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Domande frequenti

I dati sono pubblicati annualmente su questo sito tematico:

In Ticino ce ne sono oltre 4'500, dei quali circa 2’000 staccano annualmente la licenza venatoria.

In genere la caccia si svolge a settembre.

Tuttavia il periodo preciso quanto diversificato - per caccia alta, bassa, acquatica, al cinghiale, speciale tardo-autunnale al cervo - viene definito annualmente dal Regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (RALCC),  che viene pubblicato nel mese di luglio.

I dati sono pubblicati annualmente su questo sito tematico:

Cervi (1'804), cinghiali (1'378), camosci (1'208) e beccacce (1281) sono le specie più abbattute nel 2013.

Per una corretta gestione della fauna, annualmente il Regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (RALCC) definisce oltre al periodo di caccia, le specie cacciabili e il numero di esemplari abbattibili.

In genere in Ticino si cacciano:

  • mammiferi
    cervo, capriolo, camoscio, cinghiale, marmotta, volpe, tasso, faina, lepre comune, lepre variabile, coniglio selvatico;
  • uccelli
    beccaccia, fagiano di monte, pernice bianca, fagiano comune, piccione domestico inselvatichito, colombaccio, tortora dal collare, ghiandaia, cornacchia nera, cornacchia grigia, corvo imperiale, germano reale, cormorano;
  • caccia acquatica
    alzavola, germano reale, moriglione, moretta, folaga.

È un retaggio altomedievale: allora la caccia, quindi la possibilità di accedere a un sostentamento a base di carne, era prerogativa solo del ceto alto, nobile.

Signori e principi potevano quindi procacciarsi alimenti di alta qualità, mentre al popolo toccava barcamenarsi con quanto a disposizione entro i confini del regno, facendo capo anche al bracconaggio.                                      

Una curiosità: spesso e volentieri i signori impartivano l’ordine di abbattere tutti i cani nei paesi loro assoggettati perché non facessero concorrenza alla propria attività venatoria.

In Ticino per cacciare occorre essere in possesso del Certificato di abilitazione alla caccia, che  consente di esercitare la caccia nella tipologia scelta (alta, bassa, ...) e nei luoghi stabiliti.

Lo si ottiene frequentando dapprima il corso annuale della Federazione cacciatori ticinesi (FCTI) e le giornate obbligatorie di preparazione agli esami (recupero habitat, censimenti, ...), e poi superando gli esami scritti, orali e la prova di tiro.

La FCTI in collaborazione con l’Ufficio della caccia e della pesca organizza annualmente un corso, accessibile a chi ha compiuto i 16 anni d’età.

I Concorsi per questa funzione, con l’elenco dei requisiti e dei documenti necessari all’inoltro della propria candidatura, sono pubblicati periodicamente sul sito www.ti.ch/concorsi e sul Foglio ufficiale (FU).

Sì, non ci sono leggi che lo vietano.

È però molto importante non disturbare la fauna selvatica nel suo ambiente naturale.

Quest'area - protetta da un divieto di caccia - spesso è destinata alla conservazione e ripopolamento delle specie, quindi limita solo il campo d’azione dei cacciatori e non il passaggio di escursionisti o viandanti.

Per evitare inutili disturbi alla selvaggina è obbligatorio tenere i cani al guinzaglio all'interno delle bandite.

Ad almeno 50 metri dalle abitazioni, e lo stesso vale per campeggi, aree di percorsi-vita e sentieri didattici (medesima distanza da mantenersi da strade cantonali, autostrade e ferrovie), e non si può neppure sparare a distanze superiori ai 300 metri (art. 53 del RALCC).

No, perché la selvaggina deve seguire le leggi della selezione naturale.

Sì, ma solo chi ha adottato tutte le misure di protezione (recinzioni) e dichiara un reddito agricolo ha diritto al risarcimento dei danni causati dalla selvaggina in base al Regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (RALCC); le eventuali richieste d’indennizzo vanno tempestivamente inoltrate all’Ufficio della caccia e della pesca.

Per limitare eventuali danni e disagi causati dalla selvaggina, si consiglia di non foraggiarla e, dove è possibile, di recintare orti o i campi.

Posando una recinzione elettrificata a basso voltaggio con due fili, uno a 15 cm e l’altro a 30 cm.

Sì, ma solo in caso di danni importanti alle colture agricole.

L'Ufficio della caccia e della pesca (UCP), oltre ad organizzare specifiche ronde di controllo e abbattimenti per limitare i danni gravi o ingenti provocati dagli ungulati, rilascia autorizzazioni speciali di guardiacampicoltura a condizione che siano state adottate tutte le misure adeguate di autodifesa.

Telefonare immediatamente alla Polizia cantonale (117) o al guardacaccia.

Telefonare immediatamente all’Ufficio della caccia e della pesca o alla Polizia cantonale (117).

Il recupero degli animali morti è di competenza comunale, quindi bisogna avvisare la Cancelleria comunale sede del luogo del rinvenimento della carcassa.

Durante tutto l’anno non si possono lasciare vagare cani di qualsiasi specie (eccezioni durante in periodi di caccia, art 35, 36, 37 e 38 RALCC).

Si deve telefonare immediatamente alla Polizia cantonale (117) che a sua volta avviserà il guardacaccia di zona.

È assai difficile che accada; bisogna però prestare particolare attenzione alle femmine con i piccoli: particolarmente protettive verso la prole, potrebbero reagire se si sentono minacciate (soprattutto dai cani).

No, in Svizzera la rabbia è stata debellata già da alcuni decenni.

In generale in Ticino non ci sono gravi patologie di malattia che possono essere trasmesse dalla selvaggina all’uomo.