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CD e DVD

Bella ciao, Visage Music, 2015

A 50 anni dallo storico spettacolo del 1964, curato da Roberto Leydi e Filippo Crivelli, vengono qui proposti alcuni brani dal riallestimento affidato ad artisti quali Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Alessio Lega, Andrea Salvadori, Gigi Biolcati e Riccardo Tesi.

Il CD contiene: La lizza delle Apuane; Bella ciao (versione mondina); Bella ciao (versione partigiana); Povere filandere; Tutti mi dicon Maremma; Porta romana; Amore mio non piangere; Sant'Antonio nel deserto; Son cieco e mi vedete; Cade l'uliva; La lega; No mi giamedas Maria; Stornelli mugellani; Mia mama vol ch'j fila; O Gorizia; La mamma di Rosina; Addio a Lugano; La lizza delle Apuane.

Pimpa. Na giurnada fòra du sòlit

Quattro avventure della simpatica cagnetta Pimpa alla scoperta del suo piccolo universo, doppiate nei dialetti di Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino. Il DVD è stato voluto per festeggiare il primo compleanno del Comune di Monteceneri, ha una durata di circa 25 minuti ed è accompagnato da un libretto con i testi dei dialoghi in dialetto e in italiano.

Durata: 25 minuti
Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia; Rivera, Comune di Monteceneri, 2011

La Ferrovia Biasca - Acquarossa

In occasione della mostra "Dalle grandi ferrovie alla Biasca-Acquarossa, realizzata nel 2011 dal Museo della Valle di Blenio, il Centro di dialettologia e di etnografia ha pubblicato il video "La Ferrovia Biasca - Acquarossa, Testimonianze e ricordi".

Il documentario ripercorre le vicende della linea Biasca-Acquarossa utilizzando filmati d'epoca e interviste a chi visse in prima persona l'attività della ferrovia.

Durata: 17 minuti
Testo: Patrizia Pusterla Cambin, Johannes Galfetti
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia; Lottigna, Museo storico etnografico della Valle di Blenio, 2011

Il torchio a leva

La spremitura delle vinacce veniva effettuata in passato ricorrendo ai monumentali torchi a leva di tipo piemontese. Nel 1987 l'Ufficio dei musei ha realizzato l'inventario cantonale dei torchi a leva, in cui sono stati censiti ventisette torchi esistenti e quindici documentati da resti, diffusi in tutte le aree a vocazione viti-vinicola.

Il filmato mostra le varie fasi di lavorazione delle vinacce a Ludiano, nell'antico torchio di Cá d Mutall. La struttura reca incisa la data 1756 ed è rimasta operativa fino agli anni Settanta del Novecento. Nel 1983 sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione e da allora si tiene annualmente la festa del torchio.

Durata: 8 minuti
Testo: Michele Moretti
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia, 2010

La Valmaggina in immagini

La ferrovia Locarno-Bignasco, inaugurata nel 1907 e comunemente nota come Valmaggina, è stata la prima linea ferroviaria regionale in Ticino e ha segnato profondamente la vita e l’economia della Valmaggia e del Locarnese. Nella ricorrenza del centenario il Museo di Valmaggia ha condotto un’approfondita ricerca, sfociata nell’allestimento di una mostra a Cevio negli anni 2007-2008, nella pubblicazione di un libro e in questo DVD, prodotto congiuntamente al CDE. Il DVD comprende un diaporama e quattro filmati storici di varia provenienza, tra cui le riprese dell’ultima corsa, il 28 novembre 1965.

Durata: 35 minuti
Adattamento, montaggio e sonorizzazione: Roberto Pellegrini
Cevio, Museo di Valmaggia; Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia, 2008

 

Vite raccontate: L'informatica al servizio del ricercatore con handicap visivo

In occasione della settima Assemblea Generale dell'Unione mondiale dei ciechi a Ginevra (17-23 agosto 2008) è stato presentato il documentario dedicato all'attività di Mario Vicari, che a causa di un handicap visivo opera in condizioni e con strumenti particolari. Il filmato è stato premiato al Festival internazionale dell'audiovisivo e del multimedia sul patrimonio (FIAMP).

