tua escursione e lascia le indicazioni del percorso 
- Comunica ai guardiani delle capanne il tuo itinerario e chiedi consigli sul percorso
- Scrivi sempre il tuo itinerario sul “libro di capanna” e sul “libro di vetta”
- Avvisa in capanna se sei in ritardo

Applicazioni che monitorano la tua posizione
Configurale correttamente abilitando i famigliari alla visione della tua posizione (ad esempio: applicazione “Rega”, applicazione “Dov’è”, “localizza un cellulare”).
Esistono sul mercato dei dispositivi tascabili che indicano sempre la tua posizione e grazie al GPS e alla rete satellitare inviano le tue coordinate sia su base spontanea
che a cadenza regolare. In caso di bisogno i soccorritori sanno dove trovarti.

Tel. 112 SOS
Emergenza internazionale. Funziona anche all’estero (o se il telefono dalla Svizzera aggancia un operatore estero) e anche se la carta SIM o il telefono sono bloccati.
In Svizzera digitando “112” si viene automaticamente deviati sulla polizia.

Tel. 1414 REGA (per chiamate dalla Svizzera)
In via eccezionale, nel caso di copertura di rete limitata, si può provare a inviare un SMS alla REGA al “1414”

Tel. 117 POLIZIA (per chiamate dalla Svizzera)
Se il telefono aggancia un operatore estero (in montagna capita spesso) il “1414” e il “117” non funzionano, dunque usare il “112”

Radio di soccorso
La radio permette di chiamare i soccorsi anche in assenza di copertura di rete (per la REGA canale 161.300 MHZ)

- Non mettere il telefono in modalità “aereo” in caso di difficoltà o emergenza: i soccorritori non avrebbero la possibilità di localizzarti
- Carica il telefono ad ogni possibilità, eventualmente porta una batteria esterna di riserva
- Non fare troppo affidamento sul telefono in montagna perché la ricezione è spesso assente

- Pianifica l’itinerario in base alle condizioni meteo
- Verifica l’evoluzione durante la giornata
- Chiedi informazioni a chi conosce bene la regione (guardiani delle capanne)

Ricorda
- Il vento abbassa notevolmente la temperatura percepita
- Ogni 1’000 m di dislivello si verifica una variazione di circa 6°C

www.meteosvizzera.ch

APP MeteoSwiss

In primavera
- Presenza di neve anche a quote relativamente basse, specialmente nelle zone poco soleggiate
- Presenza di ghiaccio dove c’è acqua; con vento da nord si possono avere temperature ancora invernali
- Torrenti facilmente attraversabili al mattino, nel pomeriggio si potrebbero ingrossare rendendo difficile l’attraversamento (vale per tarda primavera)

In primavera ed estate
- Rischio di rovesci o temporali che potrebbero svilupparsi rapidamente. Fenomeni spesso pomeridiani, dunque sfruttare bene le ore del mattino
- Con il terreno bagnato, la difficoltà di un percorso possono cambiare, in particolare lungo tratte ripide e su rocce “piodate”

In estate
- Con temporali la temperatura in alta montagna può calare in modo molto marcato

In autunno
- I versanti all’ombra sono spesso umidi rendendo più scivoloso il terreno; anche dopo le precipitazioni il terreno impiega molto tempo ad asciugare
- Possibile presenza di ghiaccio già a 1’800-2’200 metri; i tratti esposti a nord possono essere ghiacciati anche durante il giorno.
- Le foglie secche sui sentieri possono provocare cadute e scivolate; possono anche nascondere la marcatura del sentiero

APP REGA
Rega (allarme con l’invio delle coordinate)
Rileva la posizione, allarme funzionante anche all’estero, invio SMS con scarsa copertura di rete

Allarme
Con invio della posizione (coordinate) alla centrale Rega

Test di allarme
Utile per testare se l’applicazione è installata in modo corretto, ma anche per verificare il funzionamento in un determinato luogo

Rilevamento della posizione
Condivisione della propria posizione e del percorso fatto con Rega e contatti a scelta. 
Questa funzione permette alla Rega, in caso di mancato rientro a casa, di ricostruire l’itinerario seguito fino al momento della copertura di rete. 
Inoltre, le persone con cui avete condiviso la posizione possono vedere in tempo reale dove vi trovate

Impostazioni smartphone
Dovete attivare “consenti di accedere alla posizione” su “sempre”.
Durante l’istallazione dell’applicazione vi verrà chiesto di salvare i numeri della Rega nella vostra rubrica. È importante farlo per poter capire chi vi sta chiamando. 
Scaricate da App Store per I-Phone o da Google Play per Android l’ultima versione 

Non portare il tuo cane durante le escursioni che attraversano pascoli protetti da cani da protezione delle greggi.

