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Recupero del fosforo

La Svizzera riesce a coprire il proprio fabbisogno di fosforo, soprattutto di fertilizzanti, unicamente con le importazioni dall'estero, dal momento che su territorio elvetico non ci sono riserve primarie di fosforo e che dal 2006 è vietato lo spandimento diretto dei fanghi di depurazione sui terreni agricoli. Le importazioni ammontano a 15'000 tonnellate di fosforo all'anno, sotto forma di fertilizzante minerale (4'200 t), di mangimi per animali (6'200 t ),di derrate alimentari (2'600 t) e la rimanenza (2'800 t) sotto forma  di altri prodotti contenenti questo elemento.

Spesso i giacimenti minerali di fosforo presentano delle concentrazioni elevate di elementi nocivi quali cadmio o uranio oltre i limiti fissati dell'Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici. Per tale motivo, e per evitare di dipendere completamente dalle importazioni, la Confederazione ha introdotto con la nuova Ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR) a partire dal 2026 l'obbligo di recupero del fosforo da alcuni rifiuti: acque di scarico comunali, fanghi di depurazione o dalle loro ceneri, farine animali e polveri d'osso.

Attualmente la maggior parte dei fanghi prodotti dagli IDA comunali e consortili viene co-incenerita all'ICTR di Giubiasco mentre solo una piccola parte, che eccede la capacità del termovalorizzatore cantonale, viene trasportata oltralpe verso altri inceneritori svizzeri. I movimenti dei fanghi sul territorio ticinese sono schematizzati nel documento “Smaltimento fanghi IDA”.

Un gruppo di lavoro cantonale coordinato dall'Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati, composto da tutti gli attori coinvolti nella tematica, ha studiato i possibili futuri scenari per il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione in Ticino e ha individuato nella realizzazione di un forno di monoincenerimento presso l’ACR a Giubiasco la soluzione migliore. La progettazione del nuovo forno è in corso.

Smaltimento fanghi IDA