Durata: 10 minuti
Testo: Mario Vicari, Cleto Pescia
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia, 2008

Omaggio ad Antonio Brenni

Il filmato vuole essere un piccolo omaggio del museo etnografico della Valle di Muggio ad Antonio Brenni. Profondo conoscitore del mondo degli uccelli e dei metodi tradizionali di cattura, il suo sapere è stato prezioso sia al momento del restauro del roccolo di Scudellate, sia per il suo arredamento e la sistemazione esterna.

Durata: 22 minuti
Testo: Paolo Crivelli, Silvia Ghirlanda
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Cabbio, Museo etnografico della Valle di Muggio; Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia, 2007

I roccoli nel paesaggio

Nel Cantone Ticino sono censiti una sessantina di roccoli, per la maggior parte distribuiti nella fascia collinare del Sottoceneri. Facilmente identificabili grazie alla caratteristica torretta (il casello), rappresentano il sistema di aucupio con reti verticali più antico.

Una vecchia leggenda narra che l'origine del roccolo sarebbe da collegare ai catastrofici effetti di una grande epidemia di peste che avrebbe funestato la Lombardia nel XVI secolo. La carestia che seguì, colpì la regione Bergamasca e all'abate di un monastero locale venne l'idea di catturare i grandi stormi di uccelli che migravano verso sud. Fu così che i monaci costruirono il primo roccolo.

La legge federale del 1875 che mise al bando l'uso dei roccoli chiuse un capitolo importante dell'attività venatoria del Cantone.

Durata: 26 minuti
Testo: Paolo Crivelli, Silvia Ghirlanda
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Cabbio, Museo etnografico della Valle di Muggio; Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia, 2007

Il cappello di feltro

Il cappello è un capo d'abbigliamento comune a tutti i popoli fin dall'antichità. Di foggia rozza e grossolana, venne usato inizialmente con una funzione di protezione e riparo, per poi assumere nel tempo valore di insegna di prestigio, divenendo un oggetto maggiormente elaborato e raffinato.

Il XV secolo vede affermarsi l'uso del cappello di feltro, una stoffa ottenuta con l'infeltrimento delle fibre di pelo animale. Tra il XVIII e il XIX secolo la sua produzione conosce la massima fioritura.

Durata: 15 minuti
Testo: Giovanna Caravaggi Della Santa
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia, 2006

La lavorazione della pietra ollare in Valmalenco

La pietra ollare è una roccia tenera, di facile lavorazione e resistente alle alte temperature. Queste caratteristiche ne hanno determinato un utilizzo diffuso nelle valli alpine fin dall'antichità.

Nella Svizzera italiana la lavorazione artigianale di questa materia non è più praticata dall'inizio del Novecento. Per ricostruire l'opera dei tornitori di laveggi il filmato presenta due metodi di lavorazione, quello tradizionale e quello moderno, ripresi con un intervallo di dieci anni in Valtellina.

Durata: 15 minuti
Testo: Alessandra Ferrini Giordano
Camera e montaggio: Roberto Pellegrini
Bellinzona, Centro di dialettologia e di etnografia; Cevio, Museo di Valmaggia, 2002

Musei etnografici del Cantone Ticino

Il CD-ROM è frutto di un progetto realizzato nel 1996 dall’Ufficio dei musei etnografici e dall’Ufficio del delegato al perfezionamento professionale con tecnologie che, all’epoca, erano all’avanguardia. Il CD raccoglie circa 1200 fotografie, una ventina di filmati, animazioni 3D, accompagnate da immagini e descrizioni delle regioni dove hanno sede i musei etnografici del Cantone Ticino. (Esaurito)

A cura di: Augusto Gaggioni
Lingue: italiano, francese, tedesco e inglese
Compatibilità: PC e Apple.
Bellinzona, Dipartimento dell'istruzione e della cultura, Divisione della formazione professionale e Ufficio dei musei etnografici, 1996