Se ti ritrovi con il cane in un gregge protetto:
- Tieni il cane al guinzaglio
- Non attraversare un gregge protetto con il cane
- Aggira il gregge protetto passando il più lontano possibile
- In caso di dubbi, torna indietro

Mantieni più distanza
possibile tra te ed il gregge.
Non spaventare e non fare scappare le pecore, le capre o i cani da protezione.
Se non vedi i cani da protezione, fatti riconoscere parlando.

Non correre!!
Mantieni la calma e muoviti lentamente.

Scendi dalla bicicletta e spingila.

Sulle carte topografiche digitali (Swisstopo, Svizzeramobile) sono indicati i luoghi con la presenza di cani da protezione delle greggi (cliccando sopra la zona sulla carta appare il contatto del pastore utile per sapere dove si trovano i cani).

Partecipa al sondaggio per capire quanto conosci la montagna e alcuni comportamenti virtuosi che possono ridurre il rischio di infortuni e incidenti.
I risultati online e cartacei raccolti durante l’attività di prevenzione svolta sul terreno serviranno a definire i contenuti prioritari delle prossime campagne.
Grazie della collaborazione.

Sondaggio

- Scegli la struttura adatta alle tue capacità
- Verifica se è aperta e custodita
- Riserva sempre il pernottamento
- Avvisa se rinunci o sei in ritardo: i guardiani ti aspettano e non vedendoti arrivare potrebbero allarmare i soccorsi

Capanne in Ticino: www.capanneti.ch 
Capanne in Svizzera: www.sac-cas.ch/huetten

In primavera
- Presenza di neve anche a quote relativamente basse, specialmente nelle zone poco soleggiate
- Presenza di ghiaccio dove c’è acqua; con vento da nord si possono avere temperature ancora invernali
- Torrenti facilmente attraversabili al mattino, nel pomeriggio si potrebbero ingrossare rendendo difficile l’attraversamento (vale per tarda primavera)

In primavera ed estate
- Rischio di rovesci o temporali che potrebbero svilupparsi rapidamente. Fenomeni spesso pomeridiani, dunque sfruttare bene le ore del mattino
- Con il terreno bagnato, la difficoltà di un percorso possono cambiare, in particolare lungo tratte ripide e su rocce “piodate”

In estate
- Con temporali la temperatura in alta montagna può calare in modo molto marcato

In autunno
- I versanti all’ombra sono spesso umidi rendendo più scivoloso il terreno; anche dopo le precipitazioni il terreno impiega molto tempo ad asciugare
- Possibile presenza di ghiaccio già a 1’800-2’200 metri; i tratti esposti a nord possono essere ghiacciati anche durante il giorno.
- Le foglie secche sui sentieri possono provocare cadute e scivolate; possono anche nascondere la marcatura del sentiero

Oltre alle carte topografiche digitali porta sempre una versione cartacea da utilizzare se il telefono e il  GPS non funzionano (batteria, rete, guasti,…)
Pianifica bene la gita: i siti internet e le applicazioni presentano molte possibilità per visionare sentieri, tracciare itinerari, conoscere i tratti sbarrati e per calcolare le distanze, i tempi di percorrenza, i dislivelli e la possibile presenza di cani da protezione delle greggi 

Ricorda di scaricare le carte prima di partire (quelle presenti nelle applicazioni sono consultabili solo con la copertura di rete)

www.map.geo.admin.ch

www.svizzeramobile.ch

APP Swisstopo

APP SvizzeraMobile

- Consulta i “libri–guida” oppure i siti internet che descrivono gli itinerari con i gradi di difficoltà dei sentieri
- Informati sempre da fonti ufficiali: i social media e i siti internet non professionali possono contenere informazioni soggettive, a volte, non corrette
- Stampa la descrizione dell’itinerario e portala con te

Per il calcolo dei tempi
15 min = + 100 m dislivello
15 min = – 200 m dislivello
15 min = 1 Km distanza orizzontale

www.sac-cas.ch

- Giacca a vento antipioggia
- Maglione caldo
- Berretto e guanti
- Farmacia
- Telo termico
- Lampada frontale
- Cibo, bevande
- Occhiali da sole
- Crema solare
- Carta topografica cartacea
- Telefono con scaricata:

App Rega
App Meteo
App Swisstopo e SvizzeraMobile

www.trekking-sicuro.ch

www.trekking-sicuro.ch
- Checklist pianificazione
- Lista equipaggiamento
- Autovalutazione forma fisica

www.sentieri-svizzeri.ch
- Carte e stato dei sentieri
- Cosa fare in caso di temporali, caduta sassi, neve e ghiaccio sul sentiero
- Cani protezione greggi, vacche nutrici

www.ticinosentieri.ch
- Rete cantonale dei sentieri
- Segnalazione di problemi sui sentieri (scoscendimenti, alberi caduti, ...)

www.montagnesicure.ch
- Consigli sulla sicurezza

Non toccare i vitelli
Le madri tengono sempre sotto controllo i piccoli e in caso di pericolo possono reagire violentemente.

Mantieni una certa distanza dai bovini per non infastidirli. 
In ogni caso, supera gli animali con calma.

Tieni il tuo cane al guinzaglio, supera i bovini con calma e a distanza ed evita il contatto diretto con la mandria.

Itinerari, segnaletica e difficoltà
- Scegli un percorso adeguato alle tue reali capacità, in particolare se utilizzi una E-bike
- Consulta le applicazioni e i siti internet che descrivono itinerari con tracce, difficoltà, chilometraggio e dislivello
- Segui la segnaletica rossa e i segnali di conferma sul tracciato
- Presta attenzione ai cartelli che segnalano dove occorre prudenza
- Se hai dubbi, fatti accompagnare da un esperto o da una guida MTB

Abbigliamento
Casco, guanti, ginocchiere e gomitiere (molto consigliate) 
App: SvizzeraMobile, MeteoSvizzera, Rega, … e il necessario per il primo soccorso e le piccole riparazioni

Convivenza, rispetto e codice MTB
Spesso i percorsi MTB transitano su sentieri utilizzati anche dagli escursionisti. Occorre rispetto e tolleranza per una sana convivenza. Fatti sentire per tempo dagli altri utenti (salutando, campanello) e ricorda che chi va a piedi
ha la precedenza 

Sicurezza e formazione
La mountain bike è un’attività dove l’esperienza e le doti tecniche giocano un ruolo importante per la sicurezza!
Per ridurre il rischio di incidenti, migliora le tue capacità tecniche allenandoti o seguendo corsi specifici con istruttori qualificati.
 

T1 - Escursione

Sentiero, Terreno
Sentiero ben tracciato; se segnalato secondo norme FSS: giallo.
Terreno pianeggiante o poco inclinato, senza pericolo di cadute esposte.

Requisiti
Nessuno, anche con scarpe da ginnastica.
Orientamento facile, percorribile anche senza cartina topografica.

Esempi
Strada Alta Leventina Vie normali alle capanne Pairolo, Cadagno, Adula CAS.

 

T2 - Escursione di montagna

Sentiero, Terreno
Sentiero con tracciato evidente e salite regolari.
Se segnalato secondo norme FSS: bianco-rosso-bianco.
Terreno talvolta ripido, pericolo di cadute esposte non escluso.

Requisiti
Passo sicuro, scarponcini da trekking consigliati.
Capacità elementari d'orientamento.

Esempi
Vie normali alle capanne Cristallina, Piansecco, Alzasca, Traversata del Passo Campolungo.

 

T3 - Escursione di montagna impegnativa

Sentiero, Terreno
Di regola traccia visibile sul terreno, passaggi esposti possono essere assicurati con corde o catene, eventualmente bisogna servirsi delle mani per l'equilibrio.
Se segnalato secondo norme FSS: bianco-rosso-bianco.
Singoli passaggi con pericolo di cadute esposte, pietraie, versanti erbosi senza traccia con roccette.

Requisiti
Passo sicuro, buoni scarponi da trekking.
Discrete capacità d'orientamento.
Conoscenze base dell'ambiente alpino.

Esempi
Pizzo Centrale dal S. Gottardo, Pizzo di Vogorno dalla capanna Borgna, Pizzo di Claro dal Lago di Canee, Passo Laghetto dalla capanna Quarnei, Gridone dalla capanna Al Legn.

 

T4 - Itinerario alpino

Sentiero, Terreno
Sentiero non sempre individuabile, itinerario a tratti senza tracciato, talvolta bisogna servirsi delle mani per la progressione.
Se segnalato secondo norme FSS: bianco-blu-bianco.
Terreno abbastanza esposto, pendii erbosi delicati, versanti erbosi cosparsi di roccette, facili ghiacciai senza neve.

