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Premessa

La violenza può assumere diverse forme, alcune chiaramente visibili, altre più nascoste e difficilmente identificabili. Indipendentemente da come si manifesti la violenza è sempre inaccettabile e può ingenerare gravi conseguenze fisiche e psicologiche.

Nella maggior parte dei casi i comportamenti violenti sono puniti dalla legge, ma per la vittima è spesso difficile dare un nome a quello che subisce, denunciare il responsabile, lasciare l'abitazione coniugale o districarsi nelle diverse procedure giudiziarie.

Ognuno di noi almeno una volta si è confrontato con la violenza: in strada, sul lavoro, a scuola, ecc. Tuttavia le statistiche dicono che la maggior parte dei casi di violenza avviene nel contesto familiare.

Quando la violenza è presente in ambito familiare, si parla di violenza domestica

La Convenzione di Istanbul  del Consiglio d’Europa, sottoscritta anche dalla Svizzera ed entrata in vigore il 1° gennaio 2018, rappresenta il trattato internazionale di più ampia portata per affrontare questa grave forma di violazione dei diritti umani. Prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire penalmente i loro aggressori sono i cardini della Convenzione.
Ecco come la Convenzione di Istanbul definisce la violenza domestica.

Art. 3, lettera b della Convenzione di Istanbul:

L’espressione “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.