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Convegni e eventi

Martedì 11 ottobre si propone un secondo momento per stimolare nuove sinergie tra le agende della Svizzera italiana e proseguire nel confronto costruttivo tra le diverse realtà, focalizzando l’attenzione sugli eventi culturali censiti nelle rispettive banche dati.

Questo appuntamento fa seguito al primo incontro tenutosi a Bellinzona nel 2019, che aveva permesso di riunire le principali agende culturali attive sul territorio, conoscerne le peculiarità e lanciare le prime ipotesi di lavoro in vista di maggiori collaborazioni trasversali.

La partecipazione è aperta al pubblico e gratuita, su iscrizione: decs-oc(at)ti.ch.

L’Istituto Svizzero propone un incontro in cui approfondire il fenomeno – spontaneo e poco studiato – degli scambi librari, un evento organizzato in collaborazione con il Cantone Ticino, Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport – Divisione della cultura e degli studi universitari.
Il mondo delle biblioteche è uno sei settori più consolidati fra le attività culturali di un Paese. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) in Italia sono attive 7’425 biblioteche, pubbliche e private, che custodiscono un patrimonio di 268 milioni di documenti quali monografie, opere a stampa, audiovisivi, manoscritti e periodici (anno di riferimento 2019). In Svizzera, nel 2020, l’Ufficio federale di statistica ha censito 1’499 realtà istituzionali aperte al pubblico che conservano 67 milioni di stampati.
Malgrado la presenza di un’offerta capillare sul territorio, negli ultimi anni si è assistito a uno sviluppo significativo di una rete parallela, spontanea, per certi versi piacevolmente caotica e poco studiata. Questa dinamica viene spesso indicata con il termine inglese di bookcrossing, che comprende diverse iniziative votate allo scambio libero di libri, in entrata e in uscita: da semplici scaffali, cassette o casette collocate in un luogo pubblico, fino a installazioni più stanziali, come le biblioroulotte e – elemento faro di questo fenomeno – le bibliocabine.
L’incontro Pronto? Chi legge? parte proprio dalle installazioni di telefonia ormai dismesse per offrire alcuni spunti di riflessione sul tema. L’evento offre l’occasione per riunire i rappresentanti di alcune di queste iniziative volte a favorire lo scambio di libri e di riflesso stimolare la lettura. Un momento prezioso per capire da dove nascono queste proposte, come si concretizzano e quali aspetti positivi e critici è possibile rilevare.

  • Joëlle Comé, Direttrice Istituto Svizzero, Saluti istituzionali
  • Raffaella Castagnola Rossini, Direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari, La bibliofilia tra raffinatezza e funzionalità
  • Giovanni Solimine (Presidente della Fondazione Bellonci), Lettura solitaria, lettura condivisa
  • Marino Sinibaldi (Presidente del Centro per il libro e la lettura), Leggere nella pandemia
  • Monica Maggi (Presidente e fondatrice dell’Associazione Culturale Libra), Noi siamo i libri che leggiamo
  • Giovanna Iorio (Responsabile Little Free Library Italia), Dieci anni di Little Free Library: 2012-2022
  • Roland Hochstrasser (Capo ufficio, Osservatorio culturale del Cantone Ticino), L’analisi degli scambi librari tra limiti quantitativi e prospettive qualitative

Nel 2020, l’Osservatorio culturale del Cantone Ticino (OC) ha inaugurato il primo di una serie di fascicoli dedicati al tema della lettura intitolati «Forme e ritmi della lettura nel Cantone Ticino».
Nell’ultimo volume Pagine nomadi. Scambi librari nel Cantone Ticino fra bibliocabine, bibliocasette e altre iniziative (Bellinzona, DECS, 2022), l’OC volge lo sguardo verso una declinazione poco studiata della lettura: la nascita e lo sviluppo di una rete di scambio librario spesso, ma non sempre, integralmente autogestita, inserita nel paesaggio urbano con le bibliocabine, o presente in spazi multifunzionali con bibliocassette, bibliocasette e altre forme di bookcrossing.