Requisiti
Dimestichezza con terreni esposti, scarponi da trekking robusti.
Buone capacità d'orientamento e di valutazione del terreno.
Conoscenze dell'ambiente alpino.

Esempi
Cima dell'Uomo dalla capanna Albagno, Via normale al Sassariente, Piz Terri dalla capanna.
Motterascio, Passo del Piatto dalla capanna Cognora.

 

T5 - Itinerario alpino impegnativo

Sentiero, Terreno
Spesso senza traccia, singoli facili passaggi d'arrampicata fino al secondo grado.
Se segnalato secondo norme FSS: bianco-blu-bianco.
Terreno esposto e impegnativo, ripidi, versanti erbosi cosparsi di roccette, ghiacciai e nevai poco pericolosi.

Requisiti
Scarponi da montagna.
Ottime capacità d'orientamento e sicurezza nella valutazione del terreno.
Buone conoscenze dell'ambiente alpino e conoscenze base dell'impiego di piccozza e corda.

Esempi
Pizzo Campo Tencia dalla capanna Campo Tencia, Torent Basso dal Passo del Mauro, Sasso Grande (Denti della Vecchia), Pizzo di Claro da sud («via Lumino»).

 

T6 - Itinerario alpino difficile

Sentiero, Terreno
Generalmente senza traccia, passaggi d'arrampicata fino al II. Grado. Di regola non segnalato.
Terreno spesso molto esposto, versanti erbosi e rocciosi molto delicati, ghiacciai con rischio di slittamento.

Requisiti
Eccellenti capacità d'orientamento. Ottime conoscenze dell'ambiente alpino e dimestichezza nell'uso di materiale tecnico d'alpinismo.

Esempi
Via Alta della Verzasca.

Domenica 30 gennaio 2022 la Colonna di soccorso della SAT Lucomagno, in collaborazione con Montagne sicure, ha organizzato nella regione del Lucomagno una giornata sul tema nivologia e valanghe aperta a tutta la popolazione (livello base).

Dopo questa giornata, eccovi lo spunto e la riflessione del capo colonna Stefano Scapozza che ha voluto presentare pubblicamente uno scenario probabile, di quello che succede dal momento preciso in cui suona il pager (dispositivo di mobilitazione), e quindi le problematiche cui deve far fronte il capo intervento, correlate alla speranza di vita di una o più persone travolte da una valanga.

La Redazione

 

È inverno, una splendida giornata. L’ultima nevicata è caduta tre giorni fa. Sto facendo un verbale di intervento valanga. 15:15 suona il pager della stazione di soccorso di Olivone. Penso subito a cosa può essere successo. Leggo sul pager, “Allarme stazione 9.02, valanga“. L’adrenalina mi sale a mille, in uno stato di agitazione prendo contatto con la centrale operativa della Rega. Un’operatrice, in un italiano un po’ precario mi dice: “Tre sepolti in zona la Biancia”. Prendo nota delle coordinate, annoto il numero di telefono di chi ha dato l’allarme e dò uno sguardo alla cartina. Verificati i dati, esclamo: “Zona la Bianca, non la Biancia!”. Lei mi risponde: “Sì giusto, la Banca”. Lei, sempre con voce gentile, mi spiega che Rega 6 (base Rega Locarno) e un elicottero commerciale sono già stati allarmati. L’elicottero commerciale ha il compito di recuperare il conducente cane da valanga di picchetto con il proprio cane. Il punto di ritrovo per lui è Isone. Per Rega 6 invece il punto di ritrovo per recuperare il Soccorritore è il piazzale d’atterraggio a Scona, appena sopra al ristorante Arcobaleno. Decido di scrivere nella chat WhatsApp “Colonna di Soccorso”: “A tutti i soccorritori, allarme valanga, ritrovo magazzino colonna il più presto possibile“. In tutta fretta mi cambio, indosso la tuta, il cellulare sta già squillando, ma non rispondo, ora non ho tempo: devo prepararmi prima che arrivi l’elicottero. Scendo al piano di sotto, indosso l’Artva, la giacca e prendo il sacco di primo intervento già pronto. La pala e la sonda sono già all’interno dall’inizio della stagione invernale. Salgo in auto, il cellulare continua a squillare. Per fortuna il bluetooth dell’auto mi dà una mano, rispondo e “Ciao Tifu, cos’è successo?” È un soccorritore che vuole rendersi utile. Gli spiego brevemente cosa è successo e lui mi dice di trovarsi a Chiasso. Diventa subito chiaro che non potrà rendersi utile in breve tempo… Mi dirigo al punto di ritrovo Rega 6. Il cellulare suona di nuovo, rispondo. Per mia fortuna è un soccorritore che si trova in zona. Gli dò una breve delucidazione di cosa è successo e gli affido il compito di gestire gli altri soccorritori che arriveranno – spero – per dare una mano e di preparare tutto il materiale per un intervento in valanga. Mentre sono ancora al telefono sento sotto un’altra chiamata. La ignoro. Dall’allarme sono già trascorsi 8 minuti. Sto aspettando l’elicottero, in quel momento mi scorrono davanti agli occhi tutti i corsi fatti su come gestire un intervento da valanga e cosa fare. Nel frattempo arriva l’elicottero, sono già trascorsi 12 minuti dall’allarme. Salgo sull’elicottero. Non succede spesso. In tutta onestà per me è la pima volta che volo con la Rega: tutti gli altri interventi ai quali ho partecipato erano sempre con condizioni meteo che non permettevano agli elicotteri di volare.

