Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana

344 FASCISTA FASLADUU lusione alla caratteristica camicia nera dei fasci di combattimento mussoliniani o dei militi volontari per la sicurezza nazionale [7]; rimane invece oscuro il riferimento del term. alla micchetta (par. 2.2.). Per il dato al par. 3., azzurro era per es. il colore del fazzoletto al collo dei balilla, ma anche della camicia indossata in Spagna dai franchisti; più in generale, nel corso dei sec. xIxe xxl’azzurro si connota come colore dei conservatori [8]. B i b l.: [1] DSS 4.693-694. [2] TETTAMANTI, Bütt 37. [3] BUSTELLI, Fiaa 69. [4] STEINMANN, Fische, tav. 45, PEDROLI-ZAUGG-kIRChhOFER, Fische 90, Paesaggio nat. 1. 304,376. [5] MARAZZI, Rom.Neap. 12.59. [6] DEI 2. 1602-1603, DELI2 563. [7] MARAZZI, Rom.Neap. 12.59. [8] PASTOUREAU, Blu 185. Petrini FASÈLA (faṡla) s.f. Fiaccola. V a r.: fasèla (S. Antonio, Arbedo-Castione, Lumino, Dalpe, Brissago, Gandria). – Do c.: «due flambi o fasele pizatte» (Roveredo Grig. 1747 [1]). Ad Arbedo-Castione le fasèll erano torce confezionate con rami di tiglio provvisti nella metà superiore di intagli entro i quali veniva inserita della resina; i ragazzi solevano dar loro fuoco accostandole al falò acceso la sera della prima domenica di Quaresima per celebrare la fine del carnevale di rito ambrosiano, facendole poi roteare nell’oscurità fra grida di allegrezza [2]; a Brissago tali fiaccole venivano approntate pestando le estremità di rami di betulla fino a separarne le fibre. – A Lumino vale anche ‘luce, riverbero, splendore’ [3]. Dal lat. FACĕLLA(M) [4], dim. di FăCE(M) ‘torcia’. Il trasl. di Lumino, già del primitivo lat., è condiviso anche dall’it. facella[5]. B i b l.: [1] QGI 65.180. [2] PELLANDINI, Arbedo 17. [3] PRONZINI 57. [4] REW3127, SALVIONI-FARé, Postille 3127. [5] BATTAGLIA5.561. Moretti FASÈLL (faṡl) s.f.pl. Nella locuz.avv. a –, a brandelli, a pezzi (Ludiano). 1. U gh’éva s na sgiüpa ca la naséva tüta a fasèll, portava una giacca tutta sbrindellata [1]. 2. Derivati sfaselass (Rovio), sfasalass (Ludiano) v. Sfibrarsi, sfasciarsi, andare a pezzi. Probabilm. da fasèla, con l’influsso della famiglia degli it. (s)fracello/ fragello, (s)fracellare/ fragellare, var. di flagello, flagellare[2], per l’idea della fiamma della fiaccola che si scompone in piccole fiammelle; cfr., per un probabile analogo collegamento, il berg. frasèla, fasèla ‘facella, fiaccola’ con i modi di dire fa ’ndà ’n frasèle ‘sfracellare, spezzare in minutissimi pezzi’ e indà ’n frasèle ‘frangersi, spezzarsi’ [3]. B i b l.: [1] GALFETTI 149. [2] TOMM.-BELL. 2.1.900, PETROCChI 1.969, DEI 3.1702, 5.3479. [3] TIRAB. 565. Moretti FASGÍN (faží) s.m. Uomo frivolo, leggero (S. Antonio). È forse un deriv. di faccs.m. ‘faggina’ o di fasgias.f. ‘id.’ < lat. FāGEU(M), FāGEA(M) [1] (fagia), term. presenti nella stessa area geografica, con l’esito del suff. -īNU(M): il fatto che i ricci contenenti i frutti del faggio si rinvengano al suolo aperti e perlopiù vuoti può avere fornito lo spunto per il valore fig. di ‘vacuo, vano’. B i b l.: [1] REW 3142, SALVIONI-FARé, Postille 3142. Petrini fasgiòla, -sgiöline fasöö FASLADUU (fažlad) s.m. Tipo di ascia munita di una punta e di una lama convessa. V a r.: fasladǘr (Isone), fasladuu(Medeglia). A Isone, è lo strumento di cui ci si serve per scavare i trogoli. Come fassǘ, che designa un attrezzo non molto dissimile, farà capo alla famiglia del lat. FŏDERE‘cavare, scavare’ e, più precisamente, potrà essere derivato dal lat. FŏSSA(M) ‘fossa, fosso, canale’. Dato che il suff. presente nella var. a lemma, equivalente all’it. -tore, si aggiunge raramente a basi nominali, va presupposta l’esistenza di un verbo virtuale [1] del tipo *foss-ol-are; dal punto di vista della fon., a- proton. da oè presente sporadicam. nella zona (v. camüdaa ‘apprestare, innescare trappole’ < COMMODāRE). Per la plausibilità del tipo ricostruito si ricorderà che, da un lato, un verbo in -āRE da FŏSSA(M) si è realizzato nel gallorom. (v. fos‘vangare’ nel Dip. dell’Isère e gli a.fr., m.fr. fosser ‘scavare’ [2]) e che, dall’altro, un dimin. FŏSSULA‘piccola fossa’ non solo ha avuto corso in lat. [3], ma si è continuato unicam. nell’italorom., in fiosso ‘parte incavata della pianta del piede; parte più stretta della scarpa vicina al calcagno’ [4]. Importante infine l’at-

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