Il Sistema per la valorizzazione del patrimonio culturale (SVPC) ha colto l’invito della Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo indetta dall’UNESCO proponendo una serie di presentazioni che hanno indagato le relazioni tra i patrimoni culturali audiovisivi (fotografie, registrazioni sonore, film e video), la loro digitalizzazione e le nuove forme di mediazione che se ne possono ricavare.

Territori di parole è una serie di fascicoli che seleziona, tematizza e presenta una parte dei contenuti della Guida letteraria della Svizzera italiana, un’iniziativa a cura dell’Osservatorio culturale del Cantone Ticino. Oggetto della serata sarà il fascicolo dedicato al Distretto di Locarno, presentato da Daniele Menenti. Giulio Foletti arricchirà il tema portando l’attenzione sui paesaggi artistici.

Territori di parole è una serie di fascicoli che seleziona, tematizza e presenta una parte dei contenuti della Guida letteraria della Svizzera italiana, un’iniziativa a cura dell’Osservatorio culturale del Cantone Ticino. Ogni volume si caratterizza per una propria prospettiva e un proprio stile: sguardi diversi sui Distretti del Cantone Ticino e sul Grigioni italiano, che stimolano una prima mediazione verso un patrimonio letterario ricco, variegato e diffuso sull’insieme del territorio. Il fascicolo dedicato al Distretto di Blenio si concentra sul periodo tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, segnato dall’emigrazione e dalla continua fatica per la sopravvivenza. In collaborazione con l’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale, interverranno Teresa La Scala, docente presso la Scuola media di Acquarossa e autrice del fascicolo, e Tiziana Zaninelli, Caposezione dell’insegnamento medio.

Territori di parole è una serie di fascicoli che seleziona, tematizza e presenta una parte dei contenuti della Guida letteraria della Svizzera italiana, un’iniziativa a cura dell’Osservatorio culturale del Cantone Ticino. Ogni volume si caratterizza per una propria prospettiva e un proprio stile: sguardi diversi sui Distretti del Cantone Ticino e sul Grigioni italiano, che stimolano una prima mediazione verso un patrimonio letterario ricco, variegato e diffuso sull’insieme del territorio. Oggetto della serata sarà il fascicolo dedicato alla regione del Luganese, presentato dall’autore Nicola Pfund. Lorenzo De Carli illustrerà i paesaggi descritti a parole con i materiali multimediali raccolti nel portale lanostrastoria.ch.

Territori di parole è una serie di fascicoli che seleziona, tematizza e presenta una parte dei contenuti della Guida letteraria della Svizzera italiana, un’iniziativa a cura dell’Osservatorio culturale del Cantone
Ticino. Ogni volume si caratterizza per una propria prospettiva e un proprio stile: sguardi diversi sui Distretti del Cantone Ticino e sul Grigioni italiano, che stimolano una prima mediazione verso un patrimonio letterario ricco, variegato e diffuso sull’insieme del territorio.
Oggetto della serata sarà il fascicolo introduttivo, presentato per l’occasione da Roland Hochstrasser, responsabile dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale, e Michele Amadò, professore del Laboratorio di cultura visiva DACD – SUPSI.

Lugano, 27 ottobre 2020

Il Sistema per la valorizzazione del patrimonio culturale (SVPC) coglie l'invito della Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo indetta dall'UNESCO proponendo una serie di presentazioni che indagheranno le relazioni tra i patrimoni culturali audiovisivi (fotografie, registrazioni sonore, film e video), la loro digitalizzazione e le nuove forme di mediazione che se ne possono ricavare.

Si terrà in autunno il secondo appuntamento del ciclo "Digitalizza la cultura", inaugurato nel 2016 con un convegno dedicato alla gestione sostenibile e aperta dei patrimoni digitali per il Cantone Ticino. Quest'anno l'attenzione sarà rivolta ai patrimoni audiovisivi: si evidenzieranno alcune esperienze significative e si cercheranno di rilevare le opportunità e i limiti dei processi di digitalizzazione di questi materiali. Il filo conduttore sarà la memoria con lo slogan Weisch no? Tu t'souviens? Ti ricordi? lanciato dall'Associazione Memoriav, il centro di competenza nazionale nel settore dell'audiovisivo.

