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In primo piano

Inventario del fondo Ricerche musicali nella Svizzera italiana integrato nel Catalogo online dell'Archivio di Stato

Il complesso di archivi dell'associazione Ricerche musicali nella Svizzera italiana, conservato presso l'Archivio di Stato del Cantone Ticino a Bellinzona, rappresenta una delle fonti più importanti per la ricerca in campo musicologico nella Svizzera italiana. Esso è costituito da una variegata tipologia di documenti, tra cui spiccano partiture manoscritte e a stampa di autori ticinesi o attivi in Ticino, soprattutto risalenti al XX sec., a cui si aggiungono atti amministrativi e sociali, carteggi, fotografie, programmi di concerti, locandine e manifesti, ritagli stampa, opuscoli e pubblicazioni monografiche e periodiche, mentre i generi musicali rappresentati spaziano dalla musica sacra a quella profana, includendo musica sinfonica, musica da camera e per strumento solo, musica corale, musica popolare e musica per banda.

A partire dal 2026 le unità di descrizione dei documenti contenuti nel fondo delle Ricerche musicali, con un'importante operazione di migrazione di dati, sono state trasferite dal catalogo FNBase della Fonoteca Nazione Svizzera al Catalogo dei fondi dell'Archivio di Stato. La ricerca di unità archivistiche appartenenti ai numerosi fondi cartacei dell'archivio delle Ricerche musicali va dunque ora effettuata nel catalogo elettronico dell'Archivio di Stato, con il vantaggio di poter estendere la ricerca di documenti musicali anche all'intero corpo documentario dell'Archivio e la possibilità di avere una veduta d'insieme sulla struttura dei fondi che compongono il complesso ("Ricerca nella mappa dell'archivio"). Il nuovo indirizzo è il seguente:

 

Aiuto alla ricerca: Per restringere la ricerca alle sole unità archivistiche del complesso delle Ricerche musicali, con selezionata/evidenziata la voce "3.1.18 Ricerche musicali nella Svizzera italiana, 18° sec.-21° sec.", cliccare su "Restringi la ricerca all'UD selezionata" nella colonna a sinistra. In seguito effettuare la ricerca per parola-chiave (Ricerca libera).

 


 

L’archivio storico della Loggia Massonica Il Dovere depositato all’Archivio di Stato

Depositato presso l’Archivio di Stato nel giugno del 2024, il fondo storico della Loggia massonica Il Dovere storico è composto di 36 scatole di documenti che ripercorrono la storia dell’organizzazione sin dalla sua nascita nel 1877.

A livello svizzero, si tratta del primo caso in cui una loggia massonica abbia affidato il proprio fondo storico ad un archivio pubblico. Una decisione che s’iscrive nel segno della trasparenza e che darà la possibilità, ai ricercatori in ambito non solo storico, di accedere alla ricca e sfaccettata documentazione prodotta in oltre un secolo di vita dalla LM Il Dovere, di misurarne l’impatto sulla società ticinese e il suo intersecarsi con il mondo culturale del Cantone.
Catalogato documento per documento, il corpus passa in rassegna i principali aspetti della vita della Loggia Massonica Il Dovere, la più antica delle cinque logge attive in Ticino: dalle discussioni tra i membri, alle iniziative prese, dalle corrispondenze con altre logge sia svizzere sia estere (la LM Il Dovere è affiliata alla Gran Loggia Svizzera Alpina) alle riflessioni interne su temi politici, storici e filosofici. Si ricompone così il ritratto di un’organizzazione che, nata da alcuni esponenti radicali all’indomani dell’affermazione dei conservatori in Consiglio di Stato all’inizio del 1877, con il passare dei decenni ha perso in parte il suo iniziale carattere politico, a favore della filantropia e dello studio.

Per ragioni derivanti dalla protezione della sfera privata, presso l’Archivio di Stato a Bellinzona sarà consultabile dagli utenti soltanto la documentazione più vecchia di 50 anni (ossia, nel 2025, quella precedente il 1974 compreso), previa autorizzazione della LM Il Dovere.


 

Importante lascito della Fondazione Gino e Gianna Macconi all’Archivio di Stato

L’Archivio di Stato del Cantone Ticino comunica di aver ricevuto in donazione dalla Fondazione Gino e Gianna Macconi di Mendrisio un’importante raccolta di documenti fotografici storici della seconda metà dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento.