Mentre ci dirigiamo sul posto mi ricordo che ho in tasca una check-list valanghe. La sfoglio per aiutarmi a ricordare cosa dovrò fare una volta sul posto e controllare se quanto andava fatto finora l’ho fatto. Sorvoliamo la valanga, la zona dall’alto sembra sicura, decido che posso farli atterrare. Si vedono tre persone che scavano. Mostro al pilota dove vorrei essere lasciato, scendo dall’elicottero e mi dirigo verso le tre persone. Nel frattempo, annoto che sono le 15:30. Arrivato finalmente sul posto, il sepolto sospira e dopo un paio di secondi parla. Dai suoi occhi si vede che è felice di vivere. Ha freddo, ma dice di star bene. Ne approfitto per raccogliere più informazioni e ricostruire l’accaduto.

Mentre parlo con i malcapitati suona il cellulare: è il soccorritore incaricato di gestire gli uomini e di preparare il materiale. Rispondo, mi dice che lui e un altro soccorritore sono in magazzino a Olivone pronti a partire e mi chiede: “Dov’è il punto di ritrovo con l’elicottero?” Con calma spiego che è tutto a posto, gli racconto quanto è successo: quattro persone, due sepolti nella valanga. Tutti dotati di Artva, pala e sonda. Dopo che è scesa la valanga i due compagni non travolti incominciano la ricerca, scrutano la superficie in cerca di indizi e vedono sporgere una gamba con lo scarpone. Accorrono e in poco tempo disseppelliscono il loro compagno. In tre stano bene, ma all’appello manca il quarto. Con sangue freddo uno dei tre incomincia una ricerca di superficie con l’Artva, trova un segnale, lo segue e lo localizza. Toglie la sonda dal sacco e comincia a sondare a chiocciola, come gli è stato insegnato al corso. Dalla sonda percepisce qualcosa di strano e grida: “L’ho trovato!“ Gli altri due accorrono per dare una mano a diseppellire il compagno, utilizzano la tecnica a U come visto e provato al corso, scavano, trovano una mano, poi il braccio, nel frattempo arrivo io con l’elicottero, scavano e scavano fino arrivare alla testa e a quel punto vedono la scena più bella della giornata: il compagno che sospira e che sta bene.

Penso che quella sospirata me la ricorderò a vita… guardo l’orologio, controllo, sono le 15:32, e qui rifletto…..15 minuti è il tempo che ho impiegato ad arrivare sulla valanga. Nei primi 15 minuti un sepolto in valanga ha il 92% di possibilità di sopravvivere (se ha la fortuna che le vie aeree sono rimaste libere e non ha subito traumi importanti. Dopo ulteriori 15 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono scese al 45%. Ogni minuto che trascorre statisticamente fa calare la probabilità di sopravvivenza di un ulteriore 1%. Quindi, dopo tre quarti d’ora si riducono al 15%. Per fortuna, mi dico, che i quattro amici avevano tutta l’attrezzatura necessaria e avevano seguito un corso su come utilizzarla e per fortuna che si erano esercitati per un’eventuale valanga, con l’idea che a loro non sarebbe mai capitato nulla, ma che forse un domani potevano essere utili a qualcun altro. 15 minuti è il tempo che si ha per dare al proprio compagno una speranza di vita e…15 minuti è stato il tempo per avere la prima squadra di professionisti con l’elicottero Rega sul posto che può iniziare la ricerca sia da terra sia dall’elicottero e iniziare a disseppellire le persone travolte. Per noi forze di soccorso, le operazioni su valanga sono sempre una sfida, perché sono una corsa contro il tempo in cui ogni secondo conta per le vittime sepolte.

Di Stefano Scapozza

Tratto dalla rivista Voce di Blenio, n. 3, marzo 2022

La tendenza è chiara: le nostre montagne saranno sempre più frequentate da escursionisti sulla neve e da coloro che praticano lo sport lungo le piste, ma anche da chi ama il “fuori pista”. 

Non tutti però sono profondi conoscitori del contesto alpino e non tutti sono sportivi d’élite. Grazie al prezioso aiuto di alcuni esperti del settore, questo libretto fornisce informazioni utili pensando a un vasto pubblico.  

L’auspicio è che questa pubblicazione serva ad accrescere le conoscenze di base e soprattutto a ridurre gli indicenti e gli infortuni.

Sono soltanto una decina (su 40) le capanne custodite durante la stagione invernale e primaverile.

Nelle strutture senza custode l’ingresso potrebbe essere impedito!

Inoltre, qualora fosse possibile accedere alla struttura, non è garantita la disponibilità di acqua, di cibo e neppure la possibilità di ricaricare lo smartphone.

È quindi meglio informarsi dal custode prima di recarsi in capanna.

www.capanneti.ch (Capanne in Ticino)

www.sac-cas.ch/huetten (Capanne in Svizzera)

Pianifica l’itinerario a seconda delle condizioni meteorologiche e nivologiche senza perdere di vista l’evoluzione delle condizioni durante la giornata.

Se la previsione meteo indica “bel tempo a sud e brutto al nord”, nelle vallate settentrionali del Ticino (Bedretto, Lucomagno, …) potrebbe nevicare, esserci nebbia oppure soffiare il vento.

Inoltre, verifica sempre la temperatura in quota poiché potrebbe calare di molto (nei bollettini invernali è indicata quella a 2’000 metri).

Ricorda:

  • Il vento abbassa notevolmente la temperatura percepita
  • Ogni 1’000 m di dislivello si verifica una variazione di circa 6°C (10° con vento)

www.meteosvizzera.ch

APP MeteoSwiss

Importante strumento per chi pratica, in particolare, lo sport “fuori pista”. Contiene informazioni sulle condizioni della neve e delle valanghe nelle Alpi svizzere.

Si tratta di una previsione che descrive la situazione valanghe per una certa regione e non per i singoli pendii.

Al pericolo di valanghe viene attribuito un grado di pericolo su una scala che va da 1 a 5 (da debole a molto forte).

Scegli la regione geografica dell’escursione, leggi attentamente il testo descrittivo e osserva tutte le icone che indicano i pendii e le quote pericolose.

www.slf.ch (Istituto per lo studio della neve e delle valanghe)

APP White Risk (Bollettino valanghe e dati nivo-meteorologici)

Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buono stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri e i boschi. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta: gialla per i sentieri escursionistici, gialla con punta bianco - rosso - bianco per i sentieri di montagna e blu con punta bianco - blu - bianco per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità, sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare.

Adattare l’attrezzatura alle condizioni

Prima dell’escursione consultare il bollettino meteo per evitare il maltempo. È estremamente importante scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).

Prestare attenzione al ritmo

Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.

Concedersi delle pause

Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.

Fare attenzione ai bambini

In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.

In caso di infortunio

Contattare il 117 o il 112 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica e infine lasciare libero il telefono.

Fresco di stampa un libretto piccolo di formato, ma grande per le informazioni e i consigli contenuti.

Un promemoria utile per tutti coloro che si recano in montagna e vogliono farlo in sicurezza.

Realizzato da Massimo Gabuzzi di www.capanneti.ch e Franca Caiocca Demarchi (Commissione Montagne sicure) in collaborazione con il progetto di prevenzione Montagne sicure.

In distribuzione nelle capanne alpine ticinesi.

Dipartimento delle istituzioni
Campagna di prevenzione Montagne sicure

Montagne sicure
c/o Direzione del Dipartimento delle istituzioni

Piazza Governo 7
6501 Bellinzona

tel. +41 91 814 31 29
di-montagnesicure@ti.ch

Responsabile
Sacha Gobbi

Ticino sicuro
Le campagne di prevenzione sui social