Come conservare e come dare il giusto valore ai documenti audiovisivi custoditi da biblioteche, archivi, musei e altri centri di documentazione, in modo da trasmetterli alle future generazioni? Da quali esperienze possiamo prendere ispirazione? In quali errori dobbiamo cercare di non incorrere? Quali strategie digitali adottare per garantire uno sviluppo culturale aperto a tutti?

Il convegno, promosso nell'ambito dell'Autunno digitale del Lugano Living Lab (Dicastero Istituzioni - Città di Lugano) e della Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo, sarà rivolto agli specialisti e al pubblico interessato con entrata libera, su iscrizione. L'incontro si terrà presso il Palazzo dei Congressi di Lugano in lingua italiana e francese.

La Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo è sostenuta dell'Associazione Memoriav ed è proposta annualmente sotto il patrocinio della Commissione svizzera per l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).

Entrata libera, iscrizione necessaria entro il 20 ottobre 2020, posti limitati. Conformemente alle disposizioni sanitarie federali in vigore, sarà obbligatorio indossare la mascherina.

27 ottobre 2020 - 14h, Palazzo dei Congressi, Lugano

Evento annullato a causa della situazione sanitaria

Partner

Il convegno è promosso dal Sistema per la valorizzazione del patrimonio culturale (SVPC), un servizio dell'Ufficio dell'analisi e del patrimonio culturale digitale (UAPCD), in collaborazione con:

L'Istituto Svizzero continua la riflessione sul tema della lettura avviata lo scorso anno in occasione dell'incontro Trame della lettura, in collaborazione con il Cantone Ticino, Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport - Divisione della cultura e degli studi universitari.

Dal 2019 l'Osservatorio culturale del Cantone Ticino ha fatto infatti della lettura uno dei suoi principali temi d'indagine. Complice l'innovazione tecnologica, si tratta di un ambito in piena trasformazione sia per quanto riguarda le pratiche e i modi di diffusione - affrontati in particolare nel primo fascicolo della serie "Forme e ritmi della lettura nel Cantone Ticino" pubblicato nel 2020 - sia per le nuove forme di mediazione offerte dai canali digitali.
Sarà precisamente sulle relazioni tra lettori e patrimoni letterari che verterà il secondo incontro: come favorire la presa di coscienza di autori e testi da parte del pubblico? Quali sono i più recenti approcci di valorizzazione delle opere letterarie? A quali esperienze ci possiamo ispirare?
Sono queste alcune delle domande a cui si cercherà di dare risposta attraverso l'intervento di alcuni esperti del settore e la presentazione di iniziative volte a favorire nuove forme di mediazione del patrimonio letterario.

Con l’avvento del digitale, anche il mondo della lettura sta vivendo una fase di profonda trasformazione.
Gli studi pubblicati in questi ultimi anni hanno rilevato come, con la disponibilità di nuovi supporti e la diversificazione delle modalità di diffusione e di accesso ai testi, si stiano affermando nuove forme e nuovi ritmi nella lettura, con la costante tendenza all’ibridazione tra cartaceo e digitale. Quale medium sia più indicato per la comprensione e memorizzazione di quale tipologia di testo, per quale tipologia di lettori, gli aspetti cognitivi legati alla lettura sull’uno o l’altro supporto, lettura connessa e lettura disconnessa, aspetti qualitativi e quantitativi, sono solo alcuni dei temi attorno ai quali si concentra l’attenzione dei ricercatori.

L’incontro proposto all’Istituto Svizzero vuole presentare alcune riflessioni su questi temi, mettendoli in relazione con alcuni progetti, curati dall’Osservatorio culturale del Cantone Ticino, legati alla digitalizzazione in ambito culturale e ai suoi effetti pervasivi sulle pratiche della lettura. In particolare verrà illustrata l’indagine, lanciata nel 2019, che focalizza la propria attenzione sulle tendenze che caratterizzano attualmente la lettura, con riferimento alla realtà geografica del Cantone Ticino e alle sue quattro principali biblioteche.

Sempre in ambito di cultura digitale verranno inoltre presentati il progetto Biblioteca digitale del Cantone Ticino, che intende mettere a disposizione del pubblico pubblicazioni di pregio in parte non più disponibili sul mercato librario, e il progetto Guida letteraria della Svizzera italiana, una panoramica georeferenziata di luoghi, autori e brani scelti, in cui il tema centrale è il paesaggio nelle descrizioni letterarie.

