Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana

381 FéD FéD quéll che sa créd (Mendrisio), di denaro, (giudizio) e fede, ce n’è sempre meno di quel che si crede. 7. Derivati fedascia; fadascia(Campo VMa., Russo, Gresso), fedasce (Gerra Gamb.) s.f. Fede grande, semplice, sincera, ferma. Entra in una serie di adagi che si richiamano al racconto di un pellegrino recatosi in Terra Santa il quale, avendo ricevuto l’incarico da un amico infermo di procurargli un pezzo della Santa Croce, ma essendosene dimenticato, rimediò portandogli una scheggia staccata dalla barca su cui aveva compiuto parte del viaggio di ritorno: il malato, convinto di essere in possesso della sacra reliquia, risanò: l’è mia el légn da quéla barcascia, ma l’è quéla gran fedascia, non è il legno di quella barcaccia, ma è quella gran fede: non è tanto il valore intrinseco di una persona o di una cosa, quanto quello che si attribuisce loro (Losone), varta püssée la bóna fedascia che tütt ul légn dala barcascia, è più utile la fervida fede di tutto il legno della barcaccia (Pedrinate [17]); di qui si sono sviluppate alcune variazioni: var püssée la bóna fedascia che tütt ul vin dala barcascia, val di più la fede che tutto il vino della barcaccia [= tino] (Balerna), var püssée un puu da fedascia che ul timún dala barcascia, val di più un po’ di fiducia che il timone della barcaccia (Chiasso), con un tòcch de fedascia sa fa naa la barcascia, con un poco di fiducia si fa andare la barcaccia (Carasso); – la fedascia la fa min’a ná la barcascia, la fede non fa andare avanti la barcaccia: la fede salda è importante, ma non dà pane se non si lavora (Rovio [18]). 8. Composti afè(Cavergno), aféda(Calpiogna), arafè(Leontica) inter. 1. Esprime affermazione, asseverazione, sicurezza, risolutezza (Calpiogna, Cavergno). – 2. Esprime sprezzo, sufficienza (Leontica). 1. Afè d la vòo finii maa!, di certo finirà male! (Cavergno). afedinainter. Esprime asseverazione, sicurezza, risolutezza (Maggia). fedecrispedinter. Esprime meraviglia, asseverazione, sicurezza (Mergoscia). fededina (Calpiogna, Maggia) inter. Esprime asseverazione, sicurezza, risolutezza. malaféd; malaféda (Soazza), maleféd (Gerra Gamb., Breno), melaféde (SottoP.) s.f. Malafede, slealtà, malizia. nafè inter. Esprime negazione (Cavergno). «A vött móta o badöö? Asbacch tütcós?» «nafè tütcós!», «vuoi formaggio o burro? Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro?» «niente del tutto!». scilafé (VMa., Braggio, Breg., Posch.), scilafè (Breg.) inter. 1. Esprime affermazione, asseverazione, sicurezza, risolutezza. – 2. Formula di giuramento (Brusio). senzaféd agg. e s.m. Scettico, incredulo (Villa Lug.). Dall’it. fede, che già anticam. conosceva la forma apocopata [19]. Per le forme dial. fé, fè non si esclude tuttavia una continuazione diretta dal lat. FĭDE(M) ‘fede, fiducia, fedeltà’ [20], attraverso lo stesso sviluppo che si osserva in ní < NīDU(M) ‘nido’ e  pè < PĕDE(M) ‘piede’ [21]. – Féda è una forma metaplastica, mentre la var. fédi di Brusio, per cui cfr. i riflessi di Busto Arsizio e Legnano [22], rappresenta un esito semidotto che reintegra la caduta della finale -e con una -i [23]. Fatta eccezione per Vicosoprano, la ricorrenza delle forme apocopate risulta comunque essere limitata a poche interiezioni e locuzioni, per cui v. i par. 5.1., 5.4., 8. (nel proverbio di Bondo, al par. 6.2., la riduzione sarà invece da attribuire a esigenze di rima). Le var. con -e finale si possono spiegare da fédaper assimilazione di -aalla tonica a Chironico e a Cavagnago, mentre nelle altre località di occorrenza sono da considerare dei chiari italianismi: di affioramento sporadico in Tic. e nel Moes., esse appaiono invece di larga e consolidata attestazione in Breg. [23] (anche nel comp. melaféde al par. 8.) e nel Posch., fatto che ne giustifica qui la registrazione limitatam. a queste due regioni. – Nel significato di ‘fede nuziale’, non attestato dai Mat. VSI d’inizio Novecento ma registrato da qualche fonte recente [24], il termine è un evidente italianismo, che da poco sembra essere entrato in competizione con il tipo autoctono e sett.  véra[25]. – Alla spiegazione degli adagi riportati al deriv. fedascia(par. 7.), già avanzata sotto  barca1, si può affiancarne una seconda, che si rifà all’episodio evangelico degli apostoli terrorizzati sulla barca in balia della tempesta, sedata poi da Gesù che li redarguisce per aver avuto scarsa fede (Mt 8,2327, Mc 4,35-41, Lc 8,22-25). – Quanto ai composti (par. 8.): afè corrisponde all’it. ant. affè ‘in fede, in verità’, equivalente a un a fè ‘a fede’ (e arafè a un ‘alla fede’) [26]; nella seconda parte di fedecrispede di afedina, fededina sono ravvisabili camuffamenti eufemistici rispettivam. di Cristo e di Dío3; – l’inter. cavergn. nafè‘no davvero, no di certo’, quale contrario di scilafè, è formata dall’avv. di negazione na‘no’ e si confronta con l’attestazione valtell. di Montagna nu a féda‘no e poi no, no nel modo più assoluto’ [27]; a sua volta, scilafè sorge dalla lessicalizzazione di scí, la fé ‘sì, la fede’ e, oltre a emergere nelle parlate rom., trova isolati riscontri in area valtell. e trent. [28]. B i b l.: ChERUB. 2.98-99, Giunte 83, 5.62, MONTI 390. [1] Stria 81.23. [2] Stria 81.9. [3] BERNARDI 44. [4] MAGGINETTI-LURATI 92. [5] GIACOMETTI 97. [6] Stria 46.18. [7] GIACOMETTI, Ragord 57. [8] GIACOMETTI, Cläv 94. [9] RODESINO, Semin.dial. [10] LURATI-PINANA197.

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