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Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2

Dal territorio al museo

Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

pp. 199, CHF 32.- / EUR 32.-

Nel 2010 la Pinacoteca Züst ha allestito Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, una mostra che - per la prima volta - affrontava l'argomento. A distanza di alcuni anni si ritorna sui temi di quella fortunata esposizione: la seconda puntata di questo progetto, stavolta messo in scena da Mario Botta, nasce nell'ambito dell'anno europeo del patrimonio culturale, che vede coinvolti 28 stati all'insegna del motto: "il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro".

Nel 2017 infatti il Cantone Ticino ha acquistato e destinato alla Pinacoteca Züst un dipinto di Francesco De Tatti, parte del polittico già sull'altare maggiore della chiesa di Santo Stefano a Rancate. Si avvia da qui un affondo su De Tatti, il pittore più significativo del Rinascimento nell'area di Varese. Una sequenza di opere, finora mai riunite, permette di fare i conti con la sua cultura visiva: la luminosa tradizione che fa capo a Martino Spanzotti, uno dei grandi misconosciuti della pittura italiana del Quattrocento, riscoperto da Giovanni Testori, ma anche la Milano leonardesca di Bernardo Zenale e del Bramantino, fino a una precocissima conoscenza delle novità raffaellesche.

La mostra e il catalogo, nel rendere omaggio ai fondatori della storia dell'arte in Svizzera, si interrogano sulle forme di conservazione e di dispersione del patrimonio artistico ticinese di epoca e stile rinascimentale, con il temporaneo rientro di opere che hanno lasciato queste terre: dalla pala di Bernardino Luini, oggi in una chiesa della campagna inglese, a un trittico di Calisto Piazza diviso tra più proprietà e per la prima volta, dopo secoli, riunito: eppure entrambi si trovavano in Santa Maria degli Angeli a Lugano. Altre opere hanno invece lasciato le sedi per cui erano state realizzate per trovare definitivo asilo nel Landesmuseum di Zurigo.

Al catalogo è allegata un'intervista rilasciata da Mario Botta ad Alessandra Brambilla sull'allestimento della mostra, da lui progettato.



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