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Carlo Maderno (1556-1629)

di Capolago

Dapprima stuccatore e scalpellino, poi ingegnere e architetto, Carlo Maderno lasciò il paese natale di Capolago nel 1576 per trasferirsi a Roma e lavorare con gli zii Domenico e Giovanni Fontana. Verso la fine degli anni Ottanta collaborò con Carlo Fontana all'innalzamento degli obelischi del Vaticano, di Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano e piazza del Popolo; nel 1591, invece, partecipò alla costruzione del palazzo del Vaticano. Dal 1597 al 1603 si dedicò a una delle sue maggiori opere: la facciata della chiesa di Santa Susanna. La fama di Maderno è inoltre legata alla costruzione della facciata e della navata longitudinale della basilica di San Pietro commissionatagli da papa Paolo V, un cantiere durato quasi un ventennio (1607-1625). I suoi meriti toccarono però anche l'architettura civile (portano la sua firma i palazzi Mattei e Barberini, il palazzo papale di Castel Gandolfo e il palazzo del Quirinale) e l'ingegneria idraulica: dal 1610 al 1629 rivestì infatti il ruolo di Architetto del Tevere. Morì nella capitale nel gennaio 1629.

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