Nella Svizzera italiana sono attive numerose agende culturali, perlopiù sui canali digitali, che segnalano manifestazioni del settore. Il perimetro varia sia per la tipologia di evento segnalato, sia per l’area geografica di pertinenza, creando un mosaico ricco e diversificato. L’Agenda dell’Osservatorio culturale del Cantone Ticino (OC) è nata nel 2006, diventando uno degli assi di sviluppo principali del servizio.
A inizio 2019 l’OC ha avviato un progetto di ridefinizione della propria agenda che si articola in tre fasi: la revisione del perimetro e dei contenuti, la modifica del sistema informatico e l’aggiornamento della pagina di presentazione verso il pubblico. Considerata la rapida evoluzione del settore e in vista del lancio della sua nuova agenda, l’OC organizza un incontro informativo dedicato alle agende culturali durante il quale saranno presentate le principali iniziative sul nostro territorio. Lo scopo di questa iniziativa è presentare le diverse esperienze e le rispettive peculiarità e valutare possibili strategie convergenti.

Il 2018 è l’Anno europeo del patrimonio culturale e la Confederazione Svizzera ha deciso di partecipare all’iniziativa con numerosi progetti a livello federale, cantonale e locale. La Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU) organizza l’esposizione «Il patrimonio si racconta» con il supporto dell’Osservatorio culturale. La manifestazione propone un percorso articolato su più tappe - tra capolavori e oggetti di uso quotidiano, tra numeri della cultura e documenti sconosciuti - per scoprire la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale ticinese e il grande lavoro di chi si occupa di proteggerlo, comunicarlo e trasmetterlo alle generazioni future. 

Per incoraggiare la condivisione e la valorizzazione del proprio patrimonio culturale la Svizzera ha deciso di aderire all'Anno europeo del patrimonio culturale. La campagna punta a mettere in risalto il potenziale del nostro patrimonio culturale per uno sviluppo democratico e consapevole della società. L’Anno del patrimonio è anche un’importante occasione per riflettere sulle relazioni con altri settori della società - quello economico, quello turistico, quello tecnologico - che coinvolgono i beni materiali e immateriali distribuiti sul territorio della Svizzera italiana.

L’analisi delle pratiche culturali incentrata su efficienza e innovazione è il punto di partenza per il tema proposto nel convegno Digitalizza la cultura. L’idea è di proporre idee, progetti e spunti di riflessione che possano contribuire a elaborare strategie coerenti e integrate in un settore a cavallo tra cultura, scienze dell’informazione e politiche culturali. Il campo d’indagine dell’incontro è prevalentemente incentrato sulla gestione e sulla valorizzazione dei patrimoni culturali digitali custoditi da biblioteche, archivi, musei e altri centri di documentazione. Nel corso degli anni, gli istituti hanno raccolto un vasto patrimonio di conoscenza, confluito in archivi digitali disorganici e paradossalmente di difficile accesso. Questa situazione è il risultato di un approccio influenzato dal determinismo tecnologico e dalla scarsa presenza di sistemi e metodi cooperativi. 

Utilità e cultura sono compatibili? La cultura è misurabile? Le statistiche culturali possono orientare le scelte di politica culturale? Il Convegno Misura la cultura – Mesure la culture, svoltosi a Bellinzona nel marzo 2010 per iniziativa del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport del Cantone Ticino, intendeva rispondere a questi interrogativi, riflettendo sul concetto di cultura e sul ruolo delle strategie culturali nella società civile. Gli Atti del Convegno – al quale hanno partecipato specialisti provenienti dalla Svizzera e dall'estero, come pure rappresentanti di istituti culturali ticinesi e di enti pubblici e privati che sponsorizzano la cultura nel Cantone – confluiscono in questa pubblicazione. A emergere sono esperienze concrete e suggerimenti interessanti per l’auspicato salto di qualità nella gestione della politica culturale: una politica culturale che, forte di indicatori concreti sulla produzione e sul consumo di cultura, difenda ”l’utilità” irrinunciabile della cultura quale investimento dalle indubbie ricadute materiali, ma anche e soprattutto quale luogo di incontro, di crescita e di consolidamento della società civile.