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Dentro i palazzi

Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento: le quadrerie Riva

Edoardo Agustoni e Lucia Pedrini-Stanga

pp. 224, CHF 30.- / EUR 30.-

Partendo dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all'aristocratica famiglia Riva,nella Lugano dell'epoca dei landfogti - "governatori" che, fino a fine Settecento, avevano tra i loro compiti l'amministrazione giudiziaria, finanziaria, fiscale e militare -viene indagata la storia di questo antico casato, che rivestì una posizione egemonica soprattutto durante l'Antico Regime, vantando una intricata rete di contatti con altre illustri stirpi (Beroldingen, Turconi, Morosini).

Nel volume è presentata una selezione di opere che componevano le ricche quadrerie di famiglia. L'intento è quello di aggiungere un tassello alla vicenda ancora poco nota del collezionismo privato nelle terre dell'attuale Cantone Ticino, dal tardo Seicento all'Ottocento. Sono dunque indagati sia il gusto che le dinamiche relative alla circolazione e al consumo di opere d'arte in questa terra di confine, che dal punto di vista politico guardava a nord, dipendendo dai cantoni svizzeri, mentre da quello religioso e culturale si volgeva a sud, verso l'Italia. Qui, a metà Ottocento, si stabiliranno anche alcuni esponenti del ramo marchionale dei Riva, che si uniranno al facoltoso casato piemontese dei Francischelli, successivamente imparentatosi con i Bisi, importante famiglia di artisti milanesi. Di qui le numerose opere di Luigi, Giuseppe, Ernesta, Fulvia e Antonietta Bisi.

Tra gli autori presenti nelle collezioni, per il Settecento vanno segnalati Marco e Giuseppe Antonio Petrini - di cui la famiglia Riva è stata il massimo committente -,Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Carloni, Giuseppe Antonio Orelli, i fratelli Torricelli, Gian Francesco Cipper detto "Il Todeschini", Antonio Maria Marini e pittori legati alla corte asburgica.
Per l'Ottocento figurano opere di Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Pietro Antonio Luchini, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi.



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