Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana

283 fALÒ fALÒPA falò, datemi la legna dell’anno passato, sennò le cataste spariscono (Colla). Cfr. anche  carnevaa, par. 3. e 4. e  Denedaa, par. 1.9.2. 2. falò, grande fuoco Pizzaa el falò, accendere il fuoco (Sementina), l’a fai un falò da tütt i sö strasc, ha fatto un falò di tutti i suoi cenci (Bellinzona), ul palâzz l’a ciapóu fögh …, ul cumǘn sénza bürò ní ragistra ní varbâl par efètt da quéll falò, il palazzo [comunale] ha preso fuoco, il comune [resta] senza ufficio né registri né verbali per effetto di quell’incendio (Leontica [7]), l’a pizzò n fögh in dro camín che l’éva n falò, ha acceso un fuoco nel camino che pareva un falò (Vaglio), légn che va sübet in un falò, legna che va subito in un falò: che prende fuoco velocemente (Sementina). – A Grancia, fuoco con cui si bruciano i prodotti della pulizia primaverile dei prati. – in generale vale anche ‘grande fiammata’. 3. Toponimi Falò, luogo presso la strada dove si accende il fuoco il primo di agosto (Arogno), promontorio (Contra), al Piégn dal falò, pianoro dove si facevano feste (Cerentino), Mött dal falò, promontorio dove si accendeva il falò (Mairengo), al Gir dal falò, zona elevata dove si accendeva il falò (Giubiasco), al Mött do falò, terrazzo dove si accendeva il falò la vigilia della Madonna del Carmelo (16 luglio) e il primo di agosto (Avegno) [8]. il gr. PhAnÓS ‘fiaccola’, che rende conto di forme come le sic. fanò‘fiaccola’ (e, a enna, ‘falò’ [9]), salent. fanòi, garganico fanòja ‘falò’, è alla base anche degli it. falò, brindisino falòi e it. ant. faloja ‘falò’ con l del gr. PhALÓS ‘lucente, bianco’ [10] e fa apparire superate le altre ipotesi etimologiche formulate attorno al termine [11]. La var. falojaaffiora diffusam. in doc. medievali come «fal(l)odia» [12], term. attestato anche in Tic. [13] e ritenuto da Serra legato allo splendore delle feste di corte [14]. nelle terre ticinesi la consuetudine di accendere un falò in occasioni di feste è documentata dal Quattrocento: «cum paglarolis et franzellis accensis ... solaziando et tripudiando ad modum falodiorumin die carnis privii Ambrosiani» (Biasca 1465 [15]). in particolare, in un doc. del 1475 si riferisce dei festeggiamenti avvenuti in Valle di Blenio per l’alleanza tra il ducato di Milano e il duca di Borgogna («falodiaet sollemnitates libenti animo fecimus» [16]), festeggiamenti che erano stati richiesti pochi giorni prima dallo stesso duca di Milano in tutto il suo dominio («commanda el ... duca ... che de questa liga ... se ne faci ogni demostratione de alegreza et che se ne faci processione tri dí continui con falodii et soni de campane, secundo è de usanza esserse facto in similibus» [17]). – Le var. della Svit. falòtt, falòcch(da confrontare forse con il savon. falögu‘falò’ [18]) e falòpp sembrano accennare, con la loro cons. occl. finale, a una forma precedente comune che potrebbe far ipotizzare una circolazione anche orale del mediev. «falodium». – Rimandano probabilmente a un altro significato, forse a quello di ‘fuoco di segnalazione’, le attestazioni solo doc. presenti negli inventari dei castelli di Mesocco e Capolago: «cazole (cfr.  cazzöla1) 4 da far falò e più raxiroli [cfr. il lev. rasiröö ‘ramo, scheggia di legno resinoso’] 77 da falò» (Mesocco 1517 [19]) e «capsa una stopinorum pro faciendo falodium» (Lugano 1470 [20]). B i b l.: CheRuB. 2.87, MOnTi 74. [1] LuRATi, Alm. 1989.8, ASV 2.186,187,189, Komm. 2.192 ss. [2] LuRATi-PinAnA245. [3] BeRTOLAzzi, Verdés 43. [4] LuCChini, GdP 28.2.1976. [5] ROSSi, il Biaschese 2005.1.7. [6] DOSi 4.186. [7] BeReTTA, Voce di Blenio 1971.2.2. [8] Mat. RTT, CAneVASCini-VASSeRe104, RTT Avegno 99. [9] Vocab.sic. 2.18. [10] ROhLfS, LGii 535. [11] ReW 6463; ViDOS, ARom. 16.269-270, PASQuALi, zRPh. 51.661-663, PRATi, Vei 410, ViDOS, Prestito 135138, DeLi2 557, nOCenTini 413; Dei 2.1589, ALeSSiO, RLiR 18.7-12. [12] Spiegata in ALeSSiO, RLiR 18.9, SeRRA, D 5.457-459. [13] GuALzATA, iD 4.306-307. [14] SeRRA, D 5.458-459. [15] BSSi 9.192. [16] Tic.duc. 2.3. 292; cfr. anche Tic.duc. 2.3.287. [17] Tic.duc. 2.3.284. [18] VPL 2.35; v. anche APROSiO 1.1.370, 2.1.451. [19] SAnTi, QGi 57.142. [20] Tic.duc. 2.2.250. Arigoni falò  fala1 FALÖLA (falla) s.m. individuo da poco, fiacco, buono a nulla (isone). Comp. di fAC, 2a pers. sing. dell’imper. di făCeRe e del sost.  óla ‘olla, vaso di terracotta’, che conosce esiti con ö- nel circ. di Giubiasco e assume, nei paraggi di isone, significati quali ‘individuo grosso, panciuto’ (Sonvico), ‘individuo caparbio, cocciuto’ (Rivera), ‘nulla’ nel sintagma un’óla (Corticiasca). non è da escludere una commistione con il sost.  löla, attestato qua e là nel Sottoceneri nel significato di ‘sciocco, babbeo’. Galfetti FALÒPA (falpa) 1. s.f. Stupidaggine, sproposito (Medeglia, Comologno); pigrizia, indolenza (Poschiavo). – 2. s.m. Chiacchierone, fanfarone, millantatore (Poschiavo). – 3. s.m. individuo vorace, ingordo (Poschiavo).

RkJQdWJsaXNoZXIy MTA1MTg=