I materiali vanno ricondotti all’organizzazione della Mostra della fotografia antica, curata da Gino Macconi per conto del Circolo di cultura di Mendrisio nel 1954, e ad altre iniziative culturali che videro il suo coinvolgimento. Tra i documenti spiccano, oltre a numerosi scatti di fotografi storici ticinesi, diverse decine di lastre fotografiche realizzate dai fratelli Ernesto e Max Büchi, attivi a Locarno a cavallo dei due secoli, di cui l’Archivio di Stato già detiene l’archivio.

Il corpus, costituito da alcune centinaia di pezzi, assumerà il titolo Fondo Gino e Gianna Macconi. Nel corso dei prossimi mesi, l’insieme della documentazione sarà ricondizionato e inventariato ed in seguito reso disponibile sul Catalogo del fondi fotografici dell’Archivio di Stato (www.ti.ch/archivio-foto).

L’Archivio di Stato esprime la sua riconoscenza a Gianna Macconi, vedova di Gino, per l’importante lascito.

Gino Macconi (Verbania, 1928-Sorengo, 1999), pittore e scultore annoverato tra i protagonisti della scena culturale ticinese tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento, fu anche prolifico promotore artistico e culturale. Diresse la Galleria Nord Sud di Lugano ed in seguito, per oltre trent’anni, la Galleria Mosaico di Chiasso. Ebbe un ruolo fondamentale anche nell’istituzione del Museo della civiltà contadina di Stabio.


Misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari prima del 1981

Il 1. aprile 2017 è entrata in vigore la Legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE). Il processo di rielaborazione di questo capitolo della storia sociale svizzera, che ha coinvolto migliaia di persone, ha avuto inizio nel 2013 con il riconoscimento ufficiale dell’accaduto da parte del Consiglio federale e le scuse di Simonetta Sommaruga a nome di tutto il Governo.

 

Legge federale e contributo di solidarietà

La norma riconosce l’ingiustizia subita dalle vittime e stabilisce una base legale per i servizi cantonali chiamati a sostenerle, oltre a prevedere, tra le altre cose, il versamento di un contributo di solidarietà.

Per ottenere il contributo è necessario inoltrare una domanda attraverso un modulo di richiesta. Le autorità cantonali - tramite il Servizio per l'aiuto alle vittime di reati - sono a disposizione per un sostegno nella compilazione del modulo di domanda del contributo. L'Archivio di Stato del Cantone Ticino provvederà, dal canto suo, alla ricerca di documentazione riguardante le misure subite. Le richieste verranno trattate con la massima riservatezza e nel pieno rispetto della protezione dei dati personali.

Per maggior informazioni:

 

Ricerca sulle misure coercitive a scopo assistenziale nel Cantone Ticino (1900-1981)

Nell'intento di abbozzare una prima rielaborazione storica del fenomeno, la direzione del DECS ha promosso l’esecuzione di un’indagine preliminare sulle misure coercitive in Ticino. La ricerca è stata condotta da Vanessa Bignasca che, sotto la supervisione scientifica della prof. Nelly Valsangiacomo dell'Università di Losanna e con il coordinamento dell’Archivio di Stato, ha preso in esame il quadro legislativo e procedurale di tali misure, eseguendo nel contempo un’analisi della bibliografia e un primo accertamento delle fonti d’archivio disponibili.


 

I volumi a stampa editi nel XV secolo dell’Archivio di Stato

L’Archivio di Stato possiede e conserva 17 incunaboli, esemplari di edizioni edite tra il 1474 e il 1499. La raccolta è eterogenea negli argomenti e nelle edizioni com’è spesso il caso delle collezioni allestite nel tempo attraverso donazioni o acquisizioni diverse, a carattere estemporaneo.

Gli esemplari sono stati oggetto di un processo di valorizzazione, che, passando attraverso la catalogazione digitale nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese e la loro registrazione nella banca dati internazionale del Consortium of European Research Libraries denominata Material Evidence in Incunabula, culmina con la messa online di questo catalogo.

All’interno del documento sono attivi i link alle schede dei volumi nel catalogo cantonale e nell’Incunabula Short Title